ALENAPOLI per NATALE
vi invita a leggere ....
LIBRO PRIMO
di Gianluca BELLOTTI
_____
Prologo
Ma poi pensare a chi e preoccuparsi per
cosa, a che cosa e perche:
Tra l umore agitato delle onde del mare.
E` successo troppe volte che le stelle su nel cielo perdono significato.
Troppe volte come adesso.
Non so se ce la faro`.
Ho quell amara constatazione
Nella bocca dei pensieri che crolla.
Temendo che
Hanno ragione loro.
Ma un brivido impulsivo
Li trattiene nella bocca
Per non farli uscire.
- Convinciti che
Tutto cio che vedi
Esiste per te
Se tu sai di essere
Per un altro l uguale convinzione:
Che ci sei, ma
Non allo stesso modo.
Credi soltanto in te
E in chi la pensa alla stessa maniera.
Trova la tua tribu`
O costruiscitene una
Poi scappa e
Diventa un imperatore
Perche` se non lo fai
Proveranno ad ostacolarti
In tutti i modi.
Ti vorranno vedere
Affliggerti, compiangerti
Valorizzando se stessi,
Perche` tu sei
La trasparenza
Profonda
E ti fai capire.
E aspetti che
Che arrivi un giorno
Quel giorno
Aspettami
Non sogno piu`
Ora ho bisogno
Di quella euforica
Tranquillita"
E non pensare
Che viene e va,
Guarda le onde
Nel mare azzurro.
Io sono qui
Non puoi vedermi
La luce e` incerta
Sul volto infranto.
Forse non dovevi
Ma non lo sapevi
era meglio tacere continuando a vedere
E invece hai rischiato
Finalmente convinto
Che andasse via
Il piu lontano
A chi l hai detto:
Io faro presto
La vita e` una buona fortuna.
LIBRO
PRIMO
Capitolo I
Guardavo il porto la sera prima della mia
partenza, sedendo sulla banchina di ferro di colore verde, tra una palma alla mia sinistra
e una altra alla destra, vicino allo zampillo d acqua ripreso a sgorgare dalla
fontanella, nuovamente con vigore, come succede sempre a partire dai primi giorni di
settembre.
La maggioranza dei turisti, aveva lasciato
il luogo di villeggiatura, dileguandosi di colpo come un ombra verso casa. Con una
sigaretta accesa tra le dita osservavo ogni minimo particolare dandogli una segreta
importanza, non sapevo dire quale fosse, ma era evidente. Allora e` questo che si prova,
commentando tra me e me, in una sola parola: nostalgia, tanta nostalgia che invadera
l anima per scoppiare in lacrime. Intanto riaffiorava il dolore penetrante, del
dente spezzato. Appoggiando il palmo della mano destra sulla guancia sembrava che cio lo
accudisse. Il referto dell esame radiologico era stato chiaro: formula dentaria
incompleta/ frattura dell incisivo laterale superiore di destra a livello del
colletto/ sospetta piccola carie interprossimale secondaria del VI e VII inferiori di
destra/ modesta e diffusa paraodontopatia orizzontale, ma la cosa che destava
preoccupazione era la frattura dell incisivo laterale superiore, unica principale
causa del dolore. Quella mattina il dentista aveva spiegato il perche` non era possibile
risolvere il problema in una sola seduta " se ti tolgo il nervo adesso- disse-
rischi, anzi e` cosi che andra` a finire, in poco tempo ti cadra` il dente" e faresti
meglio a non sorridere troppo vistosamente dopo, penso` di dirgli, ma invece "
perche` dovro` bucarti qui dietro, vedi, ed e` qui lunico posto dove il dente si
appoggia ancora e se buco qui il dente cade, chiaro?" "chiarissimo" con
quella rassegnante smorfia di chi sa di non potersi liberare facilmente. Nel caso mio mi
rassegnavo a dover imparare quasi a convivere insieme al dolore, ma non sapevo per quanto
tempo e quanto sarebbe stato forte.
Sapevo di guardare in quel modo trasparente
il leggero dondolio delle barche, sembrava la scena di tanti film gia visti, schiacciando
la sigaretta con il piede. La luna nuova alle spalle era ancora affollata dai
clienti di fine stagione e i proprietari per questo si rallegravano, ma non davono a
vederlo. La marina spopolata cosi improvvisamente, dava quel senso di tristezza, e di
abbandono, un primo quadro convincente di quanto sarebbe apparsa desololata e malinconica
nella stagione invernale, soprattutto durante i giorni piovosi, non si sarebbe intravisto
un cane per strada. Quando le mareggiate sarebbero state violente e al largo il mare
agitato, qualche grande imbarcazione di passaggio avrebbe potuto ripararsi nel golfo, come
accadeva di solito. Strofinando il dito pollice sul polpastrello dell indice della
mano destra, rammentavo pure il triste episodio capitato, precisamente l otto
luglio, nel pomeriggio afoso, all ora la marina era popolata di vacanzieri che
oziavano sui muretti del lungomare e sedevano ai tavolini da Mose. Tenevo il
dito ben stretto in un grande asciugamani, il primo che avevo trovato in casa preso dal
panico e lavevo avvolto alla meglio attorno. In quei momenti non badavo alle
sottigliezze. La vista del sangue che aveva inzuppato cosi in fretta l asciugamani,
gocciolando ogni tanto, accresceva il senso di panico e la disperazione, ma non mi sentivo
perso, ancora no. Scesi, saltellando due tre scalini alla volta, le gradinate che
imbocavano all angolo del ristorante "u zifaro" e mi diressi presso la
farmacia che si trovava a cingue sei metri da esso, senza dare importanza a nessun codice
morale, era una situazione di emergenza e la si leggeva sul volto sbiancato e bisognoso di
presto soccorso. Sicuro di questo, entrai dentro la piccola farmacia. Era affollata, ma
ognuno si scosto` lasciandomi arrivare al bancone. Quando Dom, il farmaciasta mio amico,
che si mostro` gia in altre occasioni passate di essergli simpatico, vide il taglio sul
dito, mentre con prudenza lo liberavo dall asciugamani perche non volevo ci fosse
nessun contatto con sangue, disse: " poteva andar peggio, una bella fasciatura in
pochi giorni la ferita comincera` a rimarginare ma puntualizzo con il solito
ironico timbro e lespressione poco seria da non incurre abbastanza timore- ma
soltanto se non userai nessuna pressione su di esso". In quel momento, al suono di
quelle parole, provai una sensazione d orgoglio e di sollievo, fiero in un certo
modo, di averla scampata, per aver preso la situazione di petto e fare quello che andava
fatto senza ripensamenti, con determinazione. Uscendo mi parve quasi di crollare, avevo
messo a dura prova i nervi, ma non era finita. Mentre risalvio le gradinate le supponevo;
e troppo facile, pensai. Infatti la visione ottimista di Don si rivelo presto un
utopia, sicuramente, come al solito, grazie alla mia stupida fretta, maladetta fretta,
pensavo adesso. Le cose difatti andarono diversamente. Quella stessa sera dovetti correre,
nuovamente avvilito, a casa di Givan, cugino paterno,laureato in medicina col massimo dei
voti, il quale desise di cucirmi sei punti a freddo; ma il dolore non era finito per me,
compresi,era appena cominciato. Otto gioni dopo avrei dovuto presentarmi per converire gli
esami di diploma e ci andai, si! Ci andai, sorretto da una testardagine sconosciuta, ma
con l indice fasciato, purtroppo in evidenza. Anche quella volta dovetti ritornare a
casa deluso, accettando impotente lo svolgersi degli eventi che mi parvero crollare
addosso e logorarmi lentamente, come se fossi al centro di uno scenario che qualcuno o
qualcosa non vuole si svolga. Un vanticello fresco ora brizzolava i capelli, la
temperatura dopo il temporale passeggero nel tardo pomeriggio si era lievemente abbassata.
Con stupore ammiravo, la costa illuminata, il cielo stellato, la mezza luna cullarsi sulla
prima punta, la terra ferma sotto i piedi e ancora le barche sul mare, il campanile
orgoglioso dietro alla mia sinistra e di nuovo la costa dalla parte opposta, come se fosse
l immagine, che un pennello blocca per sempre, di un lago sul mare,un movimento
unico; tutto con quell espressione importante; affasinato dallamore e
dall odio compreso nell incanto. Vedevo davanti a me un mondo da scolpire,
limare, somigliante a quell immagine che sarebbe diventata presto un relitto di
tanti guai, abissata giu in fondo, nel porto del mio affetto e nel ricordo intatto e
puro come la sera prima della mia partenza.
Capitolo II
Era come l onda che sta per cadere, la
luce si accendeva nel buio che la guardava. Pluff
! Svaniva come un pensiero che
come dincanto non esisteva piu e
Solo un profumo
nostalgico restava
un mondo taceva, taceva e aspettava
qualcosa che
nellaria non cera.
E tutti finirono, finirono per accettare restando a bocca aperta quando la videro
cadere.
Nessuno ci credeva, qualcuno se ne fregava.
Ma l onda rincorreva al massimo che poteva.
Ce qualcosa piu avanti, pensava dopo la porta che superava e
vedeva le porte che l immensita celava.
Muoviti
devi andare
devi
vedi.
Ci devi provare pensaci, ma non aspettare troppo. Fallo vacci
Era come l onda che sta per cadere si, un improvviso bisogno di continuare,
un sentirsi gelare, l anima si!
E tutto il corpo senza poter capire, ma andare dove se non si puo tornare
gridare
La luna si frantumava e uno specchio d acqua le sorrideva,
veloce come il fischio per un treno che perdeva.
No! Non dubitava, alla fine lo sapeva che un sogno poi finiva quando si cominciava.
. . .
:- Era una storia che stava continuando, pensi?
Oh! Come se una voce mi dicesse
da dove non sapevo
Cosa hai fatto?
Di preciso non ne sono sicuro, le ho dato fuoco
Immagino che avra pensato, adesso mi rimorchia! Invece non avevo una
particolare intenzione, volevo solo scoparmela
Bene ci sei riuscito?
No!
Ti dispiace ?
Mah
! un po.
Questa musica cose? fa risalire brividi
Questo e il jazz, amico, non lo hai mai ascoltato? e un attimo di
liberta.
Guardando indietro per pensare che alla fine non avevo piu dubbi.
Mi fa ricordare una cosa
Si chiama Ella Fitzgerald, The man i love"
e il pezzo che adoro di piu in questa raccolta.
Ricordare i miei guai
Cosa?
Il jazz!
Oh si! E forte.
Anchio ho una band
che musica fate, la stessa?
no, suoniamo i canti della nostra terra dorigine quale io
vengo dalle antille amico, sai dove si trovano?
si! Nell America latina 30 anni, ne avevo 18 30 anni fa? si! e un sacco
di tempo.
Stai scrivendo qualcosa? Ho visto
e la sceneggiatura di un film che mi hanno prodotto quelli della
televisione, ne ho scrtto altri, da romanzi a racconti per bambini:
Un amico mi regalo un gatto. I primi tempi mi dispiaceva vederlo chiuso in
casa a guardare, dietro il vetro sulla strada, il mondo. Non sono stato abituato a sapere
un gatto rinchiuso in casa, ma non volevo neppure che si perdesse e andasse incontro a
chissa quale destino,perche lo vedevo a volte triste con gli occhi che ti
guardano assenti. Ma era quello il suo mondo, quel piccolo spazio domestico che esplorava
ogni giorno e lo ha capito col tempo, capisci cosa intendo? be!
umh !
si! Penso di si!. Sono storie cosi e a volte capita che me li accettano.
Leggi un altro pezzo
: Ricordo una volta, decidemmo che non sarebbe stato male scriverci, come la
chiamavamo
si corrispondenza poetica, per quale fine? Lo sapevamo noi, non lo
dicevamo, lo sapevamo e basta
Sono vari spezzoni di vita, momenti che passano e te
ne accorgi dopo pero, sempre dopo ahime!
non sempre
si lo so, ma raramente succede
a me e capitata una situazione anomala,
ma te la raccontero un altra volta
come vuoi.
Andiamo a suonare ti va?
Dove?
mah! Al bar giu all angolo per esempio
no! Non mi va
ok!
Vedo che stai iniziando a scrivere un nuovo racconto. A terra a un lato della
poltrona di pelle rossa. Di cosa parlerai?
non lo so ancora
ci vediamo Margarita
Ciao amico che il signore ti segua. Salutandosi a pugno chiuso con un lento
movimento dell avambraccio destro.
. . .
Era fantastico guardare la strada a quell ora. Da bambino ogni volta che lo
facevo mi sembrava un miracolo, tanti anni fa, quando ancora non lo sapevo che le cose
cambiano e anche noi.
Era fantastico ammirare, in silenzio in quell infinito, il passaggio di un
bianco airone attraversare il canale.
Pensavo che in quel locale ci sarei ritornato volentieri, bella musica
ce da imparare.
Armando Cairos quartet jazz". Quando soffiava, il suo viso
nero si gonfiava, ma il suono che emetteva dal sax tenore era unico. Stava impiedi al
centro del palco in fondo, nel lungo e stretto "Caffe" del centro. Il pubblico
attento non si distraeva un attimo, eh! Si! era proprio assorto e la cameriera, portando
vassoi di birra, passava a ritmo di musica tra i tavolini.
C e da imparare da un tipo cosi! Quando gli ho parlato prima che
cominciassero, vedendolo su diverse copertine di cd disposte sul tavolino, gli ho detto:
allora sei uno famoso! E lui ha gesticolato un sorriso come per dire: non
sono cose che mi interessano
un tipo cosi.
. . .
:- Lei e un tipo che a volte puo farmi perdere la testa, tu sai! Lei
e pazza, bellissima, guardala non la trovi splendida? si
. Bibiana
allora si volto verso di me lanciandomi uno sguardo di mistero celato in un
apparenza affascinante, ma non disse nulla. Pensava, lei pensava e basta, lasciandomi
sempre il dubbio. Tra di noi non ce alcuna relazione, non penserai mica
hei! Potrei esserle padre, i giorni sono sette non li puoi cambiare, ma molti
giorni ci separano, tra me e lei.
Tre sgabelli piu in la da noi, due ragazze si accarezzavano
scambiandosi baci. Il bancone era lucido e Ajdy versava un bicchiere per Runnj Margarita,
quando dissi dai canta qualcosa!. Loro due si scambiavano battute. Margarita,
ripetendo, non pensi sia una buona idea. Bibiana, sempre con un sorriso luminoso, prima mi
guardo curiosamente, poi disse:- perche?! . All istante capivo di aver
detto una cazzata colossale. Restai per un attimo sul sorriso intrigante di Bibiana.
Perche vuoi che canto?. Runny Margherita faceva un po il distratto fissando con lo
sguardo il pavimento. No ok! Non farci caso, a volte sono un po troppo concentrato
su unidea. Bibiana non capiva e in realta neppure io ci capivo molto, e
fini li.
Rimasi ancora un po, senza fare altre domande. Pagai il vino al bancone e salutai
Aidi e Lucia, indaffarate a lavorare. Poi salutai Margarita con una streatta di mano
questa volta e con gli occhi Bibiana. I suoi occhi neri come una notte Sudamericana mi
seguirono fino all uscita, che donna ragazzi. Pensavo, quando una donna ti guarda
cosi cerca qualcosa, ma non per forza qualcosa che ha da fare col sesso, non nel suo caso.
Percorsi la lunga strada della desolazione pensando. : Questa per me e stata un
estate strana, voglio dire che se da una parte ecominciata con i guai ed
e finita peggio, dalllaltra e stata rivelatrice
Stavo per svoltare
a sinistra, il Mac Donalds allangolo era ancora aperto, eh si! E stata proprio
una stagione di guai e di rivelazioni. Iniziata da uno stupido sbaglio, di aver preso il
vaso che andavo a buttare, dalla parte sbagliata, causandomi un taglio profondo sull
indice destro, finita a un dente spezzato per la stupida incoscienza. A cosa, quale
stramaledetta cosa? Che finalmente la lampadina si accende e illuminava il vuoto che non
hai riempito, ma che di colpo non ha piu importanza. E allora, allora significa che
sei anche tu dentro, capisci sei una parte di tutto, ma ancora non vuoi accetare il fatto
che ti sei lasciato alle spalle un passato a cui fai sempre riferimento, che diventa piu
lento, come una fiamma quando la candela si spegne e una volta al buio, resta lodore
che ti infastidisce soltanto.
. . .
Avrei voluto dirle, stai facendo bene, continua cosi, insegui i tuoi sogni, ma non
lho fatto e forse e stato meglio. Camminavo un giorno sulla strada nei pressi
dellappartanento in cui viveva Margarita. Arrivai fino in fondo alla lunga strada e
poi decidetti di ritornare indietro. Listinto mi porto con l occhio a fissare
le finestre su in alto. Tra le tendine bianche sistemate intravidi la sagoma di Margharita
parlare al telefono. Gli feci un gesto di saluto e lui mi indico di salire.
Indossava una tuta bianca che brillava in quel contesto di pelle scura. Il saluto
fu il tradizionale, con i pugni chiusi. Come va fratello bene hei! Ti vedo
in forma dissi sto per agguantare un gran mucchio di soldi si? E come?
Mi hanno promosso la sceneggiatura di uno spettacolo, sto aspettando che mi mandino
lassegno sono contento per te, ma allora sei diventato uno famoso? non
ancora, il prossimo anno.
Lui si sedette come al solito sul divano rosso fiamma, io sulla sedia alle spalle
delle tendine bianche delle finestre. Trovo Bibiana una ragazza eccezionale, gli
dissi. Non parliamone non voglio piu vederla perche che e
successo? Ti piaceva cosi tanto si! E una formidabile donna, ma ha un mucchio
di problemi, capisci uomo, non mi occorre qualcuno che porta i problemi in casa,
altrimenti non si lavora piu che tipo di problemi? Ero spinto dalla
curiosita di saperne di piu. Mah! Problemi famigliari, con la sua vita,
che ne so io, sono i suoi problemi : tre settimane fa ha lasciato marito e bambina
cosi? perche?, domandavo semisconvolto non lo so, lha fatto. Lho
ospitata qui con me, per cinque sei giorni. Ieri sera poi e succeso che ero al bar
con lei, quando e arrivato il suo uomo. Mi accusava di portarmela al letto per
scoparmela. Si avvicinava sempre di piu a me capisci, sempre piuvicino con
quel tono - e tu che hai fatto? - Io gli dicevo, non esucceso niente di quello che
pensi, ma lui insisteva. Alla fine gli ho dato una raffica di pugni, giua terra,
stecchito sul serio? non te la sei scopata hei! amico, abbiamo dormito nello
stesso letto per diversi giorni, certo listinto cera, che pensi, sono ancora
un uomo, ma lei non voleva e io non lho forzata, non mi piace forzare. Ma
canta bene? gli chiesi - ha una voce che fa salire brividi dallemozione. Continuamo
a discorrere del piu e del meno. Dopo una lunga pausa, notai che Margarita doveva
stare da solo in quel momento. Me ne accorsi dalla sua distrazione o forse dal fatto che
la mia ultima domanda lo distraesse, non so il perche. Dissi bene Margarita
io vado, alla prossima. Ci salutamo con il solito gesto che ormai era diventato per me
quasi un bisogno con lui - sta bene amico il Signore ti segua sempre - e uscii. Fai
viaggiare la mente a cento all ora e non finisci mai di trovarti, ripensando a una
mossa cosi decisiva di Bibiana, di lasciare marito, bambina e di uscirne fuori. Scendevo
le scale a passi piulenti del solito, riflettendo: Se qualcuno ha delle percezioni e
vuole esprimerle in azione o espressione, ha tutto il diritto del mondo di farlo e
e quando poi lídea si trasforma in arte te ne accorgi e basta, ma se invece finisce per
condizionarti troppo l esistenza, questa e una altra storia. Decidevo di non
dare alcun giudizio a riguardo. Certe situazioni non le puoi capire se non ci sei dentro.
Il cielo era diventato scuro e gli alberi spingendo tra di loro, annuciavano un temporale
in arrivo. Quanti sensi di colpa mi attreversavano in un soffio gelido, ma essi sono
affrontati da un logico ragionamento che li calma, pensavo, e l impulsiva
conclusione era fortificata dalla, chiamiamola senzazione di uno sviluppo costante e
coerente giorno dopo giorno.
. . .
:- Perche noi siamo rondini perse e vaghiamo senza un perche su una
terra di demoni, ma abbiamo bisogno di vedere sempre una luce percheillummini la
coscenza a credere in qualcosa che abbia un valore piugrande della propria illusione
- Rondini perse? Si! - illusione? Umh
ma di che parli Hose? -
. Hose indosava abiti spiegati su un viso non raso da giorni. :- Sono quindici anni
che faccio questo lavoro, conosco un sacco di gente, c é sempre qualcuno che mi
chiama, si riesce a vivere, - pensavo che suonassi il piano nella band di Margarita
no! a che ora iniziate? - fra un po, stiamo aspettando che arrivi il bassista, e il
sabato sera edifficile trovare posto per parcheggiare - bene io entro ci vediamo
dopo. Salutavo con un gesto sorridente, Hose stava con Margarita, fuori
dallingresso del the blues of Meloe. Margarita era
abbastanza tranquillo come sempre del resto, con il suo giubotto rosso a doppie tasche, ma
stava aspettando qualcuno o qualcuna in particolare, dal movimento degli occhi evidente.
Si aspetto amici rispose, sarano qui a minuti - anche Bibiana? Domandai - si
verra anche lei piutardi. Ora capivo quel modo ansioso degli occhi, ma forse
mi sbagliavo, poteva anche essere il suo modo per concentrarsi prima del concerto. Che chi
dona amore e chi trova amore e chi lo sogna soltanto, o chi ci pensa tanto da cancellarne
il senso.
Nella sala rettangolare le persone sedevano sulle panche disposte sui due lati,
Hose fumava la sua sigaretta e affogava la testa sul bicchiere di whisky, rilassato
al bancone, seduto su uno sgabello alto pensando a chissa che cosa. La porta si
apri. Entrava Margarita con gli altri, diritti verso il palcoscenico, lui al
microfono invito Hose ad avvicinarsi e al pubblico di applaudire ai componenti
del gruppo, a lenti passi di Hose. Dopo di che Margarita prese il flauto e spinse
fuori una raffica di suoni, prima da solo, poi seguito dal basso in compagnia dei bonghi e
accenni del piano. Una musica strana di sua composizione trasmetteva una melodia
intrecciata a un lungo suono comunicatore che continuava e cresceva di intensita,
lasciando sempre piu poche pause da un suono all altro. Un incredibile
sensazione di flash-backs. Un vento maestoso che sfiorava appena gli animi del pubblico
stupito, immobilizzato, soffocando dallammirazione. Poi la musica si blocco di
colpo, fu un respiro sensa tempo, luci viola strisciando nello spazio musicale, l
onda cavalcava nella mente. Hose accarezzo il piano dal suo volo di rondine e
sembro volersi assentare, ma cera, si ascoltava, intanto lui chissa cosa
trovava ogni volta che intensificava i movimenti, lasciando piovere dalle dita veloci
fraseggi intonati tra loro, colorati di whisky nel sangue del jazz. Il concerto ebbe
inizio.
Capitolo III
Ho giocato col fuoco.
Ecco cosa ho fatto in un freddo estivo dell anima:
L ultimo barcone delle 18 00 carico di bagnanti stava ritornando. I quali
dopo lo sbarco si ritrovavano seduti ai tavolini da Mose, o per un
aperitivo o un gelato oppure per intensificare una conoscenza fatta, chiacchiarando per
ore. La sera stava per lasciare il porto ai gioelli della notte che entrava. L asta
raccoglieva intorno un gran numero di curiosi e il mare era non lontano, in sottofondo.
L odore dei profumi che si mischiavano lasciava un aroma intenso.
Scorrevo avanti e indietro la marina come se fossi stato trascinato sul sentiero
pericoloso senza potermene accorgere o evitarlo, pur essendo stato avvertito gia in
precedenza che il rischio che correvo era alto e avrei potuto scontrarmi prima o poi e
finire di farmi male sul serio.
Il primo avviso mi era venuto chiaramente riferito a voce, mesi prima, e l
ultimo poche ore prima di andare all Inferno. La musica dall
"Angolo pub, richiamava un flusso di giovani fino all arrivo della
calda notte. Meta prescelta di visitatori venuti dal mare, il porto, stranamente in quel
periodo conclusivo di una stagione piuottosto calda, era riempito, sebbene in minoranza,
da lussuose imbarcazioni di villeggiatura, soffocando il candore nella trasparenza di un
acqua pulita.
Dovunque ci si incontrava, passegiando, e ci si rincontrava e poi ancora ci si
rincontrava, alla fine si scambiavano quattro chiacchiere, tutto li, stava tutto
li il trucco, ma passeggiare sul lungo mare di sera era diventata una routin
scomoda, non lo so il perche, ma neppure ci pensavo, non cera niente su cui
potessi aggrapparmi e dire soltanto una parola, solo una parola e spiegarmi, no! Era
piu complicato di quanto supponessi. Cosi mi dirigevo allauto dopo aver detto
no! L invito a restare era sincero. Trascorsero le una del mattino di quella notte,
ascoltavo Thomas buttatosi nell aqua nudo dire: - TROVIAMO LA POSA!
TROVIAMO
LA POSA!
, Canticchiando, ghignazzando, angelo ferito, E QUI! E QUI!
Mi chiese di restare, di buttarmi in acqua: PERCHE CE LA POSA!
Disse. - No! Grazie risposi. Daccordo, ma non sparire, a giorni si parte e vorremmo
salutarti ok! Mi faro vivo. Sulla spiaggia Emanuel e Telma avevano acceso un
fuoco aspettando larrivo dellalba, e appoggiato al muretto e poi sedutocisi,
Gaetans suonava le sue canzoni in via di perfezionamento. -
PERCHE LA POSA
E DI QUA!
TROVIamola insieme
Thomas ubriaco, non troppo pero,
dal mare vagheggiava.
Io lo ascoltavo dalla via ammirandolo nella sua forza di continuare sempre.
Aveva litigato da poco con Vera, ora provavano a guarire dalle ferite, ogniuno a
modo suo, sicuri dellaffetto che li legava. Li legava, li legava
e per sempre
a qualcosa
finche quella cosa sarebbe diventata cosi pesante da
allora
significava il momento, di cambiare.
Qualcosa stava cambiando, qualcosa nell aria continuava, si evolveva, ma
senza di me. Mi avviavo all auto parcheggiata nei pressi del faro, ricordandomi
della serata conclusiva alle "Terrazze". Decisi di andarci. Se i buttafuori
facessero storie anche questa volta, chiedendomi di pagare la consumazione obbligatoria,
troverei sempre una scappatoia secondaria da qualche parte della spiaggia sicuramente,
pensavo:
/ non mi posso fermare/. Correndo / non adesso. Sarei ancora in tempo per fermarmi,
ma un istinto feroce mi dice di scappare / scappare. / In tempo per cosa
/ scappa /
scappa / fregatene, scappa e fregatene, trasgredisci e fottiti/
Ma avvertivo un silenzioso timore nell anima. La presenza di due ombre, scie
scure alle mie calcagna
no! Erano tre, erano tre le ombre bastarde.
/ Non e un gioco / non stai sognando / possono essere gli ultimi momenti
della tua vita, pensavo, quante vite.
Poi ho percepito che quel silenzioso timore aumentasse ogni secondo di piu e
rallentasse la fuga
Stop./ Scappando da cosa, da una vita / terra / sento gli
angeli dell inferno piu vicini. / terra / sempre piu vicini / quasi
dentro
l anima
Stop!
Fu veloce distruggere l immensita, ma l ondata navigava e nessuno
la fermava, il bello e che non esisteva, per questo era perfetta
Finita per
colpirmi
Non si esce dall Inferno se prima non l hai sentito avvisarti.
Quell avviso era costato mezzo dente. Ma l onda rincorreva al massimo che
poteva, e una porta dietro di se per sempre la chiudeva, nel buio, nel buio che la
guardava, e tutti, si! Proprio tutti capirono cosa significava
ma nessuno
trovo il coraggio a salire fino in alto. Per questo era perfetta.
. . .
: - Ti sei divertito allora! Abbastanza, ma dimmi l hai rivista?
Sempre peggio, sempre peggio, ho saputo che passa le sere da un bar a un altro,
mischiando vari superarcolici si e data all alcol? Si! E poi
frequenta dei tipi strani Non l hai piu rivista? Bibiana e
una ragazza adorabile, ma e un tipo fragile ed e bastato poco a spezzare
quella fragilita in mille pezzi
no non lho piu incontrata
pero l ho vista una sera. Stava Seduta da sola al bancone in un pub piu
avanti, affogando la testa su un whisky, ma ho proseguito per la mia strada, dispiace,
pero non so cosa le passa per la lesta e non posso aiutarla beh
ma se
dovessi rincontrarla digli che potremmo provare qualcosa insieme piano e voce Certo
certo sicuro dispiace molto -.
La sera colorava la citta e spegneva l idea di restare ciao
Runnj. Guardai negli occhi, la sua anima galleggiava su un profondo mistero e sul viso
rasato spuntava un sorriso Che Dio ti benedica mentre continuava per la sua
strada e io per la mia.
: - Dicono che sia la citta dei fiori Anche degli artisti Si!
E dei froci e delle lesbiche e delle puttane
Cose da ridere -. Lucia
chiacchierava con la sua amica Rachelle e un altra ragazza di colore, probabilmente
del Suriname, sedute sugli sgabelli alti. Dall entrata ho creduto che fosse Bibiana,
stessa corporatura a prima vista. Avrei Desiderato saperne di piu, ma non era lei.
no! E perche mai, rispose Rachelle, e solo piu aperta alle
tentazioni. - La citta degli angeli, strillo dalla cucina la bionda Margharet.
Rachelle stava in piedi e anche questa volta una luce di gioia le sprizzava dagli occhi,
accarezzava su un fianco Lucia che si avvicino all orecchio sussurrandole
parole silenziose. Dopo si guardarono intensamente trasmettendosi la propria voglia di
vivere, di vivere cosi, sfiorandosi lentamente con le labbra.
:E la notte arrivo, carezze ardenti di passioni con se porto.
Stavo seduto su uno degli sgabelli del lungo bancone, ripensando a tante tante
cose, a come le cose esplodono e quanto scoppiano si fa tutto chiaro
e pluff!
come un pensiero che non ha mai avuto il momento di esplodere fissando dallo
specchio del bar la scena me ne accorsi.
Rimasi li seduto senza avere una parte, ogni tanto sorridevo come un segno di
fiducia a qualche loro battuta di spirito, ma me ne accorsi, e ritornavo a fissare il
caffe che mi era stato offerto, in silenzio, come se il tempo si fosse fermato, ma
nello stesso momento continuasse imperterrito, grande, senza finire di capire l onda
che attraversa la mente.
Ringrazziai Lucia per il caffe.
Uscendo, attraversavo la solita strada della desolazione. Il vento rotalava un
barattolo da marciapiedi. Le vetrine sfoggiavano manichini vestiti con abiti lussuosi,
vetrine illuminate e immensamente vuote, anche su questo angolo di terra. Arrivai alla
fine della strada quando un ombra, era qualcuno, ma era come unombra nella
notte, veloce passo vicino e disse - Vieni con me - Dove? risposi. Ti mostro
io dov e ma di cosa parli? si e messa nei guai e qualcuno
deve aiutarla chi? Bibiana, come chi, non volevi saperne di piu
ma tu come fai a saperlo, domandai io so sempre tutto di tutti, mi rispose, e
ancora non riuscivo a ricordarmi quel viso nell oscurita. Percorremmo
abbastanza isolati a piedi, ma per me era come se girassimo sempre intorno allo stesso
punto. Scendemmo le scale della metropolitana, le risalimmo, voltammo a destra, poi a
sinistra, passammo un ponte, un altro e un altro ancora spiegami quello che sta
succedento non qui vieni mi fermai stanco e un po irritato vieni -.
Riprendemmo il cammino. Lei ha bisogno di essere salvata e perche io,
camminando, e poi tu chi sei? Mi chiamo Roy, fermatosi, ci siamo conosciuti a casa
di Margharita, mi eri sembrato piuttosto ansioso nei suoi riguardi.
Si! mi ricordavo di Roj, un sacco di ideali per la testa, ma era una situazione
comunque troppo ambigua per i miei gusti quella che si stava creando. E tu sei un estraneo
per lei, uno che non conosce, per questo puoi darle ancora fiducia fiducia?
si! FIDUCIA e in che cosa.
Quando entrammo dentro il pub, Roy appese il giubotto e il buffo cappellino di lana
e ci sedemmo sugli sgabelli al bancone. Fifucia in se stessa. Ma ancora non e
arrivata, aspetteremo, sara qui a minuti - Bibiana? Si! ma cosa ti fa
credere che voglia aiutarla e poi non saprei come io lo so
lo so
tu
puoi.
. . .
Alle 6:00 del mattino raccoglievo i pezzi della mia dignita dallo specchietto
retrovisore dell auto. Uno spicchio di luce solare saetto fuori dal
crepuscolo. I lampioni si spensero di colpo,
ero sulla strada di
casa.
Capitolo IV
Ci sono giorni in cui si perde tutto.
Ma ci sono giorni che ti sembrano infiniti.
Ci sono dei giorni che non puoi svegliare e se lo fai
se rompessi l
incantesimo che li ha fatti addormentare daresti solo
unaltra risposta.
Ma non te ne accorgi e lentamente viene la sera.
. . .
Roy discuteva a bassa voce con Jak.
: - Deve dei soldi a qualcuno, molti soldi a qualcuno e per trovarli si
prostituisce davvero? si! Ma non batte mica sui marciapiedi no?
NO! Viene qui a procurarsi i clienti e come?
vedo solo coppie insieme
ehi! Ma dove vivi, questa e solo
apparenza, solo apparenza. Siamo nel
21esimo secolo! Io invece vedo solo persone infelici e con strane idee in testa
dici? ma si! E cosi che ci vuoi fare, la testa va 100 all ora e non la
puoi fermare, ma Bibiana deve capire che se va oltre si potra smarrire e poi ciao
un altro fantasma calpesta il suolo di questa citta. Tu la conosci
bene? e mia sorella non ci avevo pensato si ma abbiamo vissuto
insieme pochi anni, poi il tribunale ha stabilito di affidarci a due diversi Istituti.
Nelle poche serate libere che ci venivano concesse, ci incontravamo sempre ed era
sempre piu difficile salutarci, alla fine, con un espressione di gioia. Capisci
quello che voglio dire Jak ma certo, rispose Jak. Voglio dire che mi sono
accorto che dentro ognuno di noi ce un anima sommersa da una voce e allo
stesso momento una voce sommersa da un anima e lo sai cosa chiede?
-
..
-
. -
. - AIUTO!
Ecco quello che dice ma a chi deve dei soldi e quanti? sono tanti
Jak, sono tanti.
E una lunga storia. Una volta, per una volta in vita sua diceva, voleva
rischiare scommettendo su un cavallo che nessuno avrebbe dato vincente. Era il sogno della
sua vita, ma non lo fece, non ce la fece, poi comincio a frequentare un circolo
vizioso e a prenderne gusto, entrando in un meccanismo che la allontanava da quelle che
erano le sue abitudini naturali, anche il nostro rapporto era cambiato, diventato
piu freddo e i nostri incontri, una volta stabiliti a due famiglie, diverse si, ma
fuori, erano sempre piu radi e .. e sebbene avessimo la liberta tra le mani
sai cosa intendo Jak? Lo sai? -
. che
proprio la liberta l ha fregata, o almeno il pensiero di una liberta che
aveva.
Eh! no amico, credi che io mi senta libero piu di prima? Solo che io provo a
restare in piedi, quello che non ha fatto lei.
I soldi li deve ad Aladino, un Eciziano che si fa chiamare Aldo, il quale e
immischiato in una gang malavitosa della citta e quelli fanno sul serio e
questo Aldo dove abita? non lo so, ma so dove lavora. Passai un giorno senza motivo
per quella direzione e lo vidi fare il cameriere al ristorante Rimini. Il proprietario si
chiama Sale, ma, il ristorante-pizzzeria e gestito da un turco di nome Jassar. Fa il
cameriere pensa un po. Facile ! nasconde le apparenze dietro un volto sempre rasato,
capelli cortissimi, camicia stirata. Ma se lo guardi in quegli occhi, occhi neri piu
della notte, ci vedi un demone. Potrei passare io da quelle parti e parlargli
no! Non ha senso oramai i soldi li deve dare, piuttosto devi parlarle Jak, falle
capire che se ne deve uscire, che e ancora in tempo daccordo, daccordo Roj,
ma cosa ti fa credere che io possa farcela, non la conosco molto, ci siamo visti un paio
di volte da Runnj, potrebbe anche non volere laiuto da nessuno .
Pensi che non conosca mia sorella Jak! Lo so come lei. E chiara
come lambra e credo che tu possa riuscire a farla ragionare, perche lei mi ha
parlato di te. Allora l hai rivista di recente? no! Mi ha telefonato
una settimana fa. La prima volta dopo gli ultimti due anni. Mi e preso un colpo,
quasi. Mi ti ha accennato brevemente, ma ho sentito in lei un lampo di gioia che mi ha
perforato lo stomaco, e ho pensato che fossi tu il motivo che le ha suscitato l
interesse di aprirsi con me
quasi un lampo di felicita durante la descrizione
che ti faceva, e per questo che ti ho portato qui Jak! Capisci Jak!
Il mondo fa schifo, qualche volta pensi si sono perduti i valori esistenziali, no
non ce ne sono, non piu in questa citta, non piu dentro quest
anima. Pero ci sono ancora angeli sparsi su questa terra
Demonio di un vikingo, quello e Marlon chi e chi ?
Quello che e appena entrato e Marlon detto il Vikingo
ah! si?
Si! per via delle sue prestazioni, sessuali intendo, almeno questa e la voce
della strada, bene! Sta cosi non muoverti, non voglio che mi veda.
Perche non vuoi che ti veda Roj?
Jak ascolta, tu stai qui e non muoverti, ritorno fra un po capito?
ok! Jak.
Jak allora si accese una sigaretta mezzo frastornato mentre lo vedeva dileguarsi
dalla scala che conduceva alla toilette. Jak non ci capiva molto, ma si sentiva gia
coinvolto dentro qualcosa che puzzava fin troppo, ma un po lo incuriosiva. Perche
Jak era cosi, uno che ascoltava! E aspettava il momento di aver capito tutto per trovare
una risposta costruttiva. ma evidentemente ancora non li aveva tra la lingua.
I minuti scorrevano e Jak non vedeva ritornare Roj. Marlon il Vikingo era uscito da
oltre una buona quindicina di minuti. E Jak comincio ad osservarsi intorno.
Per un attimo venne invaso da un bagliore che lo acceco. Da fuori gli
abbaglianti di un auto puntarono dal vetro proprio su di lui. Ogni cosa ritorno ai
colori normali lattimo dopo, ma in quel frattempo, non se n era accorto, era
entrata Bibiana e si era seduta al tavolino dietro di lui. La clientela era numerosa, ma
quando tra i volti accaldati, dal vetro al bancone raggiunse il riflesso di Bibiana, si
giro di scatto, si! era il suo. Un dolce sorriso venuto dal mare, intrecciato in un
mistero sepolto sotto la sabbia di fumo, apparentemente facile da scostare con un soffio.
In quel momento Jak dimentico ogni parola detta dal presunto fratello Roj,
gia! perche aveva dubitato anche di quello dal primo istante, e vedeva davanti
a se un sorriso che gli sorrideva come per un gioco innocente e tenero , un sorriso colmo
di tenerezza che sbroccava da una profonda e ingenua tristezza.
Quei sorrisi che non lasciano il tempo di ragionare.
Lentamente il tempo scivolava.
La guardava muovendo dalle labbra un saluto silenzioso, poi si alzo per
avvicinarsi a lei.
Le prese la mano e la tiro via con se.
E lei si lascio tirare, usirono, andarono fino al mare dove fecero l
amore.
Per ore ed ore a guardarsi soltando, senza parlare.
Era strano, non parlare e capirsi, sentendosi l uno dentro l altra e
baciarsi, tornare a guardarsi e ricominciare, ancora instancabilmente per tutta la notte.
Si dissero parole che
tante verita che
che forse non si
sarebbero mantenute, ma esse cadevano sulla sabbia e scivolavano via, mischiandosi col
mare, e si allontanavano per sempre alla deriva
sssss! Altri bisbigli rotolavano
giu, poi si fermarono, guardandosi negli occhi, cercando quella promessa assurda,
lui negli occhi di lei, lei negli occhi di lui.
Si guardavano, continuavano, ma dassurdo
londa rincorreva al
massimo che poteva e la vita finalmente la vita le sorrideva.
Quando si volto e guardo lanima che salutava e dove andava
nessuno lo sapeva perche non ci credeva, ma finiva lontano, allorizzonte,
lontano da tutti, su unisola sperduta, in un punto nei mari.
Nessuno conosceva il nome di quel mare, ma doveva essere bello
trovare quel
mare, trovare se stessi.
Bibiana aveva deciso e Jack se nera accorto, non pote fermarla.
Come se non trovasse le parole che aveva oramai svuotato, per dirle: "Falla
finita cerca di ragionare".
Come se non trovasse piu una spiegazione valida per dirle: "falla finita
cerca di ragionare".
Come se volesse dirle: "ti amero per sempre cerca di ragionare".
-
Dimenticare
provero a dimenticare Tutto
lorrore
svuotando tutta me stessa. Sentirsi rispondere : " Si! Ho
sbagliato" invece di " comincero a
" Ma, invece disto
ricominciando a vivere e non per rimanere intrappolata dentro casa e a fare la brava
moglie. Caos, ho bisogno di caos perche la mente vuole Caos
svegliare
quellangolo dimenticato dal Dio Caos, mettendosi in movimento.
Jack non disse una parola piu.
Jak guardava il mare che lo salutava e via, andava via come se non fosse mai
esistito altro.
Jak pensava alla fiducia che Roj aveva espresso nella speranza che lui, Jack, da
solo potesse farcela, e si senti un vigliacco dopo, quando il nuovo giorno cavalcava
le ore nella monotonia. Perche ahime! A volte va cosi e che ci vuoi fare
resti impaziente a guardare l Onda cadere, che ogni altra cosa perde importanza, ma
poi dopo ne arriva un altra e se non sei in tempo non sai cosa ti perdi,
perche se non hai gli occhi svegli potresti farti travolgere e cadendo impareresti a
rialzarti e ad abituartici, a trovare un senso
benedetto senso, un senso dopo
tutto.
Lamara constatazione si
be! Come la vuoi chiamare
conclusione.
Di non essere piu in tempo per
Di non saper gestire il tempo per
Di non esserlo, il tempo che hai sognato.
Capitolo V
Era come una maledizione
si! Proprio
una maledizione, come se da laggiu nessuno doveva risalire, questo voleva dire, non
vi erano altre spiegazioni; si ce ne sono tante, ma mai nessuna era come quella pero
quella che
svelava. Quella che
apriva le acque. Che
ti apre la strada
e ti avverte : stai in guardia.
La mente e stanca, stanca di aspettare cosi un bel giorno disse:- Questo
e un buon giorno per morire, ma quel morire s intende era un ricominciare a
vivere di nuovo.
Per questo un bel giorno lo disse:- Ricomincero a vivere
senza
infastidire piu qualcuno, senza turbare ogni minima volonta di essi,
diro di no! Alle voci che sento, ma quante volte lo hai fatto! Non importa
riprovaci! Riprovaci ancora, riprovaci sempre che prima o poi ti fermerai.
Il silenzio e un onda di velluto. Facci caso, come in silenzio non
occorre, dire una parola che cerchi, o nessuna lampada da accendere. Che cosa vuoi
accendere?, allunghi le mani, le tue speranze, ma non ci arrivi, ma non la vedi. E
buio, e chiaro, fuori e ancora buio ma
- E dillo che sai dare solo
amore, solo al buio -
qualcosa si sta muovendo.
E la vita che cambia.
E proprio il terrore di una vita da vivere che ti cambia e non puoi farci
niente, ma puoi
trovare mille spiegazioni valide, ma a cosa servono, mille
spiegazioni valide, quanto te ne basta una. Puoi fingere che vada tutto bene, ma che senso
ha, andra come andra.
Ghj aspettava ansioso al molo n. 12, pronto per salpare.
Il Vikingo era in ritardo, come sempre ad ogni nuova spedizione. Meditatamente,
alzando la visiera del berretto, osservava il cielo nella possibilita che il
crepuscolo potesse lasciare qualche ombra sospetta di loro. E questo non doveva accadere,
non quel giorno, non proprio quel maledetto giorno che sarebbe stato l ultimo, prima
di andarsene in pensione e godersela con tutti quei soldi.
Ghj ne aveva viste di cotte e di crude su quellimbarcazione, spirito di un
demonio, lui, tra le onde burrascose di un oceano, trasportando le sue anime appese ad un
illusione che nessuno conosceva.
di un oceano che non le riportava mai indietro quelle espressioni di
speranza.
Una volta conobbe una donna, una giovane donna. Ghj ed Elisabbeth si catturarono al
primo sguardo e per tutto il tragitto gli fece da compagnia nella cabina di comando. Di
solito le altre persone su quella barca, affrontavano il viaggio con confidente riserbo,
ma Elisabbeth fu l eccezione alle regole. E questo lo colpi, percio non
la dimentico mai.
ci vuole coraggio.
ma dove lo trova.
no lo capiro mai.
Un movimento di luci, in lontananza, si faceva sempre piu vicino. Era il
Vikingo sul camioncino nero metallizzato. Aiuto a scendere e poi a salire a bordo
dell "Eden" mrs Roxanna, Lady Seppa e Bibiana.
: Dovevano essere quattro! Esclamo Ghj.
- E dovuto a questo il ritardo, rispose il Vikingo.
La madre della piccola Latifa ha rinunciato allaffare e se
ripresa la figlia e i soldi.
Gli hai restituito i soldi ?
No! Di certo, di solito non giro con contanti di quel calibro dietro
crr
pero dice che lei e in buoni rapporti, intendo molto confidenziali con
uno di quelli che stanno in alto, infatti mi ha mostrato una lettera sritta e firmata da
Mr Lyon. A quel punto io ho fatto il mio dovere. Ho telefonato all impiegato di
turno, il quale mi ha confermato quanto detto dalla signora Farah. E una
responsabilita! mi ha messo su una specie di tensione vedrai che ti
passera
dici?
Ma si, sciogliendo le cime e rientrando in cabina per salpare.
Ma non ti ha spiegato il perche della sua decisione?
E venuta a conoscenza della fine che ha fatto Babe.
Si lo saputo e questo lha turbata. Proprio cosi. Mi ha detto: Quella storia
mi ha turbata profondamente
proprio cosi?
Si!
puttana.
Quando qualcosa va storto mi mette un insicurezza
Adesso calmati, va a sedere se vuoi, disse Ghj
Si certo,rispose il Vikingo.
La notte mostrava i suoi denti aguzzi tra le onde malvage del mare impervio.
Bibiana aveva accettato quel compromesso in cambio di non dover piu
prostituirsi, osservando lacqua che passava veloce sotto di lei.
Tutti sotto coperta, grido Ghj, si avvicina una tempesta,
Marlon aiutale, ho una vaga impressione.
Il Vikingo alloraagguanto l imprmeabile rosso.
Tolse il berretto sportivo blu.
Riccioli biondi fluttuavano sul collo nordico mentre un onda gigantesca
precipito impetuosa sulla fiancata dell "Eden" e cadde minacciosa.
Il Vikingo penzolava all esterno in difficolta, cacciando dallo stomaco
tutta la forza per riuscire a mantenersi con una mano soltando.
Mrs Roxanna svani trascinata via con violenza.
Lady Seppa e Bibiana guardavano luna dentro laltra, soffocando lacrime
sotto la paura che quegli istanti fossero gli ultimi da vivere, tenendosi strette a poppa
di fare anchessi quellinsensata fine.
Svanire cosi per nulla, per sempre e non sapere di essere mai state vive.
Il vecchio Ghj non poteva lasciare il timone, non in quel momento, avrebbe fatto
tutto il possibile per salvare il Vikingo, ma il suo posto era quello e da li doveva
salvarlo, se avesse potuto trovare un fottuto sistema per tirarlo su.
Ma non
ma non cera, non in quel momento che stava combattendo anche
lui la stessa battaglia sull "Eden", contro la tempesta.
Dune in movimento dentro un deserto di gelidi abissi.
Nessuno pote fare niente.
Andava come andava e la tempesta con le sue onde li portava.
Il Vikingo prima di lasciarsi andare, arrivando allestremo delle sue forze
ebbe quellattimo di lucida coscenza.
Aprendo gli occhi, rendendosi conto di quello che stava succedendo, di quello che
sarebbe successo, di quello che non avrebbe mai ricordato, di quello che non sarebbe mai
esistito se
se
se non fosse mai nato.
Ma anche di quello che stava provando.
Paura.
Lui, per la prima volta nella sua vita, sentiva una veloce gelida sensazione di
terrore addosso, dentro, nellanima, che lo indeboliva e non gli faceva vedere,
avanti, nientaltro che dolore.
Fu per questo motivo che ebbe quella decisione di lasciarsi andare, abbandonarsi al
mare, a quellinsonne strepitio ondeggiante nel quale avrebbe continuato ad essere
Grande.
La cabina comando dell "Eden" venne inghiottita e spazzata via da
una raffica di vento e di acqua, ma Ghj rimase incollato al timone.
Lady Seppa venne sbattuta da una parte allaltra violentemente, ma non cadde
subito dall "Eden".
Cadde dopo quando
Ghj stava al comando come un vecchio generale al suo ultimo scontro.
Bibiana cerco uno slancio per infilarsi nella parte inferiore del battello
riservata al deposito delle mercanzie.
Raggiunse la stiva e comincio a pregare e a pregare fino a quando
Ghj urlava e bestemmiava come un pazzo, lui contro la tempesta, appiccicato al
timone fino a quando
Non tolse mai gli occhi dal mare fino a quando
Londa che rincorreva al massimo che poteva stava per cadere fino a quando
e poi
lalba. Alla deriva. Terra
alla deriva
spiaggia di
nessuno, ad eccezione di Ghj e del Vikingo.
Quando riprese conoscenza, Ghj sciolse la fune con la quale si era legato,
affinche non svanisse nei vortici del mare. Raggiunse la stiva. Vi trovo il
corpo senzanima, no che non ce laveva un anima quel corpo dilaniato dalla
tempesta, di Lady Seppa.
Bibiana inginocchiatale accanto la guardava, le chiuse dolcemente gli occhi.
Respirava fino a un attimo fa, disse, appena dopo averti sentito gridare
TERRA! a aperto bene gli occhi, ha buttato un sospiro di sollievo e se ne
andata.
Scesero sulla spiaggia e camminarono verso il bosco dove la seppellirono.
Era una spiaggia bellissima.
Il sonno di una principessa.
Un dolce ristagno dove le acque sospirano lievi, un pensiero felice
dopo tutto
dopo tutto
Un respiro di una vita che continua malgrado.
. . .
Scrivo dallInferno qui e dura amico/
PRIMO GIORNO :
- La liberta mi e stata tolta, dico che prima ce l avevo amico.
Roy.
SECONDO GIORNO :
- Comincio a riconoscere la puzza di scarafaggi morti in questa cella. Lo hanno
fatto apposta
quelli che sono usciti ieri, usciti verso la liberta una
liberta che non hanno mai visto.
Roy.
TERZO GIORNO :
- Ho crampi e terribili crisi su ogni fottuto angolo del corpo. Capisci. Non so
perche ti scrivo, ma ho bisogno di confidarmi con qualcuno
Roy.
QUARTO GIORNO :
- Mi trovavo li, faccia a faccia con la vita e la morte eh! mi e andata
bene. cinque volte, cinque volte ho visto la lama del coltello entrare e uscire dallo
stomaco. Poi pensi, sto combattendo una guerra senza giustizia e che fai. Continui e
colpisci, la seconda la terza la quarta, la quinta volta quando lui cade a terra
inginocchiato ai tuoi piedi. No! non sei cosciente ancora, sei ancora dominato dalla
rabbia.
Roy.
QUINTO GIORNO :
- nessuno mi rivolge la parola, subisco gli insulti che mi sono lanciati da
sguardi, occhiate, sono tanti avvertimenti per capirsi, forse per conoscersi. Roy.
SESTO GIORNO :
- Qui e dura fratello, ho paura che qui dentro qualche amico di Aladino
voglia vendicarlo, forse perche gli sara stato ordinato da fuori, forse ne
sono sicuro e me la faccio addosso
Roy.
SETTIMO GIORNO:
- Non so piu perche ti scrivo, non so piu se usciro mai
vivo
Roy.
OTTAVO GIORNO :
- Roy.
NONO GIORNO :
-Sembra andare meglio oggi che ieri. Pare che qui dentro abbiano tutti paura di
qualcosa, non so che cosa, ma ce lho anchio
dove cazzo sei finitoi
Jack!, fammi sapere di mia sorella, che fine ha fatto.
Roy.
DECIMO GIORNO :
Qui le voci dicono di uno strano traffico notturno di persone.
ma nessuno sa di cosa si tratti. Dicono pure che la scorsa notte ci sia stato un
nubifragio al largo e che limbarcazione di nome Eden, non
sia mai rientrata in porto e che tra di loro ci fosse una ragazza di colore del Suriname.
Sono voci di un rinchiuso a vita, il quale pare che abbia il dono di comunicare con gli
angeli dellInferno che stanno fuori. Lui si chiama Kalima.
Roy.
VENDOTTESIMO GIORNO :
- Mi hanno pugnalato. E stato solo un avvertimento, mi ha detto Kalima
.
.
Capitolo VI
- Come il vento, incontrandosi
fatidicamente, perche credi che correre sia senza darti mai tregua lunica
buona occasione da non perdere, ma che ne sai se poi perderti non sia stato quello che hai
voluto, no! Non te la dai una risposta, non te la darai mai, non ha senso.
Qualcosa ha un senso? No! Non lo ha, perche ne ha mille. Mille sensazioni
invece! un Movimento! fatto di tanti buoni respiri, un movimento di onde altissime
allora corri, trovi il tuo movimento tra mille imprevisti, ma sei sempre in dubbio, il
dubbio di non essere in tempo, perche, maledizione, ci deve essere pure un tempo in
qualche modo pensi. O resti in dubbio che non sia proprio un sogno. Infatti non lo
e. E la realta che non ti da scelte, e ti guarda bene in faccia prima di
schiaffeggiarti o di onorarti e ti paga quello che ti deve con un sorriso e un
avvertimento: Stai in guardia.
Ora qui le cose stanno cosi:
O attacchi, o accetti, o subisci, poi se sei un uomo di buone speranze ricominci da
capo da capo? ricominci da capo sempre? ricominci e basta
senza dare importanza alle cazzate commesse. Riparti perche altrimenti saresti
finito finito? si! intrappolato iin un cerchio mentale!!! e se
accettassi? Allora devi fare quello che ti diranno e dovrai farlo bene. Sarete in
cinque si! mi sono trovato in mezzo senza neppure averlo progettato. Sono
due anni, due lunghi anni che ci lavorano su, hanno ideato un formidabile piano,
complimenti. Donovan , detto braccio di ferro, e stato lui a farmi la
proposta. Mi ha detto: hai le misure giuste. Le stesse che aveva Melcan, il quale e
stato fulminato dallAids in cella di isolamento, dove e stato sbattuto per
quattro lunghi mesi.
: Ci mancano solo quelle per dare il via alle operazioni successive che sarebbero
quelle di aspettare lultimo giorno di luna piena, dopo di che azionare il piano di
fuga. Gli ho risposto: ci voglio pensare e da allora sono diventato il pupillo di tutti
dentro questo penitenziario di stato, non lo so il perche, ma mi piace.
Stai giocando un gioco appeso a un filo sottile, se aspetterai troppo a deciderti
quelli ti ammazzeranno, anche per paura che tu possa diffonderti con chi non dovrebbe
sapere certe cose. Sai di cosa parlo? non lo so Spie spie?
sono tra di noi. Lo fanno o per soldi, o per qualche stecca di sigarette in cambio. Con
chi altri hai parlato di questo progetto? solo con te, a nessun altro ti
credo pero hai fatto bene a dirmelo. Kalima, ma non vorresti scappare anche
tu, riaquistare la tua liberta? e perche dovrei, non ho nessuno che mi
aspetta fuori e poi la mia liberta io lho trovata da un pezzo.
Laltro giorno ho salvato il culo al zoppo quello che dice di essere
innocente? si! gli volevano fare la pelle, loro erano in quattro come hai
fatto? niente, mi trovavo nei pressi del recinto e non questo, come hai
fatto ad avere tanto rispetto da tutti che pare ti temano non lo so, l ho
sempre avuto e basta.
Il zoppo pare essere un tipo intelliggente, sa scrivere bene e mi puo essere
sempre utile Io accetto Kalima - ti conviene ragazzo si! accetto anche se
saro io il primo, il primo a morire, se qualcosa dovesse andare storto Roy,
buona fortuna ragazzo grazie.
Ho sprecato il tempo migliore facendo cose di cui adesso mi pento non dire
fesserie Stuart, e quanto lo vuoi tu il tempo migliore Jelte cosa farai
quando sarai libero mi trovero un lavoro, una brava donna e forse
pensero pure a dei bambini. Lisolamento mi e servito, davvero Stuart, ma
vedi: Mi hanno dato 25 anni, quando usciro ne avro 50 e ne sono trascorsi solo
3 ricordo il giorno che sei arrivato 3 anni penso che bastino ecco si, penso
proprio cosi, da disciplinizzato Donovan! dove e li, vedi
passami lo specchietto, si e lui, e il segnale.
- Braccio di ferro, avra capito il sengnale Jelte? Si! tu comincia a
segare piano l ultimo pezzo di sbarra - - Ehi! Donovan, spero di non rivederti
piu in questa cella. Lho spero anchio Jeroen, adios amigo. Paul hai
finito? Ancora un po, ancora un po, tu controlla se vedi movimento giu al
quarto settore. Non si vede ancora nessuno, si! lo vedo e Roy e
Dennis? ?? Dove Dennis? Lui dovra andare piu tardi - si
e meglio che ne becchino uno se non dovesse funzionare - ma sta tranquillo,
maledizione, abbiamo ripetuto migliaia di volte lo schema: Roy striscera piano
eludendo ogni volta la sorvegianza, stacchera la gattaiola e passera nel lato
"D" dove fara la stessa esattissima cosa fino a raggiungere nel lato
"A", il condotto principale dellaria condizionata.
Dennis avra tutto il tempo intanto, di sistemare lesplosivo, di uscire
e poi dopo lo scoppio fingersi morto, cospargendosi del sangue che ha conservato in questi
due anni. Noi due da qui lanceremo dei petardi, la cui detonazione mettera
scompiglio tra le guardie e Jelte in questo momento avra gia fatto e ci stara
aspettando con tutto loccorrente sulle spalle per varcare il recinto, poi una volta
superata laltra sponda del fiume, disperderci, ognuno per la sua strada e mai
piu incontrarci, e il patto. Percio sta tranquillo che si vola ok?
Si ok! ok! Si vola, perche Donovan, caso mai dovessero scoprici, noi
salteremo in aria lo stesso!
si Paul, il conto alla rovescia in questo momento sara gia stato azionato da
quella iena di Jelte, voleremo lo stesso comunque.
Io preferirei nellaltra maniera anchio credimi, anchio. Ho
qualcuno che mi aspetta la fuori da qualche parte, e per lui che sono finito qui.
Deve essere un grande amore allora.
Oh si! di sicuro e come si chiama? Posso saperlo?
- Vuoi sapere troppo, ma te lo dico, e non e quello che immagini, ha undici
anni, si chiama Fred ed e mio figlio.
:- Be! Mister Donovan Mckeown dove la liberta.
E questa la liberta, piccolo Mckeown.
Questa?
Struttura dopo struttura, si!
Adoro questa liberta.
Anchio.
W 45st, George Abbott way
E qui che ci troviamo?
E il paradiso dei sogni.
Dimmi se e esatto, immagino che in cielo non ci sia una nuvola
Esatto, e limpido.
Ma dove sei stato in tutti questi anni pa.
Mi dispiace non esserti stato vicino, ma adesso sono di nuovo qui.
Cera la liberta?
No! Fred, ma qualcuno diceva di averla vista.
E comera.
Era bella Fred, come il sole.
E come il sole pa, peccato che non posso vederlo.
Un giorno lo vedrai anche tu vedrai.
Quando?
Non ancora, non ancora e poi sii ottimista Fred, loperazione e andata a
gonfie vele, i dottori hanno detto che recupererai la vista lentamente, lo vedrai questo
cielo.
No! Non sara questo pa, questo e il cielo di oggi, non di domani.
Ma come posso spiegarti Fred, il cielo
Fred il cielo e
come
faccio a dirtelo
il, certo hai ragione, anche il cielo cambia lassu, dai
andiamo.
Allora me la racconti una storia pa.
Silenzio.
Dai
Silenzio.
Raccontami il cielo, come il cielo in Europa.
Ma sai, non sono mai stato bravo in storia.
Su! Raccontami una storia, comera quella liberta che mi hai scritto.
Veramente non e che sia
Un po.
E va bene.
Allora come era?
Era come londa, londa che sta per cadere si cosi. La luce si accendeva,
nel buio che la guardava pluff! E caduta e caduta, grido allora chi
laveva vista e ando dicendo strane cose in giro, strane cose che incuriosivano
la gente, diceva. Diceva: Una volta ha bussato alla mia porta. Una notte una notte
lho lasciata entrare. Mi sentivo in alto mare insieme al blu. Londa
rincorreva al massimo che poteva e qualcosa di se mi lascio, londa che non
ritorno, ma appena spari, una scia luminosa scivolava e, e tutto il mare
divideva. Tutte le guerre finirono, tutti gli inganni svanirono, tutte le galere
scoppiarono, era londa che sussurrava piano piano. E nessuno ci credeva, veramente
fino in fondo, ma sempre alla fine qualcuno se ne accorgeva, che tutta
limmensita dimprovviso se non esisteva, era stata londa che prima
passava, poi dietro lasciava e tutte le porte chiudeva. Devi andare devi, vedi, diceva
quelluomo. Ci devi provare, pensaci, ma non aspettare troppo, fallo vacci,
quelluomo che non esisteva.
Ma londa cadeva e unaltra seguiva, e la vita fioriva, un altra
primavera, si! quellimprovviso bisogno di continuare, di sentirti gelare
lanima, lanima si! Senza dover parlare.
E la vita che continua, che non sara mai quella di prima, ma ogni volta
comincia da capo, come una favola senza fine - E una storia bellissima pa.
Capitolo VII
E SOLO UNA FANTASIA una
come tante, una che non e nessuno.
Non e musica
Cosa
perche se fosse musica sarebbe musicale
Forse e solo un concetto, solo una idea espressa in suoni, scalpendole
letteralmente le note, in una sequenza melodica che non puoi non dire - non ho capito
finalmente ordinata e finalmente corretta, infatti alla fine non lo penseresti
Sarebbe una bella composizione, questa.
Una straordinaria Opera.
Descriverla e praticamente impossibile.
Ce solo una maniera per farlo e non e pratica, ma e
bellissima:
Se te ne accorgessi al mattino quando apre gli occhi, se ti chiamasse annodando
ogni movimento in tempo, nell aria che scivola invisibilmente stanca e tu attento a
provarci.
Ce solo un modo-aumentato per provarci ed e bellissimo.
NON E POESIA!
se fosse una poesia sarebbe infinita, una storia infinita dentro unaltra
legata come tanti pezzi di cristallo di una collana e lo penseresti, una collana
bellissima, sarebbe cosi.
Se fosse una poesia sarebbe una collana bellissima intorno al collo, da mettere, un
collo bianco, naturale, bellissimo lo stesso.
E sarebbe cosi che ti accorgeresti di un colore, di quel colore in particolare, in
quelle svariatezze infinite e luccicanti, un colore in particolare e se non fosse per
quello non riusciresti a trovare quella cosa che profuma una vita, non sarebbe vero,
diresti non e vero, e un sogno e basta, pero un sogno bellissimo.
Invece quel colore ce, e la e ti sta aspettanto.
Non importa se aspettera per un minuto, unora, un anno, una vita, dieci
vite, un secondo soltanto, un nubifragio, una posta nella busta delle poste che non arriva
mai.
Puo essere controllata, allacciata a tanti altri colli, messa in vendita su
una vetrina, la collana.
Ma non e una collana, se lo fosse sarebbe una poesia e non lo e,
perche il collo di lei non e infinito.
Se lo fosse non sarebbe reale e invece lei, proprio con questa storia
dellinfinito non vuole saperne, ne e ossessionata e dice:
ho altre cose a cui pensare adesso.
Nel senso che e occupata a fare delle cose al momento che lo dice: ho altre
cose a cui pensare adesso.
Per questo non puo pensarci, per il semplice motivo che quando pensa ci pensa
veramente a quello che fa e quando non ha niente da fare canta.
Mrs. Ibadett ha acquistato una buonissima reputazione in tutto il condominio
perche canta e quando canta non si fa a meno di ascoltarla.
Anche i bambini del piano di sopra che giocano tutto il giorno, smettono di
saltellare quando sentono che comincia, si fermano e restano stupiti da quelle risonanze,
chiedendosi come fa .
A dire il vero, tutto il vicinato si ferma per un momento che dura il tempo di
pensare a qualcosa che non si capisce mai che cosa.
Se fosse una lacrima, farebbe pensare a un pianto, ma non triste, un bel pianto, di
quelli belli, ma non e una lacrima percio non e un pianto.
Se fosse un pensiero di paese, farebbe pensare a un paese di confine e un titolo
nobiliare ad un marchese.
Se fosse il pensiero di azione illecita, verrebbe da pensare a una marachella e se
fosse un prodotto, la gente del vicinato penserebbe a un manufatto.
E se fosse il pensiero di una comunicazione, il solitario Kadinzon del pianterreno,
penserebbe a un messaggio, per lui.
E se fosse il pensiero di un volto nascosto in un mantello sarebbe una maschera,
non per intendere finzione pero, ma levidenza dei fatti.
E se fosse la parte piu alta di una fortezza, sarebbe il Maschio Angioino e
se un uccello un corvo, si! uno di quei tanti corvi appollaiati tutto il santo giorno
sugli alberi del vicinato.
E se fosse un pensiero di donna, farebbe entrare in mente quellordine di una
casa con le piantine bene sistemate mentre la lavatrice gira e rimbombano tutte le stanze
del palazzo.
E se fosse un pensiero di uomini, la prima cosa sarebbe la figa della signorina
Ibadet, poi tutto il resto e poi tutto il resto.
E se fosse un pensiero religioso farebbe pensare allOrdine Universale.
Ma se invece fosse un pensiero e basta, un ponte darrivo, un ponte di un
pensiero luminoso che ti tiene sospeso e ferma il tempo.
Non avresti che da ascoltare, perche quando la signorina del I piano, Mrs
Ibadett per lappunto, si concede a se stessa nei lunghi esercizi di respirazione
vocale, e come se il tempo si fermasse per un istante.
Tutto il vicinato, tutti coloro che si mettono a sentire si fermano per un momento,
rivivono durante i loro servizi e non ci pensano, si fermano e non ci pensano, cosi anche
i bambini del piano di sopra, si fermano e loro ci credono .. si .. che la vita sia
proprio la favola piu bella del mondo da vivere col fiato sospeso.
La vita.
I bambini che si fermano e
Lascoltano.
La vita, limmaginano cosi, i bambini.
Non lo sanno come, ma bella, per ore, per anni, gli anni che ci vogliono, dalle
labbra di Ibadet, perfetta, e cosi che l hanno in mente, favolosa.
Loro tre Jenny, Daniel e Merlino se la vedono cosi davanti agli occhi bene aperti,
a sentire il canto di Ibadet, la vita che arriva, bella, per ore per anni , un gioco dove
se perdi non sei sconfitto no! Perche per loro e cosi semplice, e
proprio una passeggiata a piedi nudi sotto il sole, sul prato di collina a guardare il
mare giu dalla scarpata.
Dicono che da li si sia buttato un bimbo una volta.
600 metri daltezza e poi il mare.
Un tuffo di 600 metri e poi il mare, senza toccare terra, fino a quando non tocchi
il mare.
Dicono che sia una storia vera, dicono che qualcuno lo abbia fatto davvero quel
tuffo, qualcuno che non aveva storia, qualcuno come loro che sognava di volare, ma volare
per davvero.
Questo dicono Jimmy Daniel e Merlino, come dicono in giro, che sia stato un volo
spettacolare, unodissea di adrenalina impazzita che ha commosso pure Dio.
Dopo Dio ha pianto, dicono che abbia pianto grandine grande piu' di una noce per
tre giorni di fila.
Una favola dicono Jimmy Daniel e Merlino, dicono quello che sentono in giro.
Si parlano sotto voce perche non vogliono disturbarla e pensano che quella
musica li faccia pensare, dicono che faccia pensare troppo, dicono: non ce
soltando musica, ce di piu, un insieme di cose che messe insieme fanno
pensare alla musica, ma non e soltanto musica, la musica e per i musicisti e
lei, Ibadett non e nessuno.
Dicono pure questo in giro
chi lei ?
no! Figuriamoci .
Ma quando canta pero, quando canta ecco si
ferma ogni cosa, e
scompaiono tutti i rumori
Ma dove sono andati a finire ci deve essere pure un posto dove i rumori si
nascondono
E questo loro tre se lo domandano lun laltro ogni volta in un bicchier
dacqua .
Anche la lavatrice che fa rimbombare tutto il mondo del vicinato, si ferma quando
Ibadet comincia.
A dirla tutta anche la altre lavatrici fanno cosi, comunque la Vecchia Marta la
spegne appena Ibadet comincia.
I bambini smettono di saltellare nella piccola stanza al secondo piano e si fermano
ogni volta e pensano sempre gli stessi pensieri e si domandano come sara, loro tre,
si fermano e pensano sempre a quella storia, forse una favola.
Pensano proprio che le favole piu belle del mondo siano quelle piu
tristi. Non avevano mai ascoltato una favola triste e viverla col fiato sospeso: Il
papa si era allontanato una attimino, ma cantava, era allegro e canticchiava vecchie
canzoni.
E strana la vita pensano.
Torno subito, non scappare via, diceva il papa cantando, al suo bambino.
Ogni papa ama il proprio figlio, ma lui suo figlio lo amava piu di se
stesso e dicono
Jimmi Daniel e Merlino, dicono quello che hanno sentito in giro,
che una volta
Un uomo pedino la moglie e il bambino, non un altro bambino , quel bambino.
Era un ladro, doveva essere cosi che ando, per denaro. Un uomo segui mamma e
figlio fino a casa. Nellascensore trovarono il corpo senza vita della donna e il
bambino, per lo shock forse, perse la vista. Ma fu cosi che ando, che poi il marito,
il quale amava la sua famiglia piu di quanto amava se stesso, fece da se le ricerche
e scopri il giovane assassino della moglie.
Era il figlio di un illustre magistrato della citta.
Cosi fu, che la sera del 31esimo giorno, lui, quelluomo, si vendico.
Aquisto unascia, come quella dei film western e ando sulla Briston
Avenue n.225, un appalto residenziale dei ricchi funzionari del governo.
Busso alla porta, quelluomo distrutto.
Si precipito nella sala da pranzo.
Stavano tutti cenando.
Cera il buon brodo della vecchia governante.
Estrasse velocemente lascia dal sacco.
Quelluomo senza piu niente da perdere.
E gli taglio la testa, la testa cadde sul piatto.
Quelluomo amava suo figlio, ma quando lo vide volare nel vuoto di 600 metri,
giu dalla scarpata, non ebbe il coraggio di saltare.
No! Perche lui le ali non le aveva, le ali dicono loro tre
Invece il bambino si! lui le aveva le ali.
Dicono questo a bassa voce, Jimmi Daniel e Merlino, ma questo non lo hanno sentito
dire in giro, lo pensano loro :
/Che volare non sia per i grandi e che sia anche bellissimo, come mrs Ibadet del
primo piano/
/Quel bambino con le ali/
/Come la voce di Ibadet sotto la doccia/
/Come quando la vita dura 600 metri/
/Come il silenzio quando la vecchia signora Marta spegne la lavatrice/
/Come ascoltare il canto di Ibadet/
/Come quel bambino che aveva un nome/
/Quel nome/ un silenzio/
/Come i capelli nel vento/
/Onde nel mare/ che aveva un nome/
/Quel silenzio/
/Quando tutto si ferma per magia/
Il solitario Kadinzon del pian terreno, assorto nella sua lettura
/ 600 metri forse di piu?/
Kadinzon esausto da troppi messaggi che arrivano nella mente. Vorrebbe un po di
pace.
Capire.
Quella voce.
Come fa a crederci ancora.
Capire quella vita bruciata alle sue spalle.
Kadinzon, ma quale il suo vero nome?
Di Kadinzon.
/ 600 metri di eternita e poi il niente/
/tutti lo sanno/
/il nome di quel bambino/
/le urla di dolore di quelluomo/
/la clinica per disturbi psichici dove e stato rinternato dopo la sua
vendetta/
/il parco dei folli che si incontrano ogni pomeriggio/
/la meraviglia in occhi infantili/
/il silenzio prima della pioggia/
/il nome di quella lavatrice/
/ il nome di quel bambino/
/il nome di quelloltre, oltre quel mare, di quelluomo a pezzi, quel
mare, quella pace prima della pioggia/ finale/
Triste Ibadett
/ il nome di quel bambino/
Il silenzioso passato di Kadinzon.
/ il nome di quel mare/
/Fred/.
/Come solo Fred/.
Jimmi, Daniel e Merlino lo dicono ogni volta il nome di quel bimbo.
Poi Ibadet smette di cantare, ricomincia.
Ritorna a mettersi in movimento il carro che trascina il giorno, la lavatrice della
vecchia Marta che dicono sia stata sposata dieci volte (Marta) e abbia bambini sparsi per
tutto il continente.
Ritornano come per incantesimo, i rumori del vicinato e il tintinnare dei
campanelli, nella stanza da letto, dei giovani amanti Boby e Miky, una coppia gay che vive
al terzo piano delledificio accanto a quello dei bambini.
Ma i rumori, quelli finiscono al centro del giardino e anche a quelli non ci si fa
caso, cioe, ci sono e non si puo far niente per nasconderli, si prende
labitudine a sopportarli, i rumori.
Ritorna.
Di nuovo il cammino senza senso, senza risposte, senza nessuna verita certa.
/ Ma era una favola vero?/
Ritorna il tam tam quotidiano.
Si distendono alla fine i dubbi, riprendono le solite piccole angoscie.
Ibadet indossa un cappotto rosso, un cappello nero, un pantalone di pelle, nero,
scarpe con mezzi tacchi ed esce.
Ancora un giro, forse lultimo del giorno.
Ritorna la disperazione di Kadinzon che vorrebbe capire come fa ancora a crederci e
per questo vorrebbe capire il messaggio che gli e arrivato in mente.
Ancora uno, forse sara lultimo giro, poi anche la vecchia Marta
fermera quella fottuta lavatrice.
I bambini ritornano a saltellare nella stanza e ritorna la frenetica routin, il
disordine, il dubbio, il disagio.
/ Ma era una favola oppure no!?/
Capisce dottore?
Lho visto volare dentro di me
Quanto e durato.
Che incubo, non so 600 metri forse piu.
Ha detto che volava dentro di lei.
Si! e entrato sotto forma daria.
Uhm!
O forse e uscito.
Quando?
Stamatttina.
Cosa faceva stamattina.
Cantavo.
Ah! Brava, ha raccontato a qualcun altro questa storia?
Quale? Quella che cantavo?
No! Laltra.
A nessuno.
Strano!
Cosa?
Il suo cappotto rosso.
Che centra il cappotto?
Come ha detto che si chiamava il bimbo del sogno?
Perche?
E una strana etichetta.
Quale?
Legga qui, sul colletto interno.
Cosa ce scitto?
Fred. Fred Mk Own.
continua...
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