
di Margherita CIOFFI
Cari
amici di ALENAPOLI.NET ho scritto soprattutto a persone che penso firmeranno perchè ne
immagino la sensibilità alle questioni ambientali.
La firma della petizione è un pò complessa, vi prenderà circa
5 minuti.
Si tratta di cliccare sul secondo link della mail (che vi ricopio sotto): http://www.greenpeace.it/salvaocancella
cliccare poi in alto a sinistra su CYBER-Petizione, chiedere "salva" (e non
cancella) quando compare l'immagine di un bosco incantevole e quindi di firmare la
petizione inserendo i propri dati personali e il proprio e-mail address negli appositi
spazi.
Con la petizione si chiede al ns governo di esprimere una posizione di difesa nel corso
del Summit internazionale delle Foreste previsto per il prossimo aprile, e di chiedere che
sia sviluppato con urgenza un'immediato piano di azione, comprendente misure efficaci in
grado di conservare le residue foreste.
Vi ringrazio e vi abbraccio.
Margherita
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FORESTE IN PERICOLO, BLOCCATO NEL PORTO DI SALERNO UN CARICO DI LEGNO AFRICANO
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Salerno, 27 febbraio 2002. Attivisti di Greenpeace hanno bloccato per molte ore nel porto
di Salerno la nave Sassandra carica di legno tropicale proveniente dall'Africa.
La stessa nave era stata gia' bloccata da Greenpeace sabato scorso a Valencia, in Spagna.
Oltre 30 attivisti hanno impedito l'attracco e le operazioni di scarico del legname della
Sassandra nel porto di Salerno. I gommoni dell'associazione si sono posizionati in modo da
ostacolare l'arrivo della Sassandra, quindi e' stato aperto uno striscione con la scritta:
NON DISTRUGGIAMO LE FORESTE PRIMARIE.
Il blocco effettuato da Greenpeace a Salerno e' servito a protestare contro
l'importazione in Europa di legno di provenienza illegale o distruttiva, dalle ultime
foreste primarie del pianeta.
L'Italia e' il principale importatore di legno dal Camerun, per un 19,9% del totale del
legno esportato. Quasi tutte le operazioni forestali in Camerun sono condotte in forma
distruttiva, e l'illegalita' dilaga. Le attivita' illegali di alcune compagnie del legno
vanno dallo sfruttamento controllato delle concessioni al mancato rispetto del piano di
gestione, dalla scarsa demarcazione dei confini alla falsificazione dei documenti.
Tra queste compagnie, la SEFAC (Société d'Exploitations Forestie'res et Agricoles du
Cameroun) e' controllata dall'italiana Vasto Legno. Il gruppo SEFAC si e' reso
responsabile di gravi violazioni della legislazione forestale: le operazioni di taglio si
svolgono in foreste ad alto valore di conservazione e alcune delle concessioni si trovano
in un'area particolarmente sensibile, ai confini dell'area protetta di Lobéké.
"La SEFAC e' stata piu' volte sanzionata per taglio illegale, e le sue operazioni
forestali distruttive minacciano le culture di diverse comunita' locali, la cui vita
dipende dall'integrita' della foresta, e mettono a serio rischio le restanti popolazioni
di specie minacciate, quali l'elefante di foresta, il gorilla e lo scimpanzé"
afferma Sergio Baffoni di Greenpeace.
"malgrado le denunce di Greenpeace, significativi quantitativi di legno SEFAC
sono stati rilevati in Italia, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia e Spagna. Ogni
impresa che acquista legno SEFAC deve sapere che sta contribuendo alla distruzione delle
foreste primarie del Camerun".
Greenpeace ritiene che la responsabilita' per la distruzione causata da queste compagnie
ricada anche su chi importa tale legno e sui governi che non impediscono tale commercio.
Greenpeace chiede una chiara politica di acquisti pubblici, che escluda legno proveniente
da foreste primarie, a meno che non sia FSC.
L'FSC e' l'unico standard internazionale, indipendente e trasparente, che assicura lo
sfruttamento ecocompatibile delle risorse forestali.
Le azioni degli ultimi giorni sono parte di una campagna internazionale: Greenpeace chiede
che la Convenzione sulla Biodiversita', prevista per il prossimo aprile all'Aja assuma
misure concrete per fermare la distruzione delle foreste primarie del Camerun e del
pianeta:
- Fermare la distruzione fermando ogni ulteriore attivita' industriale nelle foreste
ancora intatte, fino a quando non sia stato concordato e messo in pratica un piano per la
conservazione delle foreste e per una gestione sostenibile delle foreste
- Risanare il mercato del legno assicurando che il legno venga prodotto e commerciato in
forme legali ed ecologicamente responsabili
- Trovare i fondi necessari fornendo almeno 15 miliardi di dollari annui per
finanziare le misure di conservazione delle foreste e lo sviluppo di tecnologie
compatibili
BLITZ GREENPEACE CONTRO NAVE CON LEGNAME AFRICANO A SALERNO
(ANSA) - SALERNO, 27 FEB - Cinque gommoni dell'organizzazione ecologista Greenpeace stanno
conducendo un' azione di disturbo all'attracco nel porto di Salerno, di una nave, battente
bandiera panamense, che trasporta legname proveniente dalle foreste africane.
Nonostante un imponente schieramento dele forze dell'ordine con motovedette e gommoni di
guardia di finanza, guardia costiera, carabinieri e polizia, i gommoni, dopo un tentativo
di abbordaggio fallito nello specchio d'acqua davanti a Vietri sul Mare, sono riusciti a
pentrare nel porto di Salerno, dove stanno tentando di impedire l'ormeggio della nave
''Sassandra'', che porta containers e legname. L'operazione dell'associazione
ambientalista, che fa parte della campagna in corso ''Save the Ancien Forest'' che mira a
salvare dalla distruzione le foreste pluviali del pianeta, e' condotta da circa sessanta
persone divise sui cinque gommoni.
Una operazione simile e' in corso nel porto di Sete, nel sud della Francia, dove la nave
'Agia-Irene', che trasporta diverse tonnellate di legno pregiato, proveniente dall'Africa,
e' bloccata da due giorni dai militanti di Greenpeace, che l'hanno abbordata con il loro
battello 'Rainbow warrior II' e si sono appesi all'ancora aprendo uno striscione con il
messaggio ''La Francia distrugge le foreste antiche''.
E' terminata la protesta degli attivisti di Greenpeace che da questa mattina hanno tentato
di bloccare a bordo di cinque gommoni l'ormeggio della nave 'Sassandra' battente bandiera
panamense, nel porto commerciale di Salerno. La nave, proveniente dal porto spagnolo di
Valencia, trasportava un carico di legname proveniente dalle foreste africane. Non essendo
riusciti con i gommoni ad evitare l'attracco della 'Sassandra' alla banchina dello scalo
marittimo, nel primo pomeriggio di oggi 24 attivisti dell'organizzazione ecologista, sono
riusciti a penetrare nel porto di Salerno con due furgoncini e sono andati ad incatenarsi
sulla rampa di scarico della nave. Gli attivisti di Greenpeace poi hanno esposto uno
striscione recante la scritta 'Complici della deforestazione', bloccando di fatto le
operazioni di scarico della 'Sassandra'. Dopo circa due ore e mezza, e numerosi tentativi
di far terminare la protesta, le forze dell'ordine sono intervenute sbloccando la
situazione e fermando i 24 attivisti di Greenpeace che sono stati accompagnati
successivamente negli uffici del commissariato del porto salernitano. Qui in precedenza
erano state portate altre 12 persone, fermate per aver partecipato attivamente alla
protesta attuata questa mattina a bordo dei gommoni. Le operazioni di scarico dei
containers e del legname dalla nave 'Sassandra' sono tuttora in corso.
La nave ''Sassandra'', nonostante i tentativi degli attivisti di Greenpeace, ha poi
ormeggiato nel porto di Salerno. Durante la manovra di accostamento, pero', ha schiacciato
contro il molo uno dei gommoni dell'organizzazione
ecologista, che e' esploso ed affondato: alcuni degli occupanti sono stati issati sul
molo, altri sono finiti in acqua: per loro, nessuna conseguenza. La protesta non e' pero'
terminata. Mentre si provvedeva a dare avvio alle operazioni di scarico della merce sono
giunti nel porto, a bordo di due furgoncini, altri attivisti di Greenpeace. In 24 si sono
arrampicati su una rampa di scarico e si sono incatenati tra di loro e alle strutture
della gru. Sono stati esposti anche due striscioni recanti la scritta ''Complici della
deforestazione''. La polizia ha intanto bloccato dodici attivisti che sono stati portati
nel commissariato Porto. (ANSA).
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