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Montesilvano: Una nuova emergenza dopo la strage di uccelli e il cantiere per le scogliere
Allarme amianto sul fiume
Lastroni di eternit e altri rifiuti abbandonati alla foce del Saline
di Piergiorgio ORSINI

MONTESILVANO - ABRUZZO - A gennaio il tiro a segno sulle ochette e gli altri uccelli di stanza nell’area della foce, la scorsa settimana le ruspe ed i camion che invadono l’oasi protetta del Wwf, per scaricare massi destinati al ricarico delle scogliere e ieri le lastre di Eternit-amianto lasciate sull’argine destro del fiume.
Il povero Saline non ne può più. Un ennesimo attentato all’ambiente è stato scoperto ieri mattina dai dipendenti del Consorzio Bonifica Vestina, giunti presso l’impianto delle idrovore per una normale manutenzione delle pompe di sollevamento. «Abbiamo intravisto -spiegano gli interessati- quattro o cinque lastre di amianto, di cui alcune fatte a pezzi, altre addirittura frantumate gettate fra la vegetazione sull’argine destro del fiume. E con loro cassette di plastica ed altro pattume». Un’azione assai discutibile, che qualche sconsiderato ha messo in atto per liberarsi dell’amianto, forse utilizzato come copertura di qualche magazzino. A detta degli esperti le lastre frantumate risultano estremamente pericolose, addirittura cancerogene, perchè emettono particelle di amianto.
Le lastre ondulate risultano alcune accatestate, altre sparse nelle immediate adiacenze, come se chi voleva liberarsene è arrivato in zona nottempo e temendo di essere scoperto si è affrettato a gettarle nell’erba alta.
Un’operazione che gli ha fatto risparmiare una certa spesa, se è vero che le ditte specializzate nella rimozione delle coperture d’amianto chiedono anche 75 euro per metro quadrato. L’intervento prevede a monte la redazione di un piano di lavoro approvato dalla Asl e poi lo stoccaggio provvisorio del prodotto, avvolto in spessi fogli di polietilene. Per inciso non esistono a Pescara e Montesilvano (ma probabilmente anche in altre zone limitrofe) vere aree di smaltimento, delle discariche adibite a questo specifico uso, per cui ci si limita ad impacchettare il "prodotto".

 

tratto dal Messaggero


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