|
PAUSA di Riflessione... | |||
| Home
Menù
|
||||
|
||||
Salve,
questo non è un articolo ma unintroduzione, io preferirei chiamarla una lettera aperta a tutte quelle persone a cui è capitato, o a cui capita continuamente, di svegliarsi con una sensazione di disagio, di iniziare la giornata pensando con angoscia alla routine che li aspetta, o per chi è ad un punto di svolta e si chiede: chi sono? Cosa sto facendo?Dove sto andando? o chi si sente di essere alla ricerca di un non meglio definito QUALCOSA.
La parola dordine in questi casi è: CAMBIAMENTO!
Quello interiore, quello necessario per rispondere ad unesigenza profonda di ricerca, di fiducia in se stessi, di crescita, di scoperta della nostra personalità.
Per ritrovare lenergia che sentiamo di aver perduto, o per fissarci dei nuovi obiettivi da raggiungere o semplicemente per ritrovare la serenità, stato danimo che per eccellenza ci fa sentire bene, ma per provarlo abbiamo bisogno di ristabilire una sorta di pace con noi stessi. Come?
Concediamoci del tempo
per riflettere, per guardare dentro di noi, smettiamola di maltrattarci per rispondere a
dei cliché dettati dalla società ma che non ci appartengono; impariamo a
sentire il nostro corpo, il nostro cuore, la nostra psiche e con coraggio e un
po di sano egoismo realizziamo i nostri desideri.
Affinché un giorno potremmo dire: SONO QUELLO CHE SONO! e non avrei
voluto essere
avrei voluto fare
ma
, non cè ma che tenga, è
tempo di darsi da fare, dobbiamo diventare i costruttori della nostra vita. Questa è la
molla che fa scattare gli articoli della prossima serie, dedicata ad un immaginario
percorso alla riscoperta o alla scoperta di se stessi!
Benvenuti in un nuovo viaggio!
Dott.ssa Monica Marini
![]()
Positive thinking: " Il pensiero positivo"
Eccoci qui con un nuovo argomento il pensiero
positivo, ora per favore abbandonate il pregiudizio che dice che gli ottimisti
vivono perennemente con gli occhiali rosa sul naso. L ottimismo, quello vero,
consiste nella capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà ma di vederle come
momenti di crescita personale assumendo così un punto di vista più distaccato che
consente di cogliere le diverse opportunità e di dare il meglio di se.
Io trovo che sia difficile, soprattutto in questo momento storico, essere ottimisti
piuttosto che pessimisti, perché vedere il mondo attraverso la lente della realtà
conduce spesso a valutazioni negative ma, come al solito, dobbiamo considerare che il
nostro modo di essere è dato sia da un risultato fisiologico che da uno culturale. E già
perché socialmente noi associamo il pessimismo, come pure il realismo, alla saggezza
mentre lottimismo allingenuità.
Anche la psicologia fino a poco tempo fa tendeva ad attenuare linfelicità mentre ora cè un nuovo orientamento che cerca di accrescere la felicità. Come fa notare Martin Seligman, il padre della psicologia positiva «...ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare, quanto possiamo avere di favorevole in noi (la spiritualità come lottimismo, linteresse come liniziativa) e a fare leva su tali caratteristiche». Il fine? Esattamente quello che ci siamo posti con questa serie di articoli: stare, per quanto possibile, ancora meglio nella psiche come nel corpo.
Si, anche nel corpo. Le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che i pensieri positivi riescono a limitare la secrezione degli ormoni da stress, come il cortisolo, e a stimolare la produzione di betaendorfine, gli analgesici naturali dellorganismo che stimolano il piacere e riducono il dolore. Altri studi hanno riscontrato un aumento della quantità di un anticorpo, sIgA in sigla, che protegge contro le infezioni delle vie respiratorie. Tutto questo non fa che confermare quello che tutti possiamo verificare: chi è ottimista, ha un sistema immunitario più efficace, quindi è maggiormente protetto dalle malattie e addirittura raddoppia i livelli di sopravvivenza (dimostrato da una ricerca dellUniversità di Texas-Galveston in America) ma non solo, riesce anche a superare più brillantemente le prove della vita. In altre parole, chi tende a focalizzarsi sul positivo, anziché sul negativo, sta meglio con se stesso e con gli altri.
Certo non si parla solo di ottimismo ma anche di altre predisposizioni danimo come la speranza (che fa si che le persone che ne sono persuase mettano in atto dei comportamenti che portano sempre ad un risultato positivo), lautostima (di cui ampiamente parlato), lestroversione, il senso dell umorismo, la capacità di autoanalisi ecc
A questo punto penserete, ma cè qualcuno che possiede tutte queste doti? E chi è introverso, pessimista, e non molto simpatico cosa fa? E senza speranza? No, una caratteristica di questo orientamento psicologico è proprio quello che Seligman chiama "l'ottimismo acquisito", sostenendo che chiunque può ritrovare il meglio di sé, dal punto di vista emotivo, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare. In altre parole la gioia di vivere, la speranza, lottimismo si possono imparare e noi lo faremo insieme.
Pensare in modo
costruttivo
Prima di vedere come si diventa ottimisti vorrei parlarvi un po meglio di Seligman e
della psicologia positivista, così da darvi un quadro più ampio da cui partire per
diventare più ottimisti.
Seligman è docente di Psicologia all'Università della Pennsylvania e oltre ad essere
lautore di diversi best-seller e stato eletto nel 1997 presidente dellApa,
lassociazione che raccoglie al suo interno oltre 155mila psicologi. Partendo dalla
psicologia cognitivista e dalle ricerche svolte sull ottimismo
acquisito, Seligman sostiene che chiunque può ritrovare il meglio di sé, dal punto
di vista emotivo, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze
positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare.
In america, la scuola positivista è largamente dominante rispetto alle altre scuole di pensiero anche perché, secondo me, essendo partiti da un punto di vista opposto rispetto alle altre hanno raggiunto maggiori consensi : dagli infelici sono passati a studiare i soddisfatti, gli ottimisti, gli individui di talento. " È giunto il tempo che la scienza comprenda le emozioni positive, dia un fondamento alla forza e alla virtù, e fornisca utili indicazioni per realizzare quella che Aristotele definiva la "buona vita" ( Seligman - Authentic Happiness- ) e continua dicendo che la psicologia non è "solo una branca della medicina", ma è una scienza che può e deve fornire un "paradigma di civiltà".
Laltra mossa
intelligente, sempre secondo il mio modesto parere, è che la Positive Psychology si
muove affiancando le ricerche che negli ultimi anni si stanno facendo sul cervello
attraverso tecniche non invasive, per cercare di verificare cosa succede in esso nel
momento stesso in cui proviamo determinati sentimenti, per trovare la risposta
allinterrogativo più comune: come è fatta la nostra mente e cosa determina le
nostre reazioni agli eventi esterni? Cosa ci rende felici e cosa ci rende felici?
Si è cercata, infatti, una base genetica alla felicità e dallUniversità del
Minnesota ci arriva la risposta che essa ha una base stabile innata (sarà davvero
così?).
Dalle neuroscienze arriva linformazione che il nostro umore è dato dalla quantità
di dopamina, serotonina (diventata famosa negli ultimi anni come pillola della felicità)
o endorfine. Ma crediamo davvero che un farmaco possa risolverci tutti i problemi e
trasformarci in uomini felici, ottimisti, sereni? Io credo fermamente che bisogna
lavorare per ottenere qualsiasi cosa, figuriamoci per diventare felici!!!
E allora al lavoro ecco qui come iniziare la nostra opera!
FARE -
Smettete di pensare a quello potreste o vorreste fare ma fatelo; non aspettate rimuginando
sui pensieri negativi di quello che potrebbe ipoteticamente accadere, siate fiduciosi,
sarete sicuramente in grado di controllare gli eventi, e comunque anche in caso di
avversità troverete delle alternative, delle strade traverse per raggiungere comunque il
vostro obiettivo, e poi è meglio dire ho provato ma non ci sono riuscito piuttosto che
avrei potuto farlo ma
RIDIMENSIONARE - Tutti noi facciamo degli errori, limportante è saper
imparare da questi e andare avanti, senza caricarli di valenze eccessivamente negative. I
veri ottimisti li commettono come tutti gli altri, la differenza sta nel fatto che, dopo
averli superati, guardano oltre. E anche possibile che qualcuno di noi
sbagli sempre nello stesso campo, che so i sentimenti piuttosto
che gli affari, ma non per questo bisogna mettersi nellordine delle idee di avere
fallito nella vita, molto semplicemente potremmo ammettere che in quel determinato settore
abbiamo delle difficoltà ma che in altri 9999 siamo in gamba.
Come ci fa notare il prof. Gian Vittorio Caprara, ordinario di Psicologia della personalità all Università La Sapienza di Roma, Pessimismo od ottimismo non rappresentano una disposizione innata, ma un modo di confrontarsi con la realtà, che viene assimilato nel corso della propria esperienza, sino ad influire significativamente sulla direzione che essa può prendere. Tutto ciò ci porta a concludere che essendo appresi detti comportamenti possono essere modificati, ed è quello che noi stiamo cercando di fare.
Nellarticolo abbiamo parlato dellagire e del ridimensionare le esperienze negative, ora vediamo altri tre modi di fare:
ESTREMIZZARE
- Se state leggendo questo articolo vuol dire o che tanto ottimisti non siete oppure che
siete delle persone positive che si stanno ritrovando nel quadro che sto descrivendo. Se
rientrate nel primo caso, molto probabilmente il vostro risveglio mattutino non sarà
proprio allinsegna della gioia di vivere, penserete a tutto quello che dovete fare
durante la giornata e al tempo che butterete via durante lora passata nel traffico,
al parcheggio che non si trova, oppure allascensore che non funziona, alla
discussione che dovete fare con vostro figlio/a o con vostro marito/moglie o fidanzata/o o
convivente (spero di aver messo tutte le varianti). Bene, pensate al peggio, cioè
estremizzate il tutto, visualizzate quello che di più negativo potrebbe accadervi,
avvertite la vostra ansia, langoscia, la ricerca di una soluzione che non
cè
fatto?
Ora tornate alla realtà, pensate agli impegni della giornata che avete davanti, non
sembrano bazzecole rispetto alle tragedie immaginate poco fa? OK, ora siete
pronti ad uscire di casa, non vi sentite più ottimisti?Sono sicura di si!
VEDERE - Vedete tutto nero? Per voi il mezzo bicchiere è sempre vuoto? Imparate
a cambiare la vostra prospettiva, ad essere flessibili nel modo di vedere le cose.
Lottimista in una situazione critica a tutto tondo, si concentra sul micro, cioè su
quelle piccole, minuscole facezie che gli danno gioia e che gli consentono di
respirare. In questo modo si ricaricano di energia e affrontano le difficoltà
con maggiore grinta rispetto a chi vede solo la crisi e si ottenebra il cervello non
riuscendo più a vedere la via duscita alternativa. Oppure, al contrario, di fronte
a degli ostacoli riesce a vedere in toto la sua vita ricavandone un quadro generale
positivo, riuscendo così ad andare avanti per la sua strada senza lasciarsi frenare dalle
avversità.
PARLARE - Ne abbiamo già parlato, ma mi sembra utile riproporvelo, della
connessione tra il cervello, il pensiero e il linguaggio. Se utilizziamo un vocabolario
prettamente incentrato su pensieri negativi questi influenzeranno il nostro stato
danimo e di conseguenza il nostro cervello.
Allora eliminiamo dalla nostra conversazione frasi del tipo non riuscirò mai a
farcela oppure è troppo difficile per me realizzarlo e trasformiamole
in ce la farò riuscirò a realizzarlo. Il pensare
male ci fa percepire come peggiore la situazione che si sta vivendo e non ci
fa tenere conto delle nostre possibilità, delle nostre capacità, in questo modo diamo la
possibilità al nostro pensiero negativo di avverarsi. Gli ottimisti affrontano la vita
con la filosofia del posso farcela e utilizzano tutte le loro armi
affinché si realizzino i loro desideri.
Bene ora conoscete tutto quello che vi serve per cominciare il vostro allenamento mentale che vi porterà a diventare dei veri ottimisti e quindi a vivere più a lungo e circondati da persone sorridenti che vi apprezzano.
Eh già perché lottimismo è contagioso e farà ammalare le persone che vi circondano!
Vi lascio con una frase di Martin Seligman, ...ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare, quanto possiamo avere di favorevole in noi (la spiritualità come lottimismo, linteresse come liniziativa) e a fare leva su tali caratteristiche.
Allora .datevi da fare e .BUON LAVORO!
| Monica MARINI | |
PORTALE
d'Informazione, Cultura, Sport e Spettacolo per i Giovani e la Famiglia |