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    Home      Menù      Indietro   Prossimaavanti.gif (173 byte)                                              14.11.2003       PATERNITA'

 

CARA FIGLIA...
di Antimo CEPARANO

                     Cara Figlia,
                      Vorrei che tu dividessi quello che è il mondo cosi com’è, dal mondo del così dovrebbe essere.

I ragazzi come te, abituati dai guasti medianici (della TV) parlano solo ed esclusivamente il linguaggio della competitività estremizzata, salvo poi a ravvedersi quando il loro mondo da dorato diventa fatto di sabbia e come tale destinato a svanire al primo soffio di vento.

Esiste, meno male, un mondo fatto di ragazzi diversi: quelli che frequentano la Chiesa, gli scout, quelli che vengono

considerati “i fessi” gli scemi del villaggio: basta essere un pochino più grasso, non in linea con gli standard medi di bellezza per essere “fuori”. Gli altri devono dimostrare d’essere sempre i migliori…

Alla scuola superiore questo si avverte in modo velato, appena percepibile: è una visione distorta perché la competività c’è e si vede! Del resto te ne sei accorta sulla tua pelle.

Nella vita non devi aspettarti niente dal mondo che appare, devi cercare in quello che non appare…è più difficile, meno comodo, ma ti riserva meno sorprese amare.

L’Università è il luogo della massima competizione, almeno all’inizio, c’è il figlio di papà (a proposito siamo un po’ tutti figli di papà) e c’è il furbetto pronto ad elevarsi al gradino superiore (ma forse è debolezza mascherata d’arroganza). Nell’Università sei veramente sola…con i tuoi problemi e la tua solitudine. Una volta c’erano come universitari i figli degli operai, quelli erano migliori…ma le tasse…l’alto costo dei libri …li ha tagliati fuori: sono rimasti solo i figli di una borghesia (alla quale tu appartieni, almeno economicamente) egoista e priva di valori.

Figlia mia, sai perché “odio” Costanzo? Perché forgia uomini e donne adatte al circo della borghesia: bisogna essere sexy (tua madre lo è più di tutte ed ha un viso pulito ed un’anima ancora pulita), camminare in un certo modo, attorniarsi di maghi e di imbecilli vari, salvo ogni tanto a dire qualcosa di buono (troppe fregnacce stonano persino a buona domenica).

Vai avanti e non arrenderti: dovresti sentire a Radio Maria    quante ragazze e ragazzi telefonano con il loro carico di buoni valori. Vi sono migliaia di brave persone: hai visto alle manifestazioni della pace quanti ragazzi e ragazze gridavano: NO WAR!

Apriti al mondo dell’anima: quello che vedi è un mondo che appare: diventa una buona avvocata o una brava ragioniere o una brava commercialista o medico o infermiera o operaia…al di là del fessacchiotto di turno…che diventerà l’uomo dei domani forse disilluso e migliorato, o forse peggiorato: chissà! L’uomo cambia. Nella mia vita sono morto e rinato decine di volte (oggi fanno dieci anni dall’incidente che mi vide tra i “morti”) oggi chi sono? Ieri chi ero? Sono migliore: questo mi basta.

    Tuo papà
(sei la mia vita)

            antimo ceparano

      

 

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