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PAUSA di Riflessione...           
  Home     Menù    Gli amministratori...   Perchè sono andato...avanti.gif (173 byte)   12.09.2002   RIFLESSIONE POLITICA


GUERRA o PACE
di Vincenzo VITALE

Vogliono bombardare L'IRAQ... FERMIAMOLI !!! NO, ALLA TERZA GUERRA NEL GOLFO !!! NO ALLA LOBBY DELLE ARMI !!!

 

Le Twin Towers

    Il mondo intero si è stretto ieri intorno all’America per ricordare le vittime delle Twin Towers, manifestando solidarietà al popolo americano.

The Washington Post, Stati Uniti  Editoriale: A Day Like Any Other

Le Torri Gemelle dopo il loro crollo...

Le immagini, le testimonianze  di quel giorno terribile che nessuno potrà mai dimenticare, ci sono state riproposte come monito, per non dimenticare, per evitare che venga abbassato il livello di guardia verso nemici sleali ed invisibili.

Inutile dire che gli spazi pubblicitari sono andati a ruba, il business è sempre il business.
Con commozione ho seguito le commemorazioni nel mentre mi chiedevo come mai le vittime degli atti di terrorismo in Israele ed in Palestina non avessero scosso lo stesso mondo con pari intensità.
Come se la solidarietà, che per sua natura deve essere sempre spontanea e sincera, fosse stata anch’essa inquinata e condizionata da fattori discriminanti. 

Si può inquinare impunemente l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, la terra che ci sfama (non tutti) evitando di sottoscrivere il trattato di Kyoto, boicottando il vertice di Johannesburg, in nome del dio petrolio, ma non sarà mai possibile inquinare i sentimenti umani, la solidarietà, il desiderio di pace e fratellanza, se questi sono sinceri e spontanei e non manifestazioni estemporanee dettate da convenienze politiche e perché no, economiche.
Personalmente temo quei politici che pur di compiacere il condottiero di una Nazione che io continuo a ritenere amica, con arroganza e presunzione si dicono pronti a sostenere l’aggressione da tempo programmata contro il popolo iracheno.
L’America, nazione guerriera, così definita da Gordon Poole nel suo ultimo libro è nostra amica, nostra alleata., ma non per questo ci dobbiamo sentire obbligati ad assecondarla nelle sue decisioni scellerate ed unilaterali, e nemmeno dobbiamo emularla, come alcuni politici oggi al potere intendono fare, nella speranza di brillare di luce riflessa.
Che il dittatore iracheno (ma quanti dittatori si nascondono dietro una ingannevole maschera sorridente) possa disporre di armi chimiche e nucleari sarà anche vero, ma non comprendo perché non si imponga il “disarmo” alla CINA, all’India, al Pakistan, alla Russia, ed alla stessa America, dove è attiva la produzione di antrace, di armi chimiche e nucleari, dove si riciclano le scorie dell’uranio riversandolo con micidiali bombe su popolazioni indifese.

Sono stati da tempo stanziati ben oltre 50 miliardi di dollari per gli armamenti in previsione di questa guerra, in parte mascherati come stanziamenti per fronteggiare il terrorismo.
I colossi dell’industria bellica lavorano a pieno ritmo; sono cifre da capogiro da spartire fra imprenditori, affaristi, mercanti di morte e politici, in un grande banchetto all’uopo allestito e dove credo siano stati invitati anche altri personaggi europei, pronti a raccogliere, scodinzolando, qualche boccone lanciato dal grande capotavola di questo funebre, squallido  e funesto banchetto.

Se la solidarietà, quella vera, se un sincero desiderio di fratellanza, di pace, dovessero come per incanto prevalere sui sentimenti di odio, di cieca vendetta, di guerra, sarebbe però una catastrofe economica, il tracollo di quanti hanno investito capitali nelle industrie di morte, la fine degli speculatori e dei giocatori d’azzardo che hanno scommesso sulla sorte del dittatore, così come avevano scommesso sulla sorte di Bin Laden.

Pensate all’imbarazzo di Blair e degli altri nostrani compagni di merenda in compagnia di uno showman dotato di eccezionali capacità di comunicazione, che a questo punto non saprebbero più come ricambiare l’amicizia con L’America.
Ma i mercanti di morte possono però stare tranquilli, almeno fino al giorno del Giudizio.
Con la loro abilità, pari alla loro avidità riusciranno a convincerci dell’assurdo teorema: la guerra è necessaria per assicurare la pace; come dire la morte è necessaria per assicurare la vita (ma questo sarà vero per gli animali della jungla).
L’Europa, sempre timida e sottomessa, forse perché annebbiata e soffocata dai rigurgiti di un neo-fascismo in maschera, accenna vagamente qualche tentativo di mediazione, di pacificazione, dichiarandosi però disponibile a sostenere qualsiasi decisione purchè assunta dall’Onu.

Chissà che non ci scappi qualche nomination per il premio Nobel per la Pace; dico questo perché il mese scorso qualcuno dei fedelissimi seguaci del nostro condottiero ha avuto l’ardire, l’arroganza di farsi promotore di iniziative di sostegno per proporre il nostro premier  per il premio Nobel per la Pace per l’opera di mediazione svolta durante il famigerato assedio del convento della Natività a Betlemme.

Noi, presuntuosi occidentali,  stentiamo a comprendere che il popolo islamico è caratterizzato da una grande dignità; la nostra diversità culturale ci impedisce la comprensione di questo valore: la dignità, il sacrosanto desiderio di non subire umiliazioni.
Inutile continuare a parlarne, il petrolio è dietro l’angolo ma  è nero come le tenebre; vale comunque la pena di investire 50 miliardi di dollari, saranno spesi bene e ritorneranno alle casse sotto forma di fiumi di petrolio, anche se misto a sangue.

   Pensateci, è un’operazione facile facile:

1)     l’America dopo la tragedia dell’11 settembre si è preparata a dovere per sventare ritorsioni terroristiche;

2)     lo scenario di guerra sarà tanto lontano dall’America ma tanto vicino all’Europa;

3)     gli effetti della guerra, le radiazioni nucleari, le nubi tossiche interesseranno pertanto solo le popolazioni dell'area mediterranea;

4)     il campo di battaglia, prevalentemente già desertico  offfre poche difese naturali, per cui non sarà quindi necessario utilizzare le stesse ARMI CHIMICHE usate senza parsimonia e senza pietà in VIETNAM, ancora oggi ridotto come un deserto (grazie al napalm ed ai defoglianti). 



 Bush, il condottiero di questo millennio, aspetta solo il consenso (ed il coivolgimento) dei paesi arabi a lui asserviti e della grande ma piccola Europa che già scodinzola, senza dignità, come un fedele cagnolino in attesa di qualche bocconcino che questa volta, a mio parere, sarà molto amaro perché, è bene ricordarlo, la dignità di un popolo, di una nazione, non si compra, non si vende, ma si difende anche con i denti.
Anche il presidente russo Vladimir Putin, emula Bush: ottenuto il consenso degli americani in cambio del suo appoggio all'operazione militare in Iraq, ha informato oggi i leader mondiali di un possibile attacco russo alla Georgia, accusando il governo georgiano di non intraprendere azioni concrete per "distruggere i terroristi ceceni che dalla Georgia continuano a compiere incursioni a danno della Russia".
Il popolo iracheno, affamato dall'embargo che continua a mietere impietosamente vittime fra i civili si sente oltraggiato, minacciato, umiliato.

Proprio in forza della Dignità, che è un bene inalienabile per tutti gli uomini, senza distinzione di razza o di religione, l'Iraq si dichiara pronta a difendersi da un proditorio attacco miltare voluto dagli States che, solo ora, a distanza di oltre 10 anni sono determinati a porre fine alla dittatura di Saddam Hussein.
Potevano farlo allora, "a caldo", ma per motivi che non riesco a spiegarmi gli americani si fermarono a pochi chilometri da Bagdad.
Il trattato di resa che prevedeva periodiche visite ispettive dell'Onu non è stato rispettato nei termini perentori imposti, è vero, ma ancora una volta, per "destituire" un solo uomo, un despota, un tiranno, come definito in occidente, si mobiita una gigantesca macchina da guerra pronta a schiacciare senza pietà sotto il peso di armi convenzionali (convenzionali solo a parole) inermi innocenti civili.
Non hanno esistato a farlo in casa nostra dove per sconfiggere le armate nazi-fasciste in ritirata, oscuravano il cielo con le loro "fortezze volanti" e micidiali bombardieri massacrando la popolazione civile; lo hanno fatto in Vietnam incenerendo villaggi interi con donne, vecchi e bambini; lo hanno fatto in Afganistan per "catturare" Bin Laden ed i suoi seguaci.

Le chiamano "azioni mirate" proprio come ha ormai imparato a dire anche Sharon.
Il vero scopo di questa guerra annunciata da tempo, oltre ai noti interessi economici,   è il controllo del territorio per meglio "vigilare" sull'Iran, il prossimo obiettivo.
Si tratta solo solo di "procurarsi" qualche terrorista "confezionato" su misura, il resto verrà da se. Gli alleati si troveranno sempre, sono a portata di mano e sempre scodinzolanti.
Convincere l'Europa non sarà difficile, ci penserà la 51a stella della bandiera a strisce, Tony Blair il quale non sembra rassegnarsi o non vuole convincersi che l'Inghilterra ....si trova in Europa.
Il nostro Cavaliere, sempre sorridendo, continuerà a promettere e dichiarare che l'Italia farà la sua parte, salvo poi a non sorridere più quando l'Italia, ormai libera dalle influenze nefaste di irriducibili girotondisti, pacifisti, ecologisti etc.,  insomma di tutti i  nostalgici della democrazia che si tenta di ridurre all'impotenza, più che fare la sua parte, avrà la sua parte di vittime innocenti.               

Le scuse

Guerra o pace? Ritornando ai “fatti” (o misfatti) di casa nostra, alla nostra politica estera ed economica, ma così economica che la definirei più propriamente politica estera spicciola; il nostro ministro ad interim manifesta la sua felicità con raggianti sorrisi (complimenti all’equipe della sala trucco) per il fatto di essere stato invitato a Camp David per decidere della Guerra o della Pace, della nostra sorte, rassicurando però doverosamente gli irriducibili diffidenti dichiarando che qualsiasi nostra (sua) decisione sarà assunta a maggioranza in ambito parlamentare (bella forza!).

Ha poi il coraggio di accusare i rappresentanti dei nostri partiti democratici di mettersi a disposizione, come attori,  del regista Nanni Moretti per la manifestazione del 14 settembre a Roma, nel mentre lui, stanco del ruolo di comparsa, vuole a tutti i costi esordire come attore sotto l’abile regia di Bush.
Il nostro vice-premier, sempre in nome e per conto del popolo italiano, oggi chiede scusa ad Israele per le atrocità commesse dai fascisti come conseguenza delle leggi razziali promulgate da Mussolini nel lontano 1938. Ha'aretz,Israele

Chi gli ha conferito il diritto di esprimere queste scuse a nome degli Italiani? Come se tutti gli Italiani fossero stati fascisti!
Sarebbe stato più onesto chiedere scusa a nome di quanti, anacronisticamente ancora oggi si sentono e si comportano da fascisti.

Sarebbe stato ancora più onesto e leale se avesse ricordato che solo con le lotte degli antifascisti fu possibile restituire dignità al popolo ebreo, vittima dell’olocausto.
Sarebbe stato ancora più onesto e leale se avesse ricordato con fermezza che oggi, proprio le vittime di quella immane tragedia non possono, non devono emulare i loro carnefici, distruggendo e mortificando l’inerme popolo palestinese che non va identificato come terrorista, ma difende solo la sua DIGNITA’ con i sassi contro le panzer-division degli israeliani.

I veri terroristi sono quelli che alla domanda “Guerra o Pace” rispondono Guerra e che, guarda caso, ogni qualvolta si tenta di instaurare un dialogo di pace, commettono atti criminali offrendo a Sharon le attenuanti per portare a termine atroci indiscriminate vendette: la guerra per garantire la pace, la morte per garantire la vita.
Salvo poi a chiedere scusa per i civili palestinesi assassinati nel sonno nel corso di “normali” operazioni antiterroristiche di polizia.

Anche l’America, se ricordate, chiese scusa per i civili in Afghanistan vittime di un’incursione aerea: ambulanze bombardate, cerimonie nuziali finite nel sangue.

Però, quanta educazione, questa sì che è cultura!

Ed io che mi chiedevo “Guerra o Pace?”; sono mortificato, a questo punto anch’io sento il dovere di chiedere scusa per il mio pensiero, per le mie idee, gli altri chiedano però perdono a Dio!

 Vincenzo Vitale

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