MILANO - Trenta
nuovi inceneritori in Italia. La richiesta arriva dalle imprese che producono e utilizzano
imballaggi in plastica (unite nel Corepla, il Consorzio per il riciclaggio ed il recupero
della plastica) e dall'Istituto per l'Ambiente di Confindustria: "In Italia - si dice
in un dettagliato studio sulla gestione dei rifiuti - servono da 24 a 38 nuovi impianti di
termovalorizzazione".
L'obiettivo e' di
ridurre l'accesso indiscriminato alle discariche e portare l'Italia ai livelli europei di
termo-distruzione con recupero energetico.
Un no deciso al progetto
arriva pero' da Legambiente, la quale sostiene che una simile proliferazione di
inceneritori, concentrata soprattutto al Sud, impedirebbe il decollo della raccolta
differenziata proprio nelle regioni maggiormente arretrate nel riciclo.
"Noi non siamo
contrari agli inceneritori in generale - spiegano gli ambientalisti - ma i numeri fatti ci
sembrano troppo alti: per bruciare i rifiuti che non si possono riciclare basta
riconvertire le centrali a carbone dell'Enel o i cementifici e analizzare caso per caso
gli impianti che già esistono.