I nostri figli non sono i
nostri figli
di Antimo CEPARANO
Dice Gabil Gibran: "
i nostri figli non sono figli nostri, essi abitano la casa del domani che a te non è
concesso di visitare neppure in sogno". I giovani, per natura, non sono mai cattivi:
semplicemente non conoscono. Non sanno distinguere tra ciò che è il Bene e ciò che è
il male. Seguono l'educazione familiare e spesso l'educazione che impartiamo loro è
violenta.
La violenza spesso è silenziosa: è fatta di distacco. Ignorare l'altro. Sedersi
davanti ad un televisore e far finta di vivere la famiglia, invece non ci accorgiamo che
essa è morta, sepolta sotto cumuli d'indifferenza.
Poco alla volta il muro diventa non più eliminabile tanto si è fatto spesso, alimentato
dalla calce del nostro egoismo. Passiamo giornate intere a rincorrere il vuoto e quando il
vuoto è diventato una realtà nella nostra vita ci meravigliamo che ormai non abbiamo
più niente da dare o da ricevere.
La madre delle quattordicenne ammazzata dal suo amico sedicenne ha urlato: Aiutiamo questi
giovani!!! Voglio pensare ai miei bambini più piccoli!!! E' l'urlo di chi si sente preda
del vuoto. Di chi ha sepolto la speranza e cerca disperatamente di disseppellirla .
Questa è la prima generazione che non pensa alle successive. Si inquina la Terra,
si spargono i fumi malefici dell'uranio impoverito con le migliaia di bombe. Si assiste al
massacro di interi popoli. Milioni di morti urlano invano il loro sacrificio. I governanti
somigliano ad erode e nessuno ha la forza morale di un Tommaso Moro. Fermiamoci uomini del
mio tempo...stanchi...stanchi di non credere.
C'è un rimedio: piccoli gesti quotidiani di quotidiano amore. Cominciamo dalle nostre
famiglie. Ascoltiamo i nostri figli. Ascoltiamo chi è solo e non ha un orecchio amico che
gli sia solidale. Formiamo delle lunghe catene d'Amore. E allora sorgerà l'alba di un
mondo nuovo.
Andiamo...e non voltiamoci per non perdere la luce del Sole!
Pace e gioia.
antimo
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