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PAUSA di Riflessione...      
  Home     Menù    Le privatizzazioni...   ...in tema di Sanitàavanti.gif (173 byte)   25.02.2003      POLITICA INTERNA...ZIONALE


Cose dell'altro mondo
di Vincenzo VITALE

ALENAPOLI.Net invita i suoi lettori ad esporre le proprie bandiere della PACE dai balconi d'Italia e del Mondo ! GRAZIE !!! - Cliccate quà per conoscere i "Perchè si fa una guerra?": I retroscena dell'attacco americano all'IRAQ nel 1991 tratto da una lezione del corso di "Modelllistica e Gestione delle Risorse Naturali 1", Politecnico di Milano

L'arroganza, la prepotenza, la presunzione, l’odio, il consumismo più sfrenato, il desiderio di sembrare più che di essere, dilagano facendosi breccia nelle nostre piccole miserie umane, nelle nostre debolezze.

L’occhio del grande fratello ci ipnotizza, ci sorveglia, ci condiziona, ci da i consigli per gli acquisti fra una notizia distorta e una strumentalizzata. La trovata più geniale, ma di altrettanto dubbio gusto, è stata quella di inventarsi un TG spettacolo, una vera farsa, quasi una "sceneggiata" dove in Mala Fede e con assoluta mancanza di etica, vengono criticati e ridicolizzati non solo esponenti del mondo politico e sindacale rappresentanti dei lavoratori, ma anche civili manifestazioni di protesta, dedicando invece ampi spazi alla "voce del padrone" ed ai suoi compagni, di cui vengono tessuti i più servili elogi. In India, gli uomini incantano i serpenti, qui da noi, le cose vanno diversamente. Cose dell’altro mondo.

Foto: CURDI in FUGA - ALENAPOLI.Net invita i suoi lettori ad esporre le proprie bandiere della PACE dai balconi d'Italia e del Mondo ! GRAZIE !!! - Cliccate quà per conoscere i "Perchè si fa una guerra?": I retroscena dell'attacco americano all'IRAQ nel 1991 tratto da una lezione del corso di "Modelllistica e Gestione delle Risorse Naturali 1", Politecnico di Milano Non parliamo poi dello spot sociale, dove dopo infiniti <grazie, grazie> ci invitano ad aumentare i nostri consumi a vantaggio dell’economia nazionale ed a svantaggio della nostra economia familiare, già alle corde per gli aumenti e le speculazioni introdotti con l’avvento dell’Euro, con il benevole tacito consenso di chi dovrebbe tutelare gli interessi legittimi dei consumatori, cioè degli elettori di questo governo. Governo che, ad ogni occasione, per legittimare comportamenti non condivisibili dalla maggioranza degli italiani, con orgoglio e presunzione tiene a ricordare (suona più come un monito) di essere stato eletto dal popolo e che quindi, rappresenta la volontà del popolo. Governo che, per giustificare scelte scellerate, ama farsi scudo dello spettro del terrorismo, quasi evocandolo, conducendo una campagna di terrorismo psicologico con tutti i mezzi di cui dispone.

Ma il procurato allarme non è un reato perseguibile? Se così fosse, no problem, basta cambiare le leggi e voilà, il gioco è fatto. Tralasciando per un attimo le piccolezze, le miserie, le meschinità umane, il tema dominante di oggi è la guerra ad ogni costo, senza se e senza ma. La grande abbuffata è pronta. Come sciacalli affamati, tutti i paesi della "coalizione"  guardano con estremo interesse al business della ricostruzione, un vero toccasana per l'economia; già accampano pretese sulla spartizione dei pozzi petroliferi. Una rapina, un atto di pirateria di cui potremo diventare complici.  

Sarebbe davvero un peccato restarne fuori. Resta il problema di come ingannare l'opinione pubblica per giustificare quella che sarebbe un crimine, una vile aggressione verso un paese reso inerme, non solo dall'embargo che dura da oltre dieci anni, ma anche dalle imposizioni di disarmo totale, per rendere più facile il "lavoro" di questa mostruosa macchina bellica alla cui guida siedono 2 piloti senza scrupoli, mentre un terzo  vuole salire a tutti i costi, ritenendo di essere stato delegato anche per questo dal popolo. Questa sì che è democrazia; un vero paese democratico ripudia la violenza; oggi qualche esponente politico della nostrana coalizione, riferendosi alle azioni di disturbo dei disobbiedienti che ostacolavano il transito di treni che trasportavano armi e munizioni americane sul nostro territorio, ha dichiarato che non saranno tollerate ulteriori azioni di violenza. Come se la guerra non fosse un'azione di violenza. Che ipocrisia, cose dell'altro mondo.

Il popolo si è già espresso il 15 febbraio (un popolo di milioni di pacifisti, poche centinaia di migliaia di persone semplicemente impaurite dalla guerra, a detta dei guerrafondai), un popolo che vuole la Pace ad ogni costo, senza se e senza ma. Quindi, almeno per coerenza, che sia rispettata la sua volontà espressa il 15 febbraio.

Che intorno a questa volontà, intorno a milioni di bandiere della pace tanto temute dai nostri democratici rappresentanti del popolo, si costruisca una volta per tutte l’unità certa delle forze politiche, che oggi sono state ridotte in minoranza dalla nostra volubilità, dalla nostra protesta manifestata nel peggiore dei modi, cioè (lasciatemelo dire) all’italiana, pensando….< vediamo cosa succede…., proviamo…, è ora di cambiare…>.

Abbiamo visto cosa è successo e cosa sta succedendo, abbiamo provato, abbiamo cambiato, ma, cosa inaudita, cosa dell’altro mondo, corriamo anche il rischio di essere trascinati in un'altra guerra.

Complimenti e grazie, i nostri figli non dimenticheranno, così come noi non abbiamo dimenticato la tragedia dell’ultima guerra mondiale.

             Enzo Vitale        

La redazione consiglia la visione del film "Finchè c'è guerra c'è speranza" del grande Alberto Sordi, oggi scomparso dalla scena. http://www.albertosordii.altervista.org/finche.htm

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sondaggio promosso dall'Unione Europea

Informazione corretta sui costi di una guerra? 
In merito al falso documento che gira in rete sui costi di una guerra, il prof. Soncini
Sessa del Politecnico di Milano, risponde alla richiesta di Emergency di dare i conteggi esatti.
http://www.elet.polimi.it/upload/soncini/Emergency.htm
Ad esempio il costo delle operazioni militari di Desert Storm,  citato erroneamente in 40 miliardi di dollari, in realta' e' stato di 61 miliardi.


Dario Fo & Franca Rame News

Il C@C@O della domenica

(per commentare questa news http://www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=1691)

23 febbraio 2003
Perche' e' cosi' difficile capire che non vogliamo nessuna guerra?

Francesco Merlo, giornalista del Corriere della Sera, ha attaccato violentemente Gino Strada accusandolo di essere una "scoria del pacifismo", una "serpe", un "lupo", una "volpe2.
Secondo il signor Merlo, Gino Strada e' un infingardo che non prende parte e standosene fintamente neutrale alla fine sostiene il terrorismo.
Il signor Merlo per illustrare il pensiero di Strada traccia azzardati parallelismi. "Ne' con gli Usa ne' con Saddam" diventa un pensiero tale quale a "Ne' con lo Stato ne' con le Br", "Ne' con la Resistenza ne' col fascismo", "Ne' con Hitler ne' con gli ebrei".
Alla fine sembra che Strada, per il solo fatto di essere contro la guerra sia un po' anche nazista perche' non si impegna a favore del bene nella crociata contro il male. Ora appare principalmente curioso che una tal critica sia mossa da un giornalista che se ne sta comodamente in poltrona a un medico chirurgo che da anni opera massacrati e moribondi a ridosso delle prime linee in paesi dilaniati dalla guerra e dalla disperazione.
Ma e' da notare anche un altro elemento curioso, quanto misterioso, che impedisce ormai di dichiararsi contro la guerra senza essere tacciati di fiancheggiare il terrore.
Ancora non sono arrivati a dire che anche il Papa e' un violento fondamentalista islamico ma ce l'hanno sulla punta della lingua.
Questa non volonta' di capire le differenze e' cosi' diffusa e ostinata che ci fa sospettare non una semplice malafede politica ma una vera e propria lesione culturale.
Queste persone sembrano aver assorbito talmente in profondita' l'ideologia dei film western da non poter immaginare che vi sia un modo di affrontare il conflitto con Saddam senza distruggere l'Iraq e massacrare migliaia di persone.
Non riescono a immaginare che si possa valutare eccessivo il costo umano di una guerra realizzata per uccidere un solo uomo.
Non si rendono conto che il loro modo di ragionare ci sembra un po' schizofrenico.
Quando nella guerra che Saddam aveva provocato con l'Iran egli si trovo' in grave difficolta' gli Usa lo riempirono di armi.
E quando, al termine della guerra del Kuwait, il popolo iracheno insorse, dopo la sconfitta delle armate di Saddam, Bush padre accordo' a questo dittatore sanguinario il permesso di usare l'artiglieria e di far volare gli elicotteri per bombardare i ribelli. Cosi' Saddam, pur sconfitto dagli Usa e in loro totale potere, pote' massacrare alcune decine di migliaia di persone che si erano ribellate perche' volevano la democrazia e avevano creduto alla protezione promessa dagli Usa.
E dopo questo atto criminale Bush padre stabilisce l'embargo economico, poi mantenuto da Clinton, che ha provocato fino ad oggi 500 mila morti solo tra i bambini iracheni. E ora Bush figlio ci dice che non c'e' altra soluzione che far fuori il rais e che per portare a termine l'operazione val la pena di compiere un altro massacro.
E questa sarebbe una politica coerente di difesa della legalita' internazionale?
Ma non c'e' da stupirsi, da sempre i potenti si ammantano di buone ragioni e scopi umanitari quando la guerra diventa economicamente conveniente.
Invece non era mai successo che 120 milioni di persone, in tutto il mondo, marciassero per la pace. E' stata la piu' grande manifestazione della storia del mondo.
Molti hanno detto che e' nato il popolo della pace e che ha imparato a farsi sentire. E tutto si e' svolto senza incidenti in modo assolutamente pacifico e ordinato.
Questo nuovo pacifismo ha dimostrato di essere molto forte e di avere un grande peso politico. Subito Bush e soprattutto Blair hanno iniziato ad ammorbidire le loro posizioni e la pace inizia ad avere una possibilita'. Una sola, non e' molto, ma prima del 15 febbraio non aveva neanche quella.
La grande novita' di questo pacifismo, la ragione della sua forza, e' che crede alla pace come strumento di cambiamento. Crede che se i popoli del mondo si coalizzano in modo non violento possono anche far crollare un dittatore. Crede che si possano inventare sistemi di pressione mai sperimentati e basati sull'azione non violenta.
Negli anni settanta si marciava per la pace in Vietnam ma si era spesso favorevoli alla guerriglia e ad altre forme di lotta violenta.
Oggi il movimento non crede piu' all'efficacia della violenza, e' alla ricerca di nuove forme lotta, basate sulla cooperazione e il controllo internazionali.
Il che non vuol dire abdicare alla necessita' di battere i dittatori ma cercare di ottenere questo risultato attraverso lo sviluppo economico, il boicottaggio (mirato) degli interessi economici, la mediazione politica, la crescita culturale, la solidarieta' e l'appoggio alle realta' che lavorano per il riscatto umano delle popolazioni.
I dittatori, il terrorismo, la violenza hanno bisogno di un terreno fertile per svilupparsi. Se si vuole veramente sconfiggerli bisogna demolire il contesto che li ha generati.
Se un dittatore viene abbattuto senza che si creino condizioni culturali e economiche diverse da quelle che lo hanno prodotto si ottiene ben poco e il vecchio dittatore viene sostituito da uno nuovo o da una serie di signori della guerra legati alle mafie internazionali e ai mercanti di droga, come sta accadendo in Afghanistan.
Quando le condizioni culturali e economiche maturano si ottiene invece il crollo dei regimi senza spargimento di sangue. Sembra incredibile ma e' cosi'. E il crollo incruento dell'impero sovietico ci ha mostrato che nella societa' moderna esiste un'alternativa ai fucili mitragliatori.
Si e' gia' realizzata una guerra contro l'Afghanistan per colpire Bin Laden e non lo si e' acciuffato. Un'altra guerra si sta preparando per colpire un altro criminale che forse riuscira' a fuggire.
A ridosso dell'11 settembre molti stimati economisti spiegarono che se si voleva veramente colpire il terrorismo internazionale bisognava impedire che venisse finanziato in modo occulto. La soluzione sembro' allora semplice e chiara: abolire il segreto bancario e i paradisi fiscali.
Hanno finto di fare qualche cosa, hanno dato una limatina qua e la', si sono rese un po' piu' complicate le procedure ma di abolire veramente la possibilita' di muovere denaro segretamente, non se ne parla. Per battere il terrorismo sono disposti a ammazzare civili a migliaia ma se ne guardano bene di colpire gli interessi delle multinazionali che usano il segreto bancario per evadere le tasse e creare fondi neri.
E poi sparare con i cannoni e bombardare da' impulso al prodotto interno lordo.
I bambini morti sono solo uno spiacevole esubero statistico.

Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo        

 

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