La RECENSIONE di
ALENAPOLI per APRILE vi invita a leggere ....
LE GUERRE E LA PACE
Studi sull'arbitrato internazionale
di Charles RICHET
_____
edito da Colonnese -
.8,00
Collana Civiltà n.1 pp.139, ISBN 88-87501-21-1
_____
| Vi
invitiamo a leggere la scheda critica su "Le guerre e la pace" di Charles
Richet, che sarà nuovamente in libreria ad aprile. Il testo di Richet, pur se
apparso per la prima volta in Italia nel 1899, si colloca in un momento storico-politico
in cui ne è evidente lestrema attualità, dato lo scadere a breve del termine ONU
riguardo la situazione in Iraq. La sua prima diffusione nel nostro Paese ha coinciso con
il passaggio dal diciannovesimo al ventesimo secolo. È tornato, poi, allattenzione
dei lettori nello scorcio di fine ventesimo secolo, affacciandosi al nuovo millennio, in
un periodo in cui una ridefinizione geopolitica ha messo in discussione gli equilibri
mondiali preesistenti. Alludo alle conseguenze della guerra del Golfo del 91 e di
quella nei Balcani di qualche anno successiva. E, mentre altri conflitti squassano gli
assetti nel resto del mondo, puntuale e precisa giunge in soccorso lanalisi di
Richet che, con il rigore e la lucida penetrazione del metodo sperimentale, che lha
sempre accompagnato nelle sue indagini medico-biologiche, oltre che negli studi
psicologici e di metapsichica, traccia uninteressante prospettiva sulla guerra,
sulla relativa ipotetica soluzione e sullaspirazione alla pace. Se infatti già a
fine 800 le teorie dellautore erano pervase da una radicata speranza di
progresso sociale e civile, chiaro era anche il timore per la violenza diffusa e la
tendenza allaggressività delle singole nazioni. Il ricorso alla pulsione brutale,
sintomo inequivocabile di barbarie, non è giustificabile, secondo lo scrittore, a meno
che non sia mosso da un intento di civilizzazione. |
 |
In ogni caso, però,
non esistono guerre lecite o necessarie: di per sé lo scontro bellico non è né morale,
né immorale, è semplicemente amorale. Da ciò la ricerca di uno strumento in grado di
prevenire i conflitti e garantire la pace, ipotizzando un tipo di società in cui la
tensione bellica non sia la norma ed esistano forme di convivenza tra le varie etnie
improntate alla tolleranza. Guerra e militarismo, infatti, sono mossi dalla brama di
potere e ricchezza, nonché dallesasperazione di un nazionalismo, che travalica i
confini del normale orgoglio patrio, per sconfinare nella violenza e nello xenofobismo. Se
in principio le società umane, per non cadere nellanarchia e nellhomo homini lupus, si sono date delle leggi,
sostituendo il delitto con il diritto, non è stato lo stesso tra le nazioni. I principi
di diritto internazionale sono pressoché ignorati e rimane la violenza a informare i
rapporti tra i popoli. È per questo, dal momento che la guerra assicura il trionfo del
più forte, non certo del più giusto, che Richet indica nellarbitrato
internazionale il mezzo più valido per evitare gli scontri armati, assicurando la pace.
Perché ciò avvenga è necessaria anche la creazione di una federazione di Stati, in
primo luogo in Europa. Ricorrere a un organismo internazionale come lONU, a un
tribunale arbitro super partes che emetta sentenze inconfutabili e sigli
trattati tra i popoli, non equivale a unutopia, ma a una prassi già in atto.
Daltro canto come non unirsi al quesito senechiano: si puniscono gli
assassinii commessi dai privati; che si dirà dunque delle guerre e dei suoi massacri, che
noi chiamiamo gloriosi perché distruggono nazioni intere?.
CHARLES RICHET (Parigi
1850-1935). È stato insigne medico e biologo della scuola di Claude Bernard, ispirandosi
anche a Harvey e a Darwin. I suoi studi sullanafilassi gli hanno fruttano fama
internazionale e il premio Nobel per la medicina nel 1913. Ha compiuto anche interessanti
ricerche di fisiologia, psicologia e metapsichica (termine da lui coniato nel 1905). Ha
scritto romanzi, favole e si è occupato anche di problemi della formazione. Dagli anni
Ottanta del diciannovesimo secolo ha approfondito il problema della guerra, pubblicando
libri e saggi al riguardo, nonché organizzando attivamente movimenti per la pace.
REDAZIONE ALENAPOLI.NET |
|