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A.V.A.Z. |
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Dopo un anno si attività intensa, sentivo fortemente in me una stanchezza che penetrava tutta la mia persona: corpo e spirito. Rientrare in Italia, significa staccare la spina, rigenerarsi fisicamente e spiritualmente: significa dare concretezza a tanti progetti che assillano la mente e che diventano necessità di fronte alle emergenze continue in cui viene a trovarsi la nostra gente, significa rafforzare il cordone ombelicale che lega la nostra missione a tanti amici che hanno fatto di essa un progetto esistenziale. Nel corso di questi anni ho scoperto una medicina miracolosa che non si trova in nessuna farmacia anche la più fornita; una medicina che fa sparire come d'incanto ogni stanchezza , ogni scoraggiamento, che rida vitalità come un elisir di lunga vita: è l'abbraccio affettuoso di tante persone da cui si è sommersi e che vogliono significarti che non sei solo in quel grande progetto di sviluppo umano spirituale a favore dei fratelli più emarginati e diseredati.Non posso dimenticare tutte le persone che attraverso le loro preghiere e la loro carità ridanno vitalità a noi missionari, è difficile enumerare gruppi e singoli, amici o parenti, posso solo dire che sono una folla immensa animata da carità, amicizia e condivisione; alcuni agiscono per amore e compassione , altri cercano di "essere l'umore" per l'altro, di essere "prossimo" per gli altri (cfr. Chiara Lubich).Si viene in Italia con tanti progetti nella mente , si rientra in Africa con la certezza di realizzarne alcuni, perché con la generosità di tanti amici si sono trovati fondi necessari. Dalle idee-proposte si passa alla scelta e realizzazione di alcune di esse. Dopo un mese e mezzo di soggiorno in Italia, sono rientrato a Nyamilima, debbo dire un po' preoccupato per la situazione che mi attendeva. Ma, mai mi sarei aspettato che l'impatto con la realtà potesse provocare in me un crollo fisico (stress, depressione...) mai successo in quasi 20 anni di Africa (forse sto invecchiando!): per due settimane angosciato da tanti problemi, non riuscivo né a dormire né a mangiare (forse è stato un bene, cosi ho perso i 5 kg. in più accumulati durante il periodo in Italia!!).La scuola era appena iniziata: una fila interminabi le di ragazzi e mamme che bussavano alla porta della Missione per chiedere un aiuto per continuare gli studi; moltissimi, dopo essere stati curati in Ospedale, che ricorrono a noi per essere aiutati a pagare le spese ospedaliere; altri con tanti altri problemi che vedono nei missionari l'ultima ancora di salvezza... una processione continua dalla mattina alla sera, dal lunedì alla domenica, senza un attimo di sosta! Questa continua ed enorme richiesta di aiuto da una parte e i nostri limiti dall'altra, hanno provocato in me quella crisi di cui sopra, che per fortuna sono riuscito lentamente a superare affidando il tutto al Signore e con la coscienza che non possiamo risolvere tutti i problemi del Congo.Comunque tra i tanti problemi che ancora mi assillano, uno in modo particolare mi angoscia: vedere tanti bambini, ragazzi e ragazze impossibilitati a frequentare la scuola a causa della povertà. Voglio rilanciare con questo mio scritto il progetto dell'adozione scolastica: strumento efficace per la formazione umano-intellettuale della persona, per liberare l'uomo dall'oppressione e dalla schiavitù, per sconfiggere l'analfabetismo, piaga dei paesi dal Terzo Mondo.Lasciare l'uomo nell'ignoranza, ostacolarne lo sviluppo intellettuale è terreno fertile per poter mantenere l'uomo prigioniero della volontà altrui. Con il perdurare di una situazione politica instabile (ribellione, guerriglia ...) e con l'assenza totale dello Stato nel settore dell'istruzione, della sanità, dello sviluppo, moltissimi non sono più in grado di sostenere le spese scolastiche dei loro figli, soprattutto per le scuole superiori. Per cui ci ritroviamo con tantissimi giovani che al terzo o al quarto anno superiore sono obbligati ad abbandonare per mancanza di soldi. L'ultima speranza è il "Padiri" ed è per questo che ci pervengono tantissime richieste di aiuto da parte di giovani per continuare i loro studi.Questa emergenza contrasta profondamente con la mentalità di tante persone che sono disposte ad aiutare ma a condizione che sia un bambino piccolo. Il nostro aiuto deve essere una risposta ai bisogni o emergenza nei quali si trovano i nostri fratelli, e non la soddisfazione dei nostri sentimenti. Adottare un giovane perché possa terminare la scuola superiore, è partecipare fattivamente alla formazione della società Congolese dell'avvenire. Un altro progetto che sta diventando lentamente realtà è la costruzione del Centro Nutrizionale. E ' una risposta per sconfiggere le conseguenze di una povertà estrema che si notano sui volti di molti bambini e anche adulti: la malnutrizione. Grazie all'aiuto dei volontari AVAZ, con la loro presenza tecnica qui a Nyamilima e con l'impegno a Roma per la preparazione del materiale non reperibile qui sul posto, la costruzione sta andando avanti anche se con ritmi proprio africani.E ' terminata la costruzione dei muri perimetrali con il cordolo su cui poggeranno le capriate del tetto; con l'esperienza in campo idraulico di Nazareno Mignini abbiamo terminato gli impianti acqua e servizi igienici con relativi scarichi. Siamo in attesa dei nuovi container per la copertura del tetto e per continuare il resto del lavori.Carissimi amici, attraverso queste mie riflessioni, ho voluto da una parte ringraziarvi per tutto quello che fate per la nostra Missione e nello stesso tempo incoraggiarvi a fare di più. Anche se il tuo aiuto è come una goccia in mezzo al mare, sappi che il mare di miseria umana sentirà la mancanza della tua goccia di condivisione (cfr. Madre Teresa di Calcutta). P. Raffaele Mandolesi
(tel./fax 06-868980877 e-mail Avaz@libero.it) Nessun bambino dovrà coricarsi avendo fame. Lo affermava nel 1974 Henry Kissinger, Segretario di Stato USA. Kissinger auspicava questo traguardo nel giro di 10 anni. Sono passati quasi 30 anni, e nessun passo avanti è stato fatto per debellare la malnutrizione, la fame e la morte di migliala di bambini. Centoquarantanove milioni di bambini continuano ad essere denutriti: ogni giorno muoiono nel mondo 24.000 persone per denutrizione, in maggioranza sono bambini. Nel vertice mondiale dell'alimentazione, promosso dalla FAO e tenutosi a Roma dal 1° al 13 giugno scorso si è posto l'obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero dei denutriti nel mondo, circa 815 milioni. Pur guardando con fiducia a quest'altro traguardo, lAVAZ nel suo ambito geografico in cui opera - il Nord Kiwu del Congo - da un paio di anni si è messa concretamente al lavoro per debellare la piaga della malnutrizione e denutrizione con le sue tragiche conseguenze. Con il progetto "Centro Nutrizionale" che prevede la costruzione di una struttura dove accogliere i bambini bisognosi anche di intervento terapeutico, e con un programma di educazione igienico-sanitaria e agricolo, nel giro di pochi anni ci si pone l'obiettivo di dare ad ogni bambino la possibilità di crescere e di svilupparsi senza gli orribili e assurdi segni della denutrizione.
Per chi volesse aderire al programma di adozione a distanza di un bambino, oppure offrire un libero contributo, scrivere a: A.V.A.Z. onlus Associazione Volontari per lo
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