I Cittadini ed il
Senatore
di Antimo CEPARANO
La
vicenda del senatore Giulio Andreotti è di una gravità eccezionale: se provate, le
accuse, dimostrano che l'Italia è stata governata per decenni dall'oscuro connubio
politica-mafia. Sembra che una sentenza calchi la mano sull'evento come avvenuto:
ventiquattro anni non sono una piccola punizione!
In caso contrario bisogna stabilire quando e come la Giustizia ha ragione o torto
(arrestano Caruso= ha torto; giudicano dell'Utri= ha ragione). Da mesi, noi di
Alenapoli.net ci sforziamo di dire che oggi più di ieri il
sistema Italia ha bisogno di regole, precise, limpide, certe, dentro le quali bisogna
muoversi alla ricerca della Verità, su TUTTO.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi dimostra, da ottimo manager d'Azienda, che gli
equilibri sono necessari al buon funzionamento del Paese.
Da un lato mostra un atteggiamento duro, di chiusura (come nella prima fase dei
giorni che hanno preceduto la manifestazione noglobal di Firenze) dall'altro lato i suoi
colonnelli fungono da "pompieri" mostrando un'apertura improvvisa verso scenari
prima giudicati off limits.
Improvvisamente ciò che appena ieri era da ritenersi "comunista" diventa
"condivisibile". L'anima levantina del governo riesce a riciclare tutto: e ciò
che accade, in questi istanti con l'arresto dei no-global; e ciò che accade con la
vicenda Andreotti.
Il giudizio, quindi, prima se tra colpevolisti o innocentisti è tra coloro che desiderano
uno Stato di Diritto e coloro che vogliono continuare sulla scia tracciata dai governi
democristiani, che hanno governato l'Italia fino al 1992! Non si dimentichi! Un'Italia che
tra stragi e P2, con contorno di brigate rosse e nere ha favorito personaggi oltre il
senatore...e che forse neppure immaginiamo...io per primo.
Pace e gioia.
Antimo Ceparano
email: cepanti@alenapoli.net

Le opinioni dei
lettori:
Caro Antimo,
condivido in pieno la tua riflessione ma di più, ritengo che una tua osservazione vada
rimarcata: ciò di cui abbiamo bisogno non è una giustizia dell'apparire ma dell'essere,
non di ciò che piace ma di quello che è
giusto.
Mi spiego: non basta dire "la legge è uguale per tutti", se questa
"legge" nasce da ambienti che possono essere condizionati dall'essere parte di
una società che si vuole abbrutita, conformista e massificata, dove dai giornali ai
telegiornali si parla una sola lingua, quella del potere. Hai ragione: ci vuole UNO STATO
DI DIRITTO, CON CHIARE E SEMPLICI REGOLE, ove l'on Andreotti (per il quale, tra l'altro,
ho anche una vaga simpatia, per l'innegabile intelligenza ed arguzia) abbia lo stesso
trattamento del "no global" arrabbiato, che tira calci allo stato. Voglio poter
avere la libertà di manifestare la mia opinione in piazza come quella di dormire la notte
non assordato dai motorini.
Non voglio pensare che qualcuno può "ricusare un giudice" per sfuggire al suo
dovere di rispondere del proprio operato mentre un operaio FIAT rischia anche quando
manifesta il suo diritto di lavorare.
Facciamo portavoci di questa necessità di GIUSTIZIA: esprimiamo in chiaro le nostre idee
di cittadini e Cristiani.
Ciao Antimo
Giuseppe
|