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GESTI d'Amore... | |||
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La vita è sempre conseguenza di un gesto damore, è espressione della volontà di Dio e come tale non può essere creata in un asettico laboratorio. La vita è amore, è alimentata dallamore che ne è la sua essenza. Solo nel laboratorio che Dio ci ha donato e che ciascuno di noi ha nella propria anima, nel cuore, nella mente, si può creare amore e quindi la vita. Disdegnano luso di questo meraviglioso laboratorio gli egoisti, gli avari, insomma gli uomini dal cuore arido, dalla mente sopita. Lanima è però sempre pura, incontaminata perchè appartiene a Dio, non può subire condizionamenti. Questa certezza che restituisce fiducia a chi non ha mai provato a donare amore è la linfa che alimenta loperosa generosità del Direttore di GESTI DAMORE nella sua missione di risvegliare i cuori e le menti.
Se guardiamo bene dentro di noi, se impariamo a vedere bene dentro i cuori degli altri, a vedere meglio tutto ciò che ci circonda, dalla natura agli oggetti, compreso anche quelli allapparenza più insignificanti, logori e vecchi, riusciremo a vedere nella natura la vita e quindi lamore, e negli oggetti lamore e quindi la vita.
Non si può restare indifferenti ed insensibili alla natura che ci circonda in tutte le sue infinite espressioni che in quanto tali sarebbe impossibile elencarle. E però possibile visualizzarle nei nostri cuori se socchiudendo gli occhi lasceremo libera la mente di pensare ai momenti più belli della nostra vita; fateci caso: essi coincidono spesso con il ricordo di una bella gita al mare o in montagna immersi nella natura, con il ricordo di una persona a noi cara, con la nascita di un nostro figlio, voluto e generato da un atto di puro amore, il suo Battesimo, il suo primo compleanno, il suo avvicinarsi con noi a Dio, la sua vita. Provateci, è una sensazione bellissima che vi darà forza nel compiere un gesto di amore che come tale vi sarà restituito. Non si può restare neanche indifferenti ed insensibili agli oggetti che ci circondano nella convinzione che essi non abbiano unanima, che siano solo delle cose. Gli oggetti, anche quelli più insignificanti, logori e vecchi, se vogliamo possono vivere, possono avere unanima se sappiamo ricercarla nei ricordi che essi suscitano nella nostra mente, nel nostro cuore.
Provate per esempio a toccare un vecchio macinino di caffè, quello della nonna per intenderci; osservatelo bene; sono certo che quasi meccanicamente, vi ritroverete a girarne lentamente la manovella. Quel semplice istintivo movimento ha inconsapevolmente messo in moto il meccanismo di una memoria che la vita di oggi ha relegato in fondo alla nostre anime. E il momento di socchiudere gli occhi: anche in questo caso penserete ai momenti più belli della vostra vita, della vostra infanzia; il vostro cuore ricorderà con quanta dolcezza i vostri genitori, assecondando un vostro desiderio, vi lasciavano macinare il caffè (quando cera) con un rituale che per noi aveva il sapore di una magia, da ripetere allinfinito. Provate a toccare un vecchio martello, una tenaglia, un utensile qualsiasi, di quelli che vostro padre usava per le piccole riparazioni domestiche. Non potete negare che vi ritroverete a pensare quando vostro padre con indulgenza e tanta pazienza, vi consentiva di utilizzarli, consegnandovi qualche pezzettino di legno ed affidandovi lincarico di inchiodarli.
Adesso è il periodo che precede il Santo Natale, è il momento in cui si rinnova la tradizione del Presepe. Provate a ricordare quando vostro padre, per farvi sentire importante, per farvi crescere e vivere quel magico momento vi chiedeva di aiutarlo, di scegliere e posizionare le statuine di terracotta, incollate e reincollate con devota fede e diligenza. Vi ritornerà alla mente lo sguardo tenero dei vostri genitori che vi osservavano mentre anche nel gioco, cominciavate a diventare i ragazzi di ieri; è lo stesso sguardo tenero di un tempo che a nostra insaputa le persone a noi care continuano a rivolgere verso di noi, uomini di oggi. Probabilmente riaffioriranno alla mente anche ricordi legati alle condizioni di vita non proprio floride lasciateci in eredità dalla guerra; non fatevi rattristare da questi ricordi, anzi siatene orgogliosi: i nostri genitori con i loro sacrifici e con la fede in Dio sono riusciti a superare ogni difficoltà riscattando la loro e la nostra dignità. Un vecchio utensile è per me una testimonianza delle condizioni di vita in cui siamo cresciuti e che ci hanno temprato e fatti diventare uomini. Mio fratello conserva con orgoglio una vecchia forma di ghisa (quella usata dai calzolai) che mio padre usava per confezionare, rinforzare o riparare prima le nostre scarpe e poi, se gli restava tempo e forza le sue, logorate dallusura (si recava a piedi al lavoro percorrendo quasi diciotto chilometri al giorno). Quando vado a casa di mio fratello il mio sguardo è attratto da quellutensile: se socchiudo gli occhi sento ancora il ticchettio del martello, vedo mio padre che con gli occhiali inforcati esamina le scarpe che noi, uno per volta gli chiedevamo di riparare. Sento la sua voce che ci raccomandava: non usatele per giocare a pallone, si rompono. Raccomandazione superflua, il pallone era un altro oggetto dei nostri desideri, ma costava quanto un libro scolastico.
La mia passione per le cose di altri tempi trae origine da questo bisogno di evocare i momenti più belli della nostra vita, per far rivivere ricordi ed insegnamenti di vita ed amore per la vita, da poter trasmettere, arricchiti dalla nostra esperienza, dalla nostra Fede ai nostri figli, ai giovani di oggi uomini di domani.
Il ricordo, la gratitudine per quello che hanno saputo insegnarci i nostri genitori, per me rappresentano una testimonianza di vita, un grande GESTO DAMORE.
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