La Redazione di
ALENAPOLI ha selezionato per GENNAIO e vi invita a leggere ....
Un bambino piange ancora
Verità e bugie della guerra infinita
di Ursula RUTTER BARZAGHI
_____
edito da TEA -
.8,00
_____
| "Un
bambino piange ancora" è il ricordo doloroso di un'infanzia tedesca di una
bambina di soli 5 anni, nata e cresciuta nella Germania Hitleriana, con grande onestà e
con coraggio, Ursula Rutter Barzaghi ha scavato nella memoria e ha ricostruito la sua
storia di bambina. Ascoltando storie dell'orrore sui bambini cristiani rapiti dagli ebrei,
una tragedia con troppi spettatori che ascoltavano in silenzio, mentre veri abominevoli
mostri declamavano le loro ignobili bestialità, ponendosi intanto domande sempre più
dolorose e pressanti sollecitate dai ricordi, ma destinate a restare a lungo senza
risposta. |
 |
Vendere la Guerra
La propaganda, come arma d'inganno di massa
di Sheldon RAMPTON e John
STAUBER
_____
pagg. 176 - .16,00 - ISBN 88-89091-00-2
Il libro si
puo' acquistare direttamente online su
http://www.commercioetico.it
- Fonte:
www.alcatraz.it
Per chi acquista solo libri il contributo spese di spedizione è .2,70
_____
Il primo libro che rivela tutti i retroscena dell'aggressiva
campagna di pubbliche relazioni e disinformazione promossa dall'Amministrazione Bush per
vendere al mondo la guerra all'Iraq e al terrorismo internazionale.
Con ricerche meticolose e documentate, gli esperti di media Sheldon
Rampton e John Stauber analizzano le notizie, le conferenze stampa e i titoli di giornale
attraverso cui il conflitto iracheno e' stato pianificato con le stesse modalita' di
lancio di un prodotto sul mercato. |
 |
Il Pentagono ha infatti assoldato le
migliori agenzie pubblicitarie e i colossi mediatici per ottenere il consenso
dell'opinione pubblica, sfruttando la paura per criminalizzare il dissenso e limitare i
diritti civili.
Un piano di comunicazione basato su una sistematica mistificazione dei
fatti, magistralmente decostruita dagli autori in questo brillante e affascinante saggio,
bestseller negli Stati Uniti.
Un indispensabile manuale di difesa contro ogni tipo di propaganda.
John Stauber e' il fondatore e il direttore del "Center for Media
& Democracy", un istituto che analizza la propaganda condotta dalle
multinazionali e dai governi. Lui e Sheldon Rampton pubblicano su "PR Watch",
l'osservatorio Usa sull'industria delle pubbliche relazioni.
BIOGRAFIE DEGLI AUTORI
Sheldon Rampton e John Stauber lavorano entrambi per il Center for
Media & Democracy, un'organizzazione no-profit fondata da Stauber nel 1993 con lo
scopo di monitorare e denunciare le campagne ingannevoli di pubbliche relazioni e di altra
propaganda sponsorizzate da multinazionali e governi.
Scrivono e dirigono PR Watch, la rivista quadrimestrale del Center. Insieme
hanno scritto altri tre volumi: Toxic Sludge Is Good for You!: Lies, Damn Lies and the
Public Relations Industry (1995); Mad Cow USA: Could the Nightmare Happen Here? (1997); e
Trust Us, We're Experts!: How Industry Manipulates Science and Gambles with Your Future
(2001, di prossima pubblicazione per Nuovi Mondi Media).
John Stauber e'
stato a lungo attivista e ha collaborato con organizzazioni per la tutela dei consumatori,
delle piccole aziende agricole e dell'ambiente, a livello locale, statale e nazionale.
Prima di fondare il Center, ha collaborato per cinque anni con la Foundation on Economic
Trends, un'organizzazione no-profit di Washington D.C., che studia i possibili effetti
sulla salute e sull'economia dell'Ormone Bovino della Crescita ricombinante (rBGH) e
organizza i gruppi di cittadini e di allevatori interessati. Nato nel 1953, e' sposato e
vive a Madison, nel Wisconsin.
Sheldon Rampton si e' laureato alla Princeton University e ha un
passato di giornalista, attivista e scrittore. All'universita', ha frequentato i corsi di
scrittura tenuti da Joyce Carol Oates, E. L. Doctorow e John McPhee. Oltre ai libri
scritti insieme a John Stauber, ha collaborato con Liz Chilsen al libro Friends In Deed:
the Story of US-Nicaragua Sister Cities (1998). Prima di unirsi al Center for Media &
Democracy, ha lavorato con il Wisconsin Coordinating Council on Nicaragua
(www.wccnica.org), per il NICA Fund, un progetto che dal 1992 ha convogliato 10 milioni di
dollari provenienti da finanziatori statunitensi per sostenere lo sviluppo economico delle
comunita' povere dell'America Centrale.
Per ulteriori informazioni sugli autori o per richiedere i numeri
arretrati di PR Watch, visitare il sito di PR Watch (www.prwatch.org) oppure contattare il
Center for Media & Democracy, 520 University Avenue, Suite 310, Madison, WI 53703,
Telefono: (608) 260-9713.
RECENSIONE
Perche' la propaganda di Bush sulla guerra e' stata una vittoria della
manipolazione
di Roberto J. Gonzales, San Francisco Chronicle, 27/07/03
Nei mesi scorsi, gli spettatori televisivi americani hanno assistito a
una serie di immagini impressionanti che mostravano l'assoluta supremazia militare degli
Stati Uniti. Tra queste, la distruzione della statua di Saddam Hussein in piazza
al-Firdos, l'emozionante "salvataggio" di Jessica Lynch, le riprese panoramiche
dei bombardamenti su Baghdad e l'atterraggio di George W. Bush su una portaerei.
Se queste immagini sono state piu' insistenti e convincenti rispetto a
quelle delle passate guerre c'e' una ragione: viviamo in una cultura della manipolazione.
Secondo Sheldon Rampton e John Stauber, autori di "Vendere la guerra"
("Weapons of Mass Deception"), l'Amministrazione Bush si e' impegnata in
un'operazione straordinariamente aggressiva per creare il consenso pubblico alla guerra in
Iraq, usando propaganda, disinformazione, distorsione delle notizie e vere e proprie
bugie.
Gli autori illustrano brillantemente la rete di interconnessioni tra
alcune delle maggiori agenzie di pubbliche relazioni nazionali, il Pentagono, il
Dipartimento di Stato e la Casa Bianca. Rampton e Stauber sono ben qualificati per
analizzare le campagne diffuse dall'Amministrazione Bush: sono esponenti del Center for
Media and Democracy, un'organizzazione di monitoraggio del settore delle relazioni
pubbliche.
Gli oppositori dell'Amministrazione Bush hanno spesso criticato l'uso
della propaganda di guerra ma questo e' il primo libro che documenta un'ampia casistica
sull'argomento. E' scorrevole, appassionante e completo di una meticolosa documentazione,
che suscitera' certamente l'indignazione di molti lettori.
Il libro illustra gli obiettivi del Progetto per il Nuovo Secolo
Americano (fondato nel 1997 da William Kristol, Paul Wolfowitz, Dick Cheney e altri
sostenitori della nuova Guerra del Golfo), dell'Ufficio per la Comunicazione Globale della
Casa Bianca (istituito dopo l'11 settembre 2001, per creare un consenso internazionale
verso il rovesciamento di Hussein), del Comitato per la Liberazione dell'Iraq (creato nel
2002 per guadagnare il consenso pubblico alla guerra) e di gruppi di studiosi
neoconservatori sostenitori dell'invasione dell'Iraq (l'American Enterprise Institute, il
Center for Strategic and International Studies e il Middle East Forum).
Molti esponenti dell'Amministrazione Bush hanno tenuto il piede in due
staffe, barcamenandosi tra il Governo e il settore delle relazioni pubbliche. Ad esempio,
Charlotte Beers, un'ex dirigente in due delle maggiori agenzie pubblicitarie del mondo, e'
stata nominata sottosegretario di Stato per la diplomazia pubblica subito dopo la guerra
in Afghanistan, per condurre una campagna televisiva volta a migliorare l'immagine
dell'America agli occhi dei musulmani nel mondo, rivelatasi un fallimento. La portavoce
del Pentagono, Victoria Clarke, aveva diretto la sede di Washington della principale
agenzia di relazioni pubbliche del mondo, la Hill & Knowlton, che aveva realizzato la
campagna pubblicitaria multimilionaria "Free Kuwait" nei preparativi per la
prima Guerra del Golfo. Una schiera di consulenti di relazioni pubbliche stanno firmando
contratti con il Pentagono e la CIA sulle questioni attorno all'Iraq, compreso John Rendon
(direttore del Rendon Group), che si autodefinisce un "guerriero
dell'informazione" e un "manager della percezione".
Infine, abbiamo il Capo di Gabinetto alla Casa Bianca, Andrew Card (ex
vice presidente della General Motors), il quale ha spiegato lo scorso settembre al New
York Times che le azioni militari contro l'Iraq sarebbero state rimandate di qualche mese
perche' "da un punto di vista commerciale, non si lancia un nuovo prodotto in
agosto".
Il libro riserva molte sorprese anche a coloro che seguono il
giornalismo investigativo. Ad esempio, il Congresso Nazionale Iracheno, un gruppo spesso
presentato dai media come un'alleanza di dissidenti in esilio, e' in realta' una creazione
del Rendon Group, che ha versato 12 milioni di dollari dell'operazione della CIA per
finanziare l'organizzazione tra il 1992 e 1996.
Sorprendente anche il caso della Benador Associates, "una potente
compagnia di comunicazione che ha agito da agente" per alcuni "esperti" sul
Medio Oriente connessi ai gruppi neoconservatori. L'agenzia assicura ai clienti le
interviste sui notiziari televisivi, pianifica le loro apparizioni ai talk show e pubblica
i loro editoriali sui maggiori quotidiani. I clienti della Benador hanno ricevuto
un'attenzione straordinaria nei mesi precedenti alla guerra. Rampton e Stauber osservano
che si e' trattato di un'attenzione "schiacciante in confronto a quella rivolta dai
media e dai politici ai 1.400 professori universitari specializzati in studi mediorientali
nelle universita' americane".
Oltre a smontare le leggende sulla guerra, il libro indica come e
perche' cosi' tanti americani hanno creduto (e continuano a credere) nella propaganda
dell'Amministrazione Bush. Le moderne armi di inganno di massa funzionano perche' fanno
affidamento su tecniche gia' sperimentate: la paura causata dal dopo 11 settembre, gli
allarmi sul terrorismo e le deportazioni di massa; una coalizione di media che ripetono
all'infinito le dichiarazioni ufficiali del Governo con scarsa analisi critica; l'uso di
un linguaggio che nasconde o inverte i significati (ad esempio, "cambio di
regime", "liberazione", "coalizione del Bene" e "asse del
male"); e la sostituzione nella sfera pubblica degli intellettuali indipendenti con
"esperti" autoproclamati provenienti da gruppi fastosamente finanziati.
Il libro si chiude con il capitolo "Visti dagli altri", in
cui viene analizzato l'atterraggio "Top Gun" di Bush sulla portaerei Abraham
Lincoln - uno spettacolo descritto dal critico televisivo del Washington Post come uno
"show patriottico, con la nave e l'equipaggio come elementi scenografici
essenziali". Si stima che l'esibizione sia costata ai contribuenti 1 milione di
dollari. Gli autori ritengono che dovremmo tutti interessarci a questa propaganda,
poiche', sebbene stia attualmente aumentando il sentimento patriottico negli Stati Uniti,
gran parte del resto del mondo ne ha una visione differente. Visti da oltreoceano, simili
spettacoli mostrano un impero belligerante che gonfia minacciosamente i muscoli. E'
difficile pensare a un modo migliore per diffondere ansia e ostilita' all'estero.
Questo libro dovrebbe servire anche come strumento di dissuasione
culturale e come guida per controbattere a coloro che hanno accettato le giustificazioni
per la guerra incondizionatamente. Possiamo solo sperare che ne verra' presto realizzato
un documentario televisivo o un lungometraggio. In questo momento - mentre 150.000 soldati
americani stanno occupando un Iraq ancora insidioso, senza che alcuna arma di distruzione
di massa sia stata scoperta e con l'impressione crescente che gli esponenti
dell'Amministrazione Bush abbiano fabbricato le giustificazioni per vendere la guerra al
pubblico americano - il messaggio di questo libro non arriva soltanto al momento opportuno
ma e' anche, urgentemente,necessario.
Roberto J. Gonzalez e' professore di antropologia alla San Jose State
University e curatore del libro "Anthropologists in the Public Sphere: Speaking Out
on War, Peace and American Power" di imminente uscita. |
| La
redazione ALENAPOLI.Net |
|
|