ALENAPOLI per GENNAIO
vi invita a leggere ....
Regaliamoci la Pace
di Federica MORRONE
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Conversazione
con Tiziano Terzani e quindici contributi per una cultura di pace

Edizione
Nuovi Mondi
Prezzo 7,00 euro
Tutte
le persone che hanno lavorato alla realizzazione di questo libro lo hanno fatto a titolo
completamente gratuito. Grazie a questo impegno comune l'intero ricavato delle vendite
sarà devoluto a Emergency.
LITALIA
DISTRUGGE LE MINE ANTIUOMO
Ha ottemperato ai suoi obblighi prima del termine
fissato dal Trattato di Ottawa. LItalia ha ultimato la distruzione delle mine
antipersona contenute nei suoi arsenali, sette milioni in tutto, anticipando la data di
scadenza prevista per lottobre 2003. In accordo con quanto previsto dal Trattato, le
nostre Forze armate continuano a custodire nei propri magazzini circa 8.000 pezzi per
esigenze legate alladdestramento e alla ricerca.
Il Trattato di
Ottawa è stato firmato cinque anni fa, nel dicembre 1997. Entrato in vigore il primo
marzo 1999, mette al bando queste armi vigliacche, vietandone luso, la produzione,
limmagazzinamento e il commercio. LItalia era in passato tra i principali
Paesi produttori di mine antipersona. Ha firmato il Trattato il 3 dicembre 1997;
nellaprile 1999 lha poi ratificato, facendolo così diventare parte integrante
della propria legislazione nazionale. "La definitiva distruzione delle mine
antipersona italiane corona anni di impegno contro queste armi che seminano
indiscriminatamente morte e distruzione", commenta Tonio DellOlio, presidente
della Campagna italiana contro le mine. "Simili ordigni, infatti, non riconoscono
tregue o accordi di pace, non distinguono se chi li calpesta è un soldato o un bambino,
non cessano di terrorizzare anche molto tempo dopo essere stati interrati. Ogni anno si
contano 15-20 mila vittime, tra morti e mutilati, in massima parte civili". Talvolta
a stroncare vite innocenti sono mine anticarro, come è successo ai nostri tre
connazionali tragicamente scomparsi in Niger.
Oggi, il Trattato di Ottawa risulta firmato da
146 Stati. Moltissimi Paesi (130, per la precisione) hanno già ratificato la convenzione.
"Purtroppo", aggiunge Tonio DellOlio, "si sono fin qui rifiutati di
firmarla Usa, Russia e Cina, nonché potenze regionali di rilievo, come ad esempio India e
Pakistan; Siria, Libano, Egitto e Israele; Iran e Irak; Corea del Nord e Corea del
Sud". A produrre mine rimangono 14 Paesi, tra cui Cuba, Singapore e Vietnam. Le mine
continuano a uccidere: gli ultimi gravi incidenti sono stati segnalati soprattutto in
Afghanistan, Cecenia, Cambogia, Angola, Nepal, Kashmir, Irak, Colombia, Repubblica
Democratica del Congo, Etiopia, Eritrea, Somalia e Sudan. "Stiamo lottando per vedere
messe al bando anche le bombe a grappolo usate da Usa e Gran Bretagna nei più recenti
conflitti".
Fonte: Famiglia Cristiana
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