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    Home      Menù     Indietro   Prossimaavanti.gif (173 byte)     Finanza Internazionale     02.02.2003       Lavoro CRISTIANO

 

La nuova finanza Globale
di Antimo CEPARANO

            Quest’articolo prende spunto da un articolo di George Soros apparso su NEWGLOBAL FINANCE e che alleghiamo al presente scritto affinché il Lettore possa fare le proprie valutazioni e riflessioni. Nel precedente articolo RIPENSANDO LA GLOBALIZZAZIONE, sempre sulle pagine di ALENAPOLI.NET, dopo avere fatto una passeggiata nel web ed essermi imbevuto degli umori dei vari opinionisti, arrivavo alla conclusione che Soros si libra ad altezze stratosferiche rispetto al mercato della vacche delle borse: lo confermo ed umilmente mi siedo alla cattedra di questo Grande Capitalista, il quale avverte profondi stimoli morali e seriamente, anzi molto seriamente, tende di ridisegnare una nuova geografia dei Valori nel mondo, spesso amorale, del grande capitale.
Soros è convinto che l’architettura finanziaria globale debba essere ridisegnata nei dettagli, piuttosto che da una nuova Bretton Woods, poiché se è vero che “ogni progetto è destinato a fallire” è anche vero che “un progetto tradizionale aggiustato con tubature moderne può offrire una soluzione molto attraente”. E’ l’antitesi del consiglio evangelico di non mettere vino nuovo in otri vecchi; ed è anche il segno che il tentativo che fa Soros di rendere morale l’amorale genera solo un coprire d’ipocrisia ciò che conosciamo come antivalore. In molti paesi, Anche Europei, si è soliti truccare il cadavere e renderlo bello: viene chiamato il parrucchiere, l’estetista e ciò che è morto ( ed è ormai avviato alla putrefazione) viene reso accettabile. L’uomo non ha il coraggio di ammettere che di fronte al dramma della morte dobbiamo solo ripensare una domanda: IO CHI SONO? DA DOVE VENGO E DOVE VADO? In generale l’ansia che sembra accomunare Soros al disagio che viene dal Capitalismo (inteso come valore non solo economico) ha radici nella stessa natura dell’Uomo che è divina e che come tale è continuamente interrogata da Dio: Caino dov’è tuo fratello? Vi sono molte riforme in atto e come conseguenza immediata i mercati globali non saranno mai più come prima (ciò è riconosciuto dallo stesso Soros) ma il Fondo Monetario Internazionale (l’FMI) ha due caratteristiche di intervento: la prima è l’incapacità a identificare le aree di crisi come prevenzione delle crisi, o della crisi stessa (vedi crisi del sud est asiatico), la seconda è la passione ad insistere sul taglio alla spesa pubblica sorvolando sul fatto che, spesso, la causa dei problemi risiede nel privato (un esempio è la crisi della FIAT che nonostante abbia ingerito in un enorme buco nero miliardi da parte dello Stato Italiano, ha manifestato una mortificante mal gestione delle risorse umane ed economiche da parte degli stessi paladini neo-liberisti).Ai paesi che non sono solleciti a rendere onore ai loro debiti l’FMI attua tassi d’interesse enormi che non solo rendono impossibili le garanzie per saldare il debito contratto ma finiscono per ritornare, attraverso i meccanismi del rapporto tra debito estero e capitale netto ad esclusivi vantaggio dei Paesi prestatori: quello di cui si ha bisogno è la conversione del debito in capitale netto ( è questo ci accomuna a Soros).
La crisi del Golfo Persico, al di là delle ragioni puramente energetiche viene da me inquadrata nel tentativo di chi ha una visione diversa da Soros, di gestire con metodi anti democratici i problemi che abbiamo posto in queste righe: vi è la necessità di convertire il debito in capitale netto e allora Bush e company hanno pensato di colonizzare le aeree di disagio attraverso l’esportazione dell’unico modello in grado di ridisegnare scenari economici e sociali: la guerra.
Quello che mi dispiace è che gli intellettuali new-global non traggono gli stimoli necessari per riflettere sulle questioni che Soros pone e che se in grado di venire recepite possono diventare la base per un trattato serio di una nuova forma di economia new-global . La lezione marxiana di conoscere bene l’avversario per poterlo combattere (vedi l’elogio alla borghesia di Marx fatta nel Manifesto del Partito Comunista) non viene assunta da parte dei nuovi intellettuali come Rifkin (ottimo, persino grande ma non in grado di partorire una soluzione ai problemi che Egli stesso pone) o come Naomi Klein e Gore Vidal forse profeti che denunciano bene i mali del nostro mondo ma i poveri e gli oppressi hanno bisogno non solo di denunciare il loro disagio ma di risolverlo: a quando i nuovi economisti dell’economia possibile?

                  Pace e gioia.
             Antimo Ceparano
email: cepanti@alenapoli.net

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