Vittime di SEVESO
chiedono MAXI RISARCIMENTO
ROMA - Sono
passati ventisei anni, ma le 1211 persone rimaste colpite dalla nube tossica che
nell'estate del
1976 si sprigiono' dagli impianti dell'azienda chimica Icmesa di Seveso (in provincia di
Milano) non ritengono di
aver ottenuto giustizia. Per tale ragione Ferdinando Pepe, il legale che rappresenta le
associazioni delle vittime e
dei loro familiari in una causa che si trascina dal '93, ha depositato oggi presso la
Corte di cassazione una
richiesta di risarcimento pari a 177 milioni di lire di allora a testa, che rivalutati al
2002 danno un totale di
oltre 741 milioni di Euro. A corrispondere la cifra ed a rispondere ad un'interminabile
serie di accuse dovrebbe
essere la multinazionale farmaceutica svizzera Givaudan, all'epoca proprietaria dello
stabilimento dove si
effettuavano lavorazioni che generavano come sottoprodotto la diossina, un composto
altamente tossico, teratogeno e cancerogeno anche a distanza di molti anni dalla
contaminazione.
Redazione
ALENAPOLI.NET
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