17 settembre 2002 SULCIS Pagina 20
  
Accampati al Quirinale per ottenere la pensione del maresciallo Diana
 
Davanti al Quirinale, accampati con camper e autoambulanza. Per farsi ricevere dal presidente della Repubblica. Saranno i rappresentanti della Cgil regionale, del sindacato dei Pensionati e il sindaco di Villamassargia ad accompagnare a Roma la prossima settimana Marco Diana per questa forma di protesta estrema. C’è da risolvere una situazione che promette di diventare un caso nazionale: l’ex maresciallo dell’Esercito sta morendo di cancro a 33 anni, dopo aver rappresentato l’Italia nelle missioni di pace della Nato in Somalia. Il tumore prima gli era stato riconosciuto come causa di servizio da una commissione medica militare, per le sostanze con cui era entrato in contatto nelle sue funzioni di esperto in missilistica. Poi la pensione di invalidità, l’equo indennizzo e il risarcimento danni gli sono stati negati da una commissione del Ministero delle Finanze, che - procedura d’ufficio - ha chiesto al giovane di Villamassargia la restituzione dell’acconto sulla pensione concesso (e incassato) in attesa della definizione della causa. «Su questa faccenda c’è un assurdo silenzio», tuona Sergio Usai della Cgil. «Basterebbero dieci minuti in meno di parate e di esibizioni delle frecce tricolori per risolvere la situazione di tanti giovani ammalati sotto le armi. E bisogna parlarne oggi, alla vigilia di una nuova guerra, a fianco degli Usa contro Saddam Hussein». Falco Accame, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime delle Forze armate, sostiene che per l’uranio impoverito si dovrebbe applicare la legge sull’amianto: «Non ci sono certezze, ma è molto probabile che provochi il cancro». (p.c.)

Inserisci il commento

Preghiamo i nostri lettori di firmare i commenti indicando
nome, cognome e indirizzo di posta elettronica.
Possiamo - su richiesta - omettere le generalità di chi scrive.
La segretezza dei dati è comunque tutelata a norma di legge.
La redazione non pubblicherà commenti anonimi.