La nuova finanza Globale
di Antimo CEPARANO
Questarticolo prende spunto da un
articolo di George Soros apparso su NEWGLOBAL FINANCE e che alleghiamo al presente scritto
affinché il Lettore possa fare le proprie valutazioni e riflessioni. Nel precedente
articolo RIPENSANDO LA GLOBALIZZAZIONE, sempre sulle pagine di ALENAPOLI.NET, dopo avere
fatto una passeggiata nel web ed essermi imbevuto degli umori dei vari opinionisti,
arrivavo alla conclusione che Soros si libra ad altezze stratosferiche rispetto al mercato
della vacche delle borse: lo confermo ed umilmente mi siedo alla cattedra di questo Grande
Capitalista, il quale avverte profondi stimoli morali e seriamente, anzi molto seriamente,
tende di ridisegnare una nuova geografia dei Valori nel mondo, spesso amorale, del grande
capitale.
Soros è convinto che larchitettura finanziaria globale debba essere ridisegnata nei
dettagli, piuttosto che da una nuova Bretton Woods, poiché se è vero che ogni
progetto è destinato a fallire è anche vero che un progetto tradizionale
aggiustato con tubature moderne può offrire una soluzione molto attraente. E
lantitesi del consiglio evangelico di non mettere vino nuovo in otri vecchi; ed è
anche il segno che il tentativo che fa Soros di rendere morale lamorale genera solo
un coprire dipocrisia ciò che conosciamo come antivalore. In molti paesi, Anche
Europei, si è soliti truccare il cadavere e renderlo bello: viene chiamato il
parrucchiere, lestetista e ciò che è morto ( ed è ormai avviato alla
putrefazione) viene reso accettabile. Luomo non ha il coraggio di ammettere che di
fronte al dramma della morte dobbiamo solo ripensare una domanda: IO CHI SONO? DA DOVE
VENGO E DOVE VADO? In generale lansia che sembra accomunare Soros al disagio che
viene dal Capitalismo (inteso come valore non solo economico) ha radici nella stessa
natura dellUomo che è divina e che come tale è continuamente interrogata da Dio:
Caino dovè tuo fratello? Vi sono molte riforme in atto e come conseguenza immediata
i mercati globali non saranno mai più come prima (ciò è riconosciuto dallo stesso
Soros) ma il Fondo Monetario Internazionale (lFMI) ha due caratteristiche di
intervento: la prima è lincapacità a identificare le aree di crisi come
prevenzione delle crisi, o della crisi stessa (vedi crisi del sud est asiatico), la
seconda è la passione ad insistere sul taglio alla spesa pubblica sorvolando sul fatto
che, spesso, la causa dei problemi risiede nel privato (un esempio è la crisi della FIAT
che nonostante abbia ingerito in un enorme buco nero miliardi da parte dello Stato
Italiano, ha manifestato una mortificante mal gestione delle risorse umane ed economiche
da parte degli stessi paladini neo-liberisti).Ai paesi che non sono solleciti a rendere
onore ai loro debiti lFMI attua tassi dinteresse enormi che non solo rendono
impossibili le garanzie per saldare il debito contratto ma finiscono per ritornare,
attraverso i meccanismi del rapporto tra debito estero e capitale netto ad esclusivi
vantaggio dei Paesi prestatori: quello di cui si ha bisogno è la conversione del debito
in capitale netto ( è questo ci accomuna a Soros).
La crisi del Golfo Persico, al di là delle ragioni puramente energetiche viene da me
inquadrata nel tentativo di chi ha una visione diversa da Soros, di gestire con metodi
anti democratici i problemi che abbiamo posto in queste righe: vi è la necessità di
convertire il debito in capitale netto e allora Bush e company hanno pensato di
colonizzare le aeree di disagio attraverso lesportazione dellunico modello in
grado di ridisegnare scenari economici e sociali: la guerra.
Quello che mi dispiace è che gli intellettuali new-global non traggono gli stimoli
necessari per riflettere sulle questioni che Soros pone e che se in grado di venire
recepite possono diventare la base per un trattato serio di una nuova forma di economia
new-global . La lezione marxiana di conoscere bene lavversario per poterlo
combattere (vedi lelogio alla borghesia di Marx fatta nel Manifesto del Partito
Comunista) non viene assunta da parte dei nuovi intellettuali come Rifkin (ottimo, persino
grande ma non in grado di partorire una soluzione ai problemi che Egli stesso pone) o come
Naomi Klein e Gore Vidal forse profeti che denunciano bene i mali del nostro mondo ma i
poveri e gli oppressi hanno bisogno non solo di denunciare il loro disagio ma di
risolverlo: a quando i nuovi economisti delleconomia possibile?
Pace e gioia.
Antimo Ceparano
email: cepanti@alenapoli.net
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