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    Home      Menù     Indietro   Prossimaavanti.gif (173 byte)                           21.01.2004       POLITICA INTERNAZIONALE

 

IL DIRITTO DI MORIRE PER SETE
IL BISOGNO DI INGRASSARE IL MERCATO DELLE VACCHE
di Antimo CEPARANO

                     La decisione da parte del governo planetario delle multinazionali di cambiare la tipologia giuridica della risorsa acqua da DIRITTO in BISOGNO è una delle più squallide operazioni amorali mai operate contro l’intera specie umana. Non occorre essere un giurista di fama internazionale per capire che il DIRITTO è un qualcosa DOVUTO mentre il BISOGNO è un qualcosa che si OFFRE e che, dunque ha un PREZZO. L’Africa non avrà dunque più il DIRITTO ad accedere alle risorse idriche (non dimentichiamo che muoiono, per questa ragione, centinaia di migliaia di nostri fratelli) ma dovrà contentarsi di gridare un BISOGNO ad accedere alle risorse idriche.

L’oro bianco (così viene definita l’acqua) è ormai il prossimo obiettivo di un capitalismo amorale e senza regole umane. Vedremo le nostre città diventare il calvario degli assetati poveri ( coloro che devono lesinare persino sulla necessità di calmare la propria sete). I ricchi, al contrario continueranno a sciupare acqua per le loro piscine e per i capricci più disparati. Mi viene voglia di gridare: Dio dove sei? Non lo faccio perché DIO non è un rivoluzionario pronto ad annientare le carogne in giacca e cravatta di fuori ma che puzzano di escrementi nella loro anima putrefatta. Forse DIO ama proprio loro perché sono i più poveri tra i poveri: non posseggono nemmeno l’anima poiché l’hanno venduta al demonio in cambio di carta moneta.

Madre Teresa di Calcutta ha come motto "ho sete" l’icona delle A.C.L.I. (associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) ha come motto "Dammi da bere" . Il motto del demonio e dei suoi accoliti è "voglio vedervi tutti soffrire:anche di sete".

Credo che basti, in genere non amo parlare o scrivere troppo poiché la nausea mi avvolge, come al solito voglio ricordare ai lestofanti (la Parlamat insegna): siete povera gente che molto presto passerà dalla faccia della terra poiché la morte è per tutti. Di voi non resterà nemmeno il ricordo se non la puzza infernale che vi trascinate addosso.

Vi invito a collaborare ed ad inviarci le Vs. riflessioni.               

       Pace e Gioia
    antimo ceparano
       

 

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Le Vs. Riflessioni inviate in Redazione

Caro Antimo,

Ma scherzi?
Pensare di vendere l'acqua è idiozia, una vera follia!
Anzi, no, è un suicidio.
Sì, infatti, se le popolazioni fanno la rivoluzione perchè private della libertà e per fame, figuriamoci per la carenza del bene primario come l'acqua. Altro che rivoluzione bolscevica! Altro che piazzale Loreto!
Vedo già i proprietari dei pozzi (acquiferi) e delle cisterne impalati dal popolo assetato!
Ma se anche Nostro Signore ha detto <<Dar da bere agli assetati (ovviamente gratis)>>!
E' risaputo che l'ingordigia umana non ha limiti, ma ricordiamoci che ad ingozzarsi troppo ci si strozza! Già vedo milioni di assetati occupare le sponde di laghi e fiumi: non dimentichiamoci che al mondo, anche più disponibili dell'acqua, sono certamente le armi! Piuttosto che morire e veder morire orribilmente per sete i propri cari tutti preferiremmo una (oltre tutto non certa) bella pallottola!

Fammi avere per favore altri dettagli:

Che Dio da noi ci protegga!

Giuseppe

Carissimo,
da un pò di tempo ci sono notizie che sembrano preparare il popolo dei "povericristi" all'idea che l'acqua ha un costo. Vedi i vari appelli "l'oro bianco" ...più preziosa del petrolio...etc. In ultimo è stato sancito che l'acqua da diritto passa a bisogno, con tutte le conseguenze economiche e giuridiche che un simile cambiamento linguistico comporta: è troppo!!!
Già hanno distrutto gli acquedotti per farci comprare l'acqua (a casa mia DEVO comprare acqua minerale per bere, pena forti dolori di pancia!). Nella douce France quanto costa una minerale? credo circa tre euro (l'equivalente di quasi seimila delle vecchie lire)... ed in Spagna? E' notorio che Barcellona ha l'acqua imbevibile. L'Africa muore di sete. Allora? aboliamo il diritto e via con il bisogno. Non è vero che non ci sono le risorse idriche, ci sono! Solo vengono sfruttate male e peggio. Non dimentichiamo che il mare rappresenta un potenziale enorme: l'acqua marina trattata potrebbe servire a moltissimi scopi: pulizia, cucina, irrigazione...
Vogliono fare denaro con tutto ciò che è vita: non rispettano più niente.
La violenza non serve: non è mai servita a niente se non a ritardare il progresso. La distruzione implica ricostruire e quindi perdere tempo prezioso. Abbiamo davanti a noi la battaglia delle idee, portando avanti la bandiera della nostra credibilità. Dio ci aiuterà.


Ti voglio e vi voglio bene.

antimo 

Carissimi,

ho letto (a puntate, visto l'importanza ed il peso) il documento in oggetto.
"Una riflessione sorge spontanea (come si suol dire)": ma perchè dobbiamo ignorare gli errori degli altri?

Mi spiego (o meglio, come diceva un amico: mi spezzo ma non mi spiego): perchè gli USA nel loro bel paese si guardano bene dal privatizzare l'acqua? Per tutti gli ovvi motivi che immaginiamo/conosciamo. Perchè non consideriamo le sollevazioni popolari dovute al voler vendere la più importante e necessaria risorsa sulla terra? E perchè i tentativi di privatizzare (almeno nei paesi più poveri) sono tutti falliti? Perchè cercare di avvelenare ed uccidere i meno abbienti, obbligandoli ad utilizzare l'acqua contaminata gratuita? E perchè non ripariamo le condutture che (specie in Italia) "fanno acqua" anche più di quanto immaginiamo?

Forse per lo stesso motivo che ci porta a "vendere" l'aria pura (sì, perchè i "ricchi" vivono in zone verdi, lavorano in uffici condizionati e con immissione di aria filtrata, possono "rigenerarsi" passando le vacanze in paradisi naturali incontaminati, si spostano in vetture di lusso che, di regola, hanno filtri per l'aria dell'abitacolo, etc.: cioè, possono  "comprarsi" l'aria pura) che ormai è un bene di pochi e non certo dei poveri. 

Questa follia è simile, a mio parere, alla privatizzazione dei trasporti, che porta a lédere, nei fatti, il diritto di muoversi liberamente, in quanto tale libertà risulterebbe, nei fatti, appannaggio di pochi. Per non dimenticare che l'esperienza di altri (inglesi) è stata assai negativa, visto che la privatizzazione delle ferrovie ha portato non solo ad aumentare il costo dei biglietti ma anche a rendere assai più pericoloso il viaggiare (eh sì, la sicurezza costa troppo, non parliamo poi dell'addestramento del personale...). Non per niente è di questi giorni la notizia che le ferrovie inglesi tornano ad essere pubbliche, visto l'esperienza negativa di 8 anni...

Vabbè, Vi saluto (depresso come non mai)

Giuseppe

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