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PAUSA di Riflessione...    
    Home          Menù       Ventennio e Millennioavanti.gif (173 byte)               29.10.2003                           RIFLESSIONE


il Crocefisso di OFENA
di Enzo VITALE

                     Voglio esprimere il mio dissenso sulla vicenda del croficisso di Ofena e sul sig. Adel Smith.

Non entro nel merito della sentenza perchè non faccio il mestiere di giudice o magistrato, non avendo vinto alcun pubblico concorso (non ricordo bene chi usò questo terminologia infelice).
Non entro nel merito della sentenza perchè non faccio il mestiere di giudice o magistrato, non avendo vinto alcun pubblico concorso (non ricordo bene chi usò questo terminologia infelice).
Sono anni che si trascina questa vergognosa vicenda e nessuno ha pensato di mettere a tacere Smith denunziandolo per vilipendio alla religione cattolica (spero che esista ancor questo reato così come per il reato di turbamento di manifestazione religiosa).
Infatti il sig. Smith, che mi risulta si sia autoproclamato capo della comunità musulmanna in Italia, dichiarò senza per questo che qualcuno ravvisasse il reato di vilipendio, che quella statua di quell'orribile omino grondante sangue....impressionava e spaventava i suoi bambini.
Ma se questi bambini non si sono spaventati ed impressionati dalle mutilazioni previste dalla religione del sig. Smith, non comprendo come possa farlo una statua di piccole dimensioni, collocata come di consueto in posizione tale da essere vista solo da chi vuole e desidera vederla.
Il vero capo della Comunità Musulmana in Italia,  prese le distanze da Smith definendolo un individuo pervaso da voglia di protagonismo.
Credo che sia ancora questa la posizione dell'Iman, ma che la esprima nuovamente e con maggiore fermezza per favore.
Ho visitato moschee e luoghi di culto di altre religioni, sempre con profondo rispetto ed osservando le più elementari norme civiche, ma non ho mai criticato il credo di altre culture.
Il problema è questo: si tratta infatti di cultura e chi si rende estraeo a questa, venga ignorato come merita.
Troppo clamore ha ottenuto Smith come era nei suoi intendimenti.
Provate ad immaginare un italiano all'estero, che  in un momento di cieca follia, perchè di follia si tratta,  dissacrasse un'immagine di Maometto.
Ma non lo farebbe mai, perchè come detto è tutta una questione di cultura e di riconoscenza verso un Paese ospitante.

    Ciao !
Enzo Vitale

  Le vostre email:

Giovanni ROMANELLI: Salve amici di Alenapoli.net, questo è il mio primo intervento nella newsletter, ho deciso di scrivervi per esprimere il mio pensiero sulla discussione del "Crocifisso di Ofena".

Voglio premettere che sono nato con un educazione cristiana, ho frequentato scuole elementare in un istituto delle suore, ho frequentato l'oratorio con annesse attività fino all'età di 20 oltre ad aver fatto un pò di trafila negli scout Agesci, gruppo da sempre nell'orbita religiosa.

La problematica di cui parliamo è complessa soprattutto se ci guardiamo indietro nella storia e nella nostra cultura.
Smith, il fantomatico presidente dell'Unione Mussulmani d'Italia, ha avuto il merito di sollevare un polverone di polemiche anche se usando un metodo alquanto insolito e inutile.
La nostra democrazia occidentale che tanto ostenta simboli di rispetto reciproco, amore e solidarietà in questo caso ha mostrato tutto i suoi limiti. Ho sentito varie discussioni di prelati e uomini di cultura, era bello aspettarsi parole di solidarietà o amore, invece proprio loro hanno alzato il tono della polemica con frasi che mi hanno fatto riflettere. Sembra quesi che ci si avvii a una guerra di religione, magari un'avanzata dei mussulmani ai danni della ns religione.
Questi discorsi rimarcano i problemi sociali degli immigrati, alzano la soglia del razzismo cosa che la la nostra religione dovrebbe evitare di fare.
La polemica del crocifisso solo in Italia poteva scoppiare, tutto il caos è stato creato da una legge fascista che ancora oggi è viva nella nostra costituzione. Basta guardare ad altri stati dell'Europa in cui la fede cristiana non è messa in discussione da nessun'altra religione, mi riferisco a Spagna, Francia e Germania . Questi paesi sono esempi emblematici, in cui la vista statale è simbolo di laicità, ben differeenziata dalla vita religiosa. Perchè in Italia non si riesce a fare questa distinzione basilare? Perchè uno stato dichiarato laico non rispetta i principi della laicità? La laicità è un pilastro per costruire una vera democrazia, vanno rispettate le culture e le religioni degli altri anche se diverse dalle nostre. Altrimenti non viviamo inn democrazia, ma in uno stato gestito da "burattinai" che dall'alto segnano le linee guida da seguire nel paese.
Purtroppo ci troviamo di fronte ad un governo, sospinto dalla volontà popolare, che vuole imporre quote per gli immigrati, equiparandoli a merce. Questi sono errori storici che puntualmente commettiamo.
Personalmente sono stato testimone oculare di una situazione alquanto scomoda accaduta a Milano, alla base di tutto c'è una forma di razzismo e mancanza di rispetto per le culture straaniere. In piazza Duomo si erano riuniti un centinaio di Curdi, popolo da sempre maltrattato, per festeggiare il loro capodanno (non coincide col nostro). Formano un cerchio ballano e cantano e accendono un piccolo fuoco e girano intorno con tanto di bandiere del loro popolo. La polizia ben pensa di caricare per disperderli per poi spegnere il fuoco (2 cartoni bruciati). Sfido chiunque a frequentare piazza Duomo a Milano, dove ogni occasione è buona per creare l'evento. Concerti, maxi schermo..... tutto è permesso, ma un rito di un popolo straniero è illegale.......

Come è possibile giustificare la presenza del crocifisso con la mancanza dei dirtitti umani in alcuni paesi mussulmani? E' come dire tu sbagli e di conseguenza sbaglio anche io. Ci rendiamo conto? La nostra religione come atto spirituale dovrebbe essere superiore a determinate polemiche, invece puntualmente cade nello sbaglio.
Voglio ricordare che il Papa Giovanni Paolo II nel giubileo del 2000 ha chiesto perdono all'umanità per tutti gli "errori" commessi dalla religione cristiana, quindi come diceva Gesù "Chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Il crocifisso nelle scuole non dovrebbe esserci, oramai l'Italia è un paese multiraziale e ogni culto va rispettato, ognuno deve avere vari diritti. Invece l'esposizione del crocifisso mette in discussioone questi punti.

Quindi per risolvere il problema del crocifisso dobbiamo prima porci queste domande.

L'Italia è uno stato laico e indipendente politicamente?

Noi popolo italiano fino a che punto siamo favorevoli ad un'integrazione raziale e sociale nei confronti degli immigrati?

Dal regime fascista ad oggi di quanto è diminuito il tasso di razzismo nella nostra cultura?

Siamo aperti mentalmente a rinnovamenti sociali?

Aspetto vostre risposte alle mie domande........

Un saluto da Giovanni

Redazione di ALENAPOLI.Net

       

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