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Il meraviglioso film di Benigni Vi avrà certamente commosso tutti ed avrà stimolato in particolare nei giovani la voglia di approfondire meglio il dramma vissuto, che per gli uomini saggi e di buona volontà continua (per fortuna dei ns. figli) ad essere indelebile. Quelli più distratti (distolti dalle suadenti parole ed accattivanti sorrisi di politicanti che a mio avviso non sono altro che irriducibili nostalgici.... e mi fermo quì per non infierire ulteriormente), penseranno che ormai quegli anni bui della nostra storia appartengano al passato, al secolo scorso. Niente di più falso; il sacrificio di tanti nostri fratelli ci appartiene, è nostro, fa parte della nostra storia, del nostro presente e del nostro futuro. Ma se dimentichiamo, se la memoria è corta, allora la vita non è bella come insegna Benigni; i nostri figli potrebbero non piangere per commozione, ma per rabbia e disperazione appena si renderanno conto di essere stati raggirati, che non è stato consentito anche a loro di raccogliere leredità fatta di ideali e di speranze lasciata dai nostri fratelli, come patrimonio delle future generazioni. Invece di vedere in TV "Il grande fratello" proviamo a vedere... "i grandi fratelli" . Dalle loro testimonianze potremo imparare qualcosa di meno futile, potremo imparare a vivere e ad amare il nostro prossimo. TESTIMONIANZE DAI LAGER, un programma di 10 puntate che andrà in onda su Rai3 dal 14 al 18 e dal 21 al 25 gennaio 2002 alle ore 8,35, è costruito dalle testimonianze di 70 italiani internati e sopravvissuti ai Lager nazisti. Le immagini, i luoghi e le
memorie dei sopravvissuti dai campi di sterminio nazisti ci aiuteranno a non dimenticare,
a far sì che anche i nostri figli, ringraziando Dio, possano con gioia gridare: "la
vita è bella" .
La stima dei figli va conquistata. A proposito di ciò voglio renderVi partecipi della mia gioia quando mio figlio, mostrandoci un pezzo di filo spinato arrugginito che conservava come una reliquia, ci ha raccontato come ne fosse entrato in possesso. Lemozione si leggeva negli occhi e nel cuore durante il racconto che abbiamo ascoltato con molta attenzione e con un emozione sempre più crescente. In ritiro presso un Convento ha conosciuto un Frate che, avendo girato quasi tutto il mondo, aveva raccolto in unampia collezione oggetti stupendi , opere di pregiato artigianato e testimonianze di altre culture e civiltà. Mio figlio che condivide la nostra stessa passione, al punto che nella sua stanza ha allestito un piccolo "museo", è rimasto abbagliato dalla luce che ciascuno di quegli oggetti emanava attraverso i racconti del Frate. Questi, avendo avvertito il notevole interesse di mio figlio per una passione condivisa, volle fargli dono di un oggetto, lasciandogli ampia facoltà di scelta. Prima però, disse il Frate, <scriverò su un foglietto cosa prenderai, già lo so, ne sono certo>. Fra una miriade di oggetti di stupenda fattura e di notevole valore artistico ed anche economico, poggiato su una mensola quasi nascosta, in un angolo buio, cera un piccolo pezzo di filo spinato arrugginito con un cartellino ingiallito dal tempo dove appena si riusciva a leggere: filo spinato di un campo di sterminio nazista. Mio figlio scelse senza esitazione il pezzo di filo spinato, dicendosi attratto dalla luce emanata. Il Frate nel consegnarglielo, gli mostrò il foglietto scritto in precedenza, e che fu subito inondato da lacrime di pura gioia. Alla fine del racconto di mio figlio, con mia moglie e mia figlia volemmo provocarlo, anche per smorzare lemozione e nascondere la nostra commozione, fingendo di rimproverarlo: < ma come, allora non hai capito niente della vita? possibile che fra tante cose preziose sei andato a scegliere questo stupido insignificante filo spinato?> Mio figlio, con un sorriso pervaso da una luce ancora più luminosa di quella emanata dal filo spinato, disse: < avete sempre voglia di scherzare, a chi volete darla a bere? Vi conosco bene, voi avreste fatto lo stesso, e ci abbracciò.> Quella per noi è stata una fra le più grandi prove di stima che avessimo mai avuto da nostro figlio.
Ringraziamo il Signore.
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