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NATURAMBIENTE

         

    Home    Menu       Indietro   Prossimaavanti.gif (173 byte)              17.05.2002                          INQUINAMENTO

 

GUERRA e AMBIENTE

Centinaia di guerre sono state combattute durante il Ventesimo secolo, e molte sono tuttora in corso. Durante il conflitto nessuno si preoccupa delle conseguenze ambientali, ci sono priorità ben più urgenti. Ciò non toglie che l'impatto della guerra sull'ambiente sia disastroso e pregiudichi la salute e la qualità della vita dei sopravvissuti.

Le fonti di inquinamento sono di varia natura, prima fra tutti la presenza sul territorio di munizioni, bombe e mine inesplose.

Arthur Westing dello Stockholm International Peace Research Institute ha calcolato che durante la Guerra di Indocina tra il 1961 e il 1975 gli Stati Uniti abbiano sganciato 1 milione e mezzo di cluster bomb, ordigni che al loro interno contengono centinaia di piccole bombe, per un totale di 750 milioni. Queste bombe a grappolo tengono ancora in ostaggio dopo 30 anni Laos, Vietnam e Cambogia.

In un'economia rigorosamente agraria, l'80 per cento dei coltivatori di sussistenza sono minacciati ogni giorno. Molte scuole, ospedali e poderi sono contaminati da bombe inesplose. Secondo un rapporto interno del Ministero della Difesa, fino al 60 per cento delle 531 bombe a grappolo fatte cadere dalla RAF su Kosovo hanno mancato il loro obiettivo.

Sessantamila gli ordigni di questo tipo lanciati nel 1991 dagli Stati Uniti durante la Guerra del Golfo. Quelli inesplosi hanno ucciso 1600 civili e feriti altri 2500.

Un bilancio che si somma a quello delle vittime da mine antiuomo. Le Nazioni Unite stimano in circa 100 milioni il numero delle mine antiuomo disseminate in 62 paesi, fra cui Angola, Cambogia, Afghanistan, ed ex Jugoslavia. In Mozambico, secondo l'organizzazione Halo Trust le mine antiuomo hanno ferito o ucciso tra il 1980 e il 1993 circa 7000 persone. In Cambogia un cittadino ogni 236 abitanti ha gli arti amputati. La distruzione sistematica delle risorse naturali è un'altra delle cause di inquinamento legate alla guerra.

La deforestazione operata dagli Stati Uniti durante la guerra in Vietnam ha compromesso in maniera permanente l'ecosistema della regione: 72 milioni di litri di pesticidi spruzzati su un'area di appena 2 milioni di ettari; 300 mila ettari di foresta abbattuti da tonnellate di bombe.Nel 1991 l'Iraq rilasciò in Kuwait 10 milioni di metri cubi di petrolio e 1 milione nel Golfo persico, come atto di sabotaggio. L'impatto

ambientale fu devastante: contaminazione delle acque fino a 400 kilometri dalla costa, e un'enorme cappa di fumo persistette per mesi nell'atmosfera.

Qualcosa però nel frattempo è cambiato: dagli anni Ottanta i Protocolli per la protezione delle vittime di conflitti armati e quelli dell'Inhumane Conventional Weapon Convention impongono decise restrizioni alla distruzione dell'ambiente e vietano l'uso di armi chimiche e mine.

Presto forse questi divieti verranno rispettati. La recente guerra in Kosovo in questo senso è stata un punto di svolta. Nel 1999 infatti il Segretario delle Nazioni unite Kofi Annan ha inviato una Inter-Agency Needs Assessment Mission con lo scopo di monitorare l'impatto ambientale.

I 60 esperti internazionali hanno scoperto suoli e risorse idriche contaminati da uranio impoverito, e un forte inquinamento delle acque del Danubio. Il bombardamento dei poli industriali di Pancevo, Kragujevac, Novi Sad, Bor, Nis e Prahovo e Pristina, ha provocato la fuoriuscita di enormi quantità di sostanze tossiche, come il mercurio e il cloruro di vinile monomero, elementi che determinano grave inquinamento dell'aria, del suolo e delle acque, e che compromettono l'ecosistema dell'intera area balcanica. Le conseguenze sulla salute, oltre all'effetto tossico immediato, potrebbero manifestarsi anche sulle generazioni future.

Questi studi sono di importanza fondamentale, perchè permettono di individuare con precisione le aree da bonificare e nel frattempo consentono di fornire alle popolazione locale le adeguate misure di sicurezza.

fonte: ZADIG srl - Milano.



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