Dialogo tra un venditore
e un viaggiatore
di Antimo CEPARANO
- Buonasera Messere!
- Di grazia, non mi sembra di conoscervi.
- Eppure vi ho augurato la buonasera!
- Ed io vi rispondo: buonasera Messere?
- Fasolo. Ulderigo Fasolo di Capua. A servirvi.
- Rocco Bernardi dAversa. Ai vostri
comandi.
- Bel Tempo. Nonostante la pioggia il cielo ora
è terso.
- Lumidità è passata. Portata via da
libeccio.
- Vento di mare.
- Come da Maestrale.
- Vento di terra.
- Siete un viaggiatore?
- Viaggio da un uomo allaltro.
- Oh, cribbio! Luomo è un porto?
- Ogni uomo è terra sconosciuta.
- Volete dire: conosciuta.
- No
no Messere. Ho detto sconosciuta
perché conoscere un uomo è come esplorare lUniverso intero.
- Per questo viaggiate?
- Per necessità.
- Oh, bella! Ma ditemi cosa avete coperto nei
vostri viaggi?
- Cose nuove e cose vecchie.
- Ad esempio?
- Che la vanità del Potere rende luomo
preda di se stesso.
- Cose strane! Voi dite?
- I berluschi hanno cose losche in quantità.
- Del resto è il significato del nome
berlusco.
- Lumanità è fatta di beluschi che sono
berluschi e di altri che lo vorrebbero essere ma che non ne hanno la capacità. Vi è poi
chi è più berlusco dei berluschi: il grande belusco. Il numero uno.
- Allora lumanità è fallita?
- No, no Messere! Vi sono ancora uomini che
sanno di dover morire.
- Cosa centra?
- Centra
centra!
- Allora, ditemi!
- Vedete: nacqui sub Julio
- Ma è Virgilio!
- No, è stato Virgilio.
- Nella Divina Commedia.
- Veniamo a noi: sono nato un giorno lontano.
Ho parlato con voi. Resta solo la data della mia morte: domani?Oggi?Tra un mese?Tra un
anno?Certamente verrà la Morte e quel giorno non avrò più bisogno di dominare gli
altri, di mangiare, di bere. Sarò simile al colore della Terra bagnata.
- Vi sono uomini che lo capiscono?
- Certo. Altri, invece credono di essere degli
dei e in effetti lo sono. Rappresentano idoli di cartone che verranno distrutti quando la
pioggia o il vento deciderà di giocare con essi.
- Allora dobbiamo rallegrarci di non essere
berluschi?
- Lo credo bene.
- Buon viaggio Messere.
- Grazie.
- Ah
ditemi: dove state andando?
- Forse in Palestina oppure in Iraq. Quasi
certamente in Afganistan. Deciderò per la Sierra leone o per la Somalia e riderò in
Ruanda dei morti africani.
- Riderete?
- Delle loro bocche arse dalla fame e dalla
sete.
- Perché riderete?
- Perché i milioni di morti ora sono vivi in
Dio, mentre noi, i berluschi, continuiamo a vivere dellantico male.
- Quale male?
- La morte dellanima: la vera morte,
Messere!
Pace e gioia.
antimo ceparano
Vi invito a collaborare ed ad inviarci le Vs.
riflessioni.
Ci scrive Giuseppe MARCHIORI da Roma:
Antimo, il racconto che ho letto è
veramente ottimo. Stavo per scrivere "bellissimo" ma ho trovato questo termine
quasi civettuolo, si può dire di un regalo appena ricevuto o di un mattino, ma quanto hai
scritto è ben di più, e merita un aggettivo "robusto".
Il brano si fà leggere e rileggere, e dopo pensare e ripensare e ri-rileggere di
nuovo. Non si può dire lo stesso di molti scritti...
E' "ottimo" lo spunto iniziale, il significato di "berlusco".
E' "ottimo" il crescendo della chiacchierata tra i due personaggi, il passaggio
dal tempo alla sua fine... la morte.
Sono "ottime" le mete dei viaggi, ma soprattutto è... GRANDIOSA la frase
finale.
Noi siamo tutti, spesso, morti. Ci sono molti momenti in cui non riusciamo, o non
vogliamo, sentire quello che viene da dentro di noi, dalla nostra Anima, e siamo morti,
Lei è morta.
Ci penserò ancora, questa è solo una estemporanea riflessione e soprattutto un
ringraziamento per quanto hai scritto.
A presto Antimo!
Giuseppe
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