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Appelli e Sondaggi
di Tony GARGIULO

                 Fra i mezzi di comunicazione e di informazione, trovo che Internet sia una cosa stupenda. Idee, messaggi, notizie, appelli e sondaggi girano in fretta.
Ma non tutti, forse perché anche Internet riflette le onde emotive del momento, e parlo di emotività, perché sarebbe blasfemo e riduttivo parlare di moda del momento.
La passione, la nostra fede politica e la nostra cultura sono alla base della nostra emotività e devo purtroppo constatare, che anche questi sentimenti possono a volte essere condizionati da criteri di selettività e di priorità che non condivido.
Ho sempre apprezzato ed aderito con slancio a tutti gli appelli e sondaggi promossi da chi combatte in prima linea per la difesa e l’affermazione dei diritti umani e non solo, e fortunatamente siamo in tanti a garantire la nostra adesione, un grande potente esercito, schierato dalla parte dei giusti, degli oppressi, dei deboli, degli ultimi.
Riferendomi ai criteri di selettività e di priorità che, come detto non condivido per il semplice motivo che detesto la guerra e detesto gli oppressori e gli assassini di qualsiasi razza o religione essi siano, mi chiedo perché la questione del martoriato popolo palestinese sia passata in secondo piano, anche se dubito che sia mai stata veramente in primo piano.
A gennaio, un amico palestinese mi ha inviato l’appello che segue ed il relativo link, pregandomi di aderire e di assicurarne la massima diffusione.
Ho immediatamente provveduto ad inserire l’appello sul mio portale, invitando molti altri a fare altrettanto, ma senza risultati.
Le mail inviate a giornali, politici ed a tutti i miei conoscenti non hanno avuto esito. Per etica, evito l’elencazione dettagliata dei destinatari del mio appello, scelti fra quelli che, a mio avviso, avrebbero certamente aderito, sia per fede politica che per presunta identità socio-culturale , ma che alla fine, mi hanno profondamente deluso.
Chissà, forse la diffidenza, la paura, i pregiudizi, il menefreghismo, la crisi irachena, hanno fatto prevalere criteri di selettività che andrebbero invece adottati in altre circostanze, dove non sono in gioco né vite umane, né la dignità di un popolo martoriato.
E’ semplicemente vergognoso che ad oggi su 577 adesioni, un risultato già poco incoraggiante, solo 8 siano stati gli italiani che hanno saputo dimostrare solidarietà al popolo palestinese.
Coraggio, dipende anche da noi trasformare in certezza, la speranza di un popolo.

Tony Gargiulo

http://www.stopdebezetting.nl/international/uk-main.html

Già da 35 anni lo Stato di Israele occupa i territori palestinesi, nonostante le Nazioni Unite si siano inequivocabilmente pronunciate contro l’occupazione in numerose risoluzioni. Ciò ha avuto conseguenze rovinose per entrambe le parti e ha causato gravi sofferenze all’intera popolazione palestinese.

Non si tratta di un conflitto tra e ebrei e non ebrei, ma di una politica espansionistica da parte dello Stato di Israele, contraria alla legalità internazionale. Israele ignora le risoluzioni dell’ONU sull’occupazione e viola sistematicamente le convenzioni internazionali cui è vincolata anche una nazione occupante.

Questa violenza provoca solo ulteriore violenza. Per appianare il conflitto e prevenire sofferenze anche maggiori per entrambe le parti, è ormai tempo che la comunità internazionale intervenga ed faccia pressione su Israele perché ponga fine all’occupazione.

L’Unione Europea ha la possibilità e la responsabilità di contribuire al ripristino della pace e del rispetto della legalità internazionale in Medio Oriente. Il Trattato di associazione con Israele costituisce un forte strumento per L’Europa. Esso trattato offre a Israele notevoli benefici economici e può essere sospeso in caso di gravi violazioni dei diritti umani.

Sia i Palestinesi sia gli Israeliani vogliono pace e libertà. Pace e occupazione del territorio non possono coesistere. Vogliamo uno Stato di Palestina vivibile e sicuro, uno Stato di Israele dai confini sicuri, giustizia per i rifugiati palestinesi.

Noi sottoscritti abbiamo diverse appartenenze politiche, religiose ed etniche. Abbiamo idee diverse riguardo al problema e alla strada da percorrere per la pace in Medio Oriente. Ma noi tutti siamo d’accordo che :

Israele deve lasciare tutti i territori occupati dal 1967 e tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite devono essere rispettate.

Insieme chiediamo che : I parlamenti nazionali europei ed il Parlamento europeo sottoscrivano questa dichiarazione ; I governi e la Commissione europea si impegnino più efficacemente per questo fine e applichino gli strumenti sopra menzionati ; Tutti sottoscrivano questa dichiarazione e la diffondano.
http://www.stopdebezetting.nl/international/uk-main.html

 Giuseppe DIMICCOLI
email: giuseppedimiccoli@katamail.com
       

 

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