DOPO OLTRE DIECI ANNI
PER LA PRIMA VOLTA IL PARLAMENTO ITALIANO INIZIA LA DISCUSSIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE
PER LA CHIUSURA DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI COSIDDETTI DA PELLICCIA.
IL BLITZ DEGLI ANIMALISTI
ITALIANI OTTIENE UN'ALTRA STORICA VITTORIA NEL NOSTRO PAESE
PROSEGUE LA RACCOLTA DI FIRME IN TUTTA ITALIA.

tratto dal sito: ANIMALISTI ITALIANI
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Dopo il blitz degli
Animalisti Italiani della PeTA il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera,
Alfonso Pecoraro Scanio, ha posto all'ordine del giorno del 26 maggio, per la prima volta
in Italia, la proposta di legge n. 60 (presentata dall'on. Procacci) per la chiusura dei
65 allevamenti ufficiali di animali "da pelliccia" in Italia e per la salvezza
degli oltre 300.000 visoni, volpi, castori e cincillà. Nei prossimi mesi inizieranno
dunque le audizioni sulla proposta di legge. A sostegno della proposta di legge è intanto
iniziata una raccolta di firme che ha già avuto l'adesione di Catherine Spaak,
Licia Colò, Lea Massari, Maria De Filippi, Marco Columbro, Luciano Pavarotti, Stefania
Sandrelli, Margherita Hack, Marco Masini, Dalila Di Lazzaro, Maurizio Costanzo, Mino
Damato. Ora ci impegneremo per riuscire anche ad ottenere l'affidamento dei visoni
sopravvissuti poiché il nostro obiettivo resta quello di salvare questi animali da una
morte orribile, oltre che di ottenere la chiusura di tutti gli allevamenti di animali
"da pelliccia" in Italia, come hanno già fatto l'Austria e l'Olanda, mentre in
Gran Bretagna è in discussione un disegno di legge del Governo. Nel mondo gli allevamenti
da pelliccia sono passati da una produzione di 48 milioni di animali nel 1988 a 31 milioni
di animali nel 1997 ( 26,3 milioni di visoni, 4,5 di volpi) (Fonte: Oslo Fur Auction). In
Italia il fatturato della pellicceria è passato dai 4.490 miliardi del 1991 ai 3.923 del
1998; le aziende del settore sono 4.159 (- 30% rispetto alle 6.019 del 1991). Il dolore,
la morte e la sofferenza si nascondono dietro ogni pelliccia: i visoni di Castel di
Sangro, come tutti gli altri animali "da pelliccia", hanno come unico riparo la
tettoia di un capanno poiché devono essere esposti forzatamente al vento, al freddo e al
gelo per infoltire il manto, mentre d'estate patiscono il caldo e l'afa. Poi arriva la
morte: rottura delle ossa cervicali, sparo di un chiodo nel cervello seguito da
dissanguamento, camere a gas con anidride carbonica, asfissia, iniezioni letali o scariche
elettriche. Una singola pelle di visone viene venduta in Italia dall'allevatore al costo
di Lire 80.000 in alta stagione (autunno-inverno) o di Lire 40.000 in bassa stagione. A
questa cifra vanno eventualmente aggiunte l'IVA e L. 6/8.000 per la concia di ogni singola
pelle (una pelle di volpe vale molto di più secondo l'ISTAT: circa L. 120.000). Dunque un
allevamento medio di 2.000 visoni consente un guadagno minimo di 80-160 milioni di lire
l'anno. Le spese di gestione sono ridotte al minimo: non c'è assistenza veterinaria, il
cibo è economico, la struttura è quasi sempre spartana e composta di una semplice
tettoia. Il 90% degli allevatori italiani svolge altre professioni (come anche
l'allevatore di Castel di Sangro). Occorrono da 30 a 60 visoni per ottenere una sola
pelliccia di visone. Nel mondo gli allevamenti da pelliccia sono passati da una produzione
di 48 milioni di animali nel 1988 a 31 milioni di animali nel 1997 ( 26,3 milioni di
visoni, 4,5 di volpi) (Fonte: Oslo Fur Auction). Con questo blitz all'interno di un
allevamento di visoni, la PeTA lancia in Italia la campagna nazionale per la chiusura
degli allevamenti da pelliccia, come è già avvenuto in Austria ed in Olanda (per gli
allevamenti di volpi), mentre in Gran Bretagna è iniziata la discussione di un progetto
di legge del Governo sull'argomento. Obiettivo: l'approvazione della proposta di legge n.
60 presentata in Parlamento, per salvare la vita agli oltre 300.000 visoni, volpi, castori
e cincillà imprigionati, uccisi e scuoiati nei 65 allevamenti italiani. Hanno già
aderito: Catherine Spaak, Licia Colò, Lea Massari, Maria De Filippi, Marco Columbro,
Luciano Pavarotti, Stefania Sandrelli, Margherita Hack, Marco Masini, Dalila Di Lazzaro.
Gli ultimi dati ISTAT disponibili confermano la crisi del settore della pellicceria anche
in Italia: diminuiscono infatti gli allevamenti da pelliccia, le aziende, gli occupati ed
il fatturato. |
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