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    Home      Menù     Indietro   Prossimaavanti.gif (173 byte)     20.11.2002       Lavoro CRISTIANO

 

I Cittadini ed il Senatore
di Antimo CEPARANO

                 La vicenda del senatore Giulio Andreotti è di una gravità eccezionale: se provate, le accuse, dimostrano che l'Italia è stata governata per decenni dall'oscuro connubio politica-mafia. Sembra che una sentenza calchi la mano sull'evento come avvenuto: ventiquattro anni non sono una piccola punizione!
In caso contrario bisogna stabilire quando e come la Giustizia ha ragione o torto (arrestano Caruso= ha torto; giudicano dell'Utri= ha ragione). Da mesi, noi di Alenapoli.net ci sforziamo di dire che oggi più di ieri il
sistema Italia ha bisogno di regole, precise, limpide, certe, dentro le quali bisogna muoversi alla ricerca della Verità, su TUTTO.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi dimostra, da ottimo manager d'Azienda, che gli equilibri sono necessari al buon funzionamento del Paese.

Da un lato mostra un atteggiamento duro, di chiusura (come nella prima fase dei giorni che hanno preceduto la manifestazione noglobal di Firenze) dall'altro lato i suoi colonnelli fungono da "pompieri" mostrando un'apertura improvvisa verso scenari prima giudicati off limits.
Improvvisamente ciò che appena ieri era da ritenersi "comunista" diventa "condivisibile". L'anima levantina del governo riesce a riciclare tutto: e ciò che accade, in questi istanti con l'arresto dei no-global; e ciò che accade con la vicenda Andreotti.
Il giudizio, quindi, prima se tra colpevolisti o innocentisti è tra coloro che desiderano uno Stato di Diritto e coloro che vogliono continuare sulla scia tracciata dai governi democristiani, che hanno governato l'Italia fino al 1992! Non si dimentichi! Un'Italia che tra stragi e P2, con contorno di brigate rosse e nere ha favorito personaggi oltre il senatore...e che forse neppure immaginiamo...io per primo.

       Pace e gioia.
   Antimo Ceparano
email: cepanti@alenapoli.net

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Le opinioni dei lettori:

  • Giuseppe M. (Roma)

       Caro Antimo,
condivido in pieno la tua riflessione ma di più, ritengo che una tua osservazione vada rimarcata: ciò di cui abbiamo bisogno non è una giustizia dell'apparire ma dell'essere, non di ciò che piace ma di quello che è
giusto.
Mi spiego: non basta dire "la legge è uguale per tutti", se questa "legge" nasce da ambienti che possono essere condizionati dall'essere parte di una società che si vuole abbrutita, conformista e massificata, dove dai giornali ai telegiornali si parla una sola lingua, quella del potere. Hai ragione: ci vuole UNO STATO DI DIRITTO, CON CHIARE E SEMPLICI REGOLE, ove l'on Andreotti (per il quale, tra l'altro, ho anche una vaga simpatia, per l'innegabile intelligenza ed arguzia) abbia lo stesso trattamento del "no global" arrabbiato, che tira calci allo stato. Voglio poter avere la libertà di manifestare la mia opinione in piazza come quella di dormire la notte non assordato dai motorini.

Non voglio pensare che qualcuno può "ricusare un giudice" per sfuggire al suo dovere di rispondere del proprio operato mentre un operaio FIAT rischia anche quando manifesta il suo diritto di lavorare. 

Facciamo portavoci di questa necessità di GIUSTIZIA: esprimiamo in chiaro le nostre idee di cittadini e Cristiani.

Ciao Antimo

  Giuseppe


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