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PAUSA di Riflessione...      
  Home     Menù    Cose dell'altro mondo   Guerra...avanti.gif (173 byte)       07.03.2003        SANITA'


...in tema di Sanità e Politiche Sociali
di Antonio DI PIETRO

Cari amici,
nell'ottica di voler continuare con Voi un dialogo sul
"Programma delle cose da fare", vorrei proporre alcune stringate riflessioni in tema di "Sanità e politiche sociali" (premettendo che la materia merita ben altro approfondimento).
Sono contrario alle politiche di esclusione sociale che al riguardo sta portando avanti il Governo Berlusconi (condoni, privatizzazione e destrutturazione dei principali programmi di welfare, riduzione dei fondi per le politiche sociali, tagli dei trasferimenti statali agli enti locali, riduzione degli interventi di sostegno per i disabili nelle scuole, etc.).

Il diritto alla salute e quello alla previdenza ed all'assistenza sono diritti universali e di cittadinanza riconosciuti dalla nostra Costituzione e pertanto non sono negoziabili con interessi di varia natura.
Emerge così, per iniziare dai più deboli ed indifesi per definizione, l'area relativa ai diritti dei bambini e a quella dei diritti degli anziani.

Dobbiamo impegnarci per assicurare ai ragazzi strutture scolastiche sicure, una difesa articolata dalle violenze fisiche e psicologiche alle quali sono sottoposti (purtroppo a volte anche in famiglia), una vita serena ed
armonica anche in caso di separazione dei genitori. Anche in materia di adozioni si deve dare priorità alla tutela dei minori, contro interessi meramente egoistici degli adulti. Si dovrà lottare con tutti i mezzi contro lo sfruttamento del lavoro minorile e contro le moderne forme di schiavismo delle persone, soprattutto contro lo sfruttamento della prostituzione.
E veniamo al diritto alla salute. L'Italia dei Valori promuove e sostiene un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, aperto all'integrazione con il privato, e ritiene che un S.S.N. solidale, efficiente, efficace, equo ed universalistico nelle prestazioni, a prescindere dai livelli di reddito, sia il sistema più idoneo per la promozione della salute dei cittadini, teso alla valorizzazione del circuito virtuoso della prevenzione, riabilitazione e cura. Siamo favorevoli al fatto che anche nei servizi sanitari si sviluppi una sana concorrenza tra strutture sanitarie, pubbliche e private che siano.

Per entrambe tuttavia devono valere le medesime regole del gioco: stessi standard di prestazione, stesso rapporto pazienti/paramedici/medici, stessa miscela di servizi offerti. La mancata accettazione da parte delle strutture private delle prescrizioni riservate al settore pubblico deve essere considerato motivo di esclusione da ogni convenzione (ciò per evitare quanto sta attualmente avvenendo e cioè che le strutture private somministrino solo prestazioni ad alto valore aggiunto lasciando al pubblico quelle che non danno profitto).
Una particolare attenzione va data alle "strutture ospedaliere di emergenza" (Pronto soccorso e sale di rianimazione e terapia intensiva), che non possono essere valutate certamente con parametri utilitaristici di tipo aziendale (costi/benefici economici) ma devono essere parametrate al reale stato di bisogno della popolazione e del territorio.
Più che ridurre la spesa sanitaria, c'è bisogno di una sua più marcata razionalizzazione (riduzione dell'ospedalizzazione ai casi di effettiva necessità, incentivazione dell'ospedalizzazione domiciliare e del day
hospital, assistenza domiciliare integrata rivolta alle classi sociali più deboli).
Soprattutto c'è bisogno di un più stringente controllo della spesa farmaceutica per ridurre gli sprechi. Come ? Ad esempio con la regolamentazione delle prescrizioni e delle ricette a tutti i livelli, oppure vincolando il numero di unità posologiche erogate ai giorni di effettiva durata della terapia (attraverso la commercializzazione di
specialità medicinali tali da poter essere sconfezionate in farmacia e riconfezionate al momento della vendita).
Alla riduzione delle liste di attesa possono concorrere molteplici fattori del sistema, e fra questi risulta fondamentale la tecnologia informatica (con strumenti simili a quelli che permettono una gestione unica di più
magazzini, è possibile oggi realizzare una rete che automaticamente indirizzi il paziente al laboratorio più qualificato e più vicino, geograficamente o temporalmente). Ciò permetterà di realizzare il più elevato coefficiente di riempimento delle strutture, razionalizzando i costi sanitari a livello complessivo: farà risparmiare disagi e fatica e recuperare giornate di lavoro perse.
Il nostro programma deve avere anche una particolare attenzione per la disabilità (anche per dare così positiva risposta alla risoluzione del Consiglio dell'Unione Europea di considerare l'anno 2003 come l'anno dedicato alle problematiche relative a questo problema). Se la disabilità è un fatto di natura ed il compito di combatterla spetta alla Sanità, l'handicap è un fatto di cultura ed il compito di eliminarlo (per la discriminazione che l'accompagna) spetta alla società. Un particolare appoggio a combattere la disabilita' va dato in primo luogo alle famiglie che si trovano a gestire questo problema quotidianamente e poi al volontariato (che non deve però essere un alibi per abbassare la guardia dell'impegno pubblico e statale nell'affrontare la piaga civile delle
crescenti esclusioni sociali).
Un'altra area su cui intervenire è quella previdenziale per evitare la bancarotta del sistema previdenziale senza sfasciare lo stato sociale. Le proposte della Casa delle Libertà puntano a smantellare la previdenza pubblica, mettono a rischio la possibilità per l'INPS di pagare le pensioni in essere, riducono il valore della pensione per i nuovi assunti, non aiutano i lavoratori atipici a costruirsi una pensione adeguata, trasferiscono obbligatoriamente il TFR (trattamento di fine rapporto) ai fondi pensione. Noi invece proponiamo:
- la volontarietà (e non l'obbligatorietà) del conferimento del TFR ai fondi pensione, con contemporanei aiuti alle piccole imprese per sostenere il pagamento del TFR senza rischiare il collasso economico.
- un maggior impulso alla previdenza integrativa collettiva;
- un intervento a favore dei giovani lavoratori precari al fine di poter anch'essi maturare una pensione dignitosa;
- l'estensione ai lavoratori "atipici" delle prestazioni e delle garanzie sociali e formative già previste per gli altri lavoratori;
- l'innalzamento di quelle più basse che sono rimaste ancora fuori dalle promesse del Governo;
-  l'esenzione dalle imposte di tutto il rendimento annuo dei fondi pensione, che si calcola pari al 6%, e di tutta la rendita vitalizia a condizione (che il lavoratore decida di convertire in rendita vitalizia) il capitale maturato nel fondo pensione. La de-tassazione completa delle due voci permetterebbe  al lavoratore privato di avere una pensione integrativa pressoché equivalente a quella pubblica.
- L'eliminazione delle pensioni d'oro, privilegio inaccettabile che va eliminato anche per ragioni etiche e di equità oltre che per ragioni economiche. Queste pensioni vengono percepite da alti burocrati, da politici
e da manager pubblici (da persone cioè che - spesso in palese conflitto di interesse - avevano il potere di deciderle direttamente o di influenzare le scelte di coloro che decidevano).

Non possiamo infine non farci carico del problema della immigrazione. Gli immigrati devono essere accolti nella loro dignità di persone senza discriminazioni, annullando la legge che vincola la loro permanenza nel nostro territorio ad un contratto regolare di lavoro. Si tratta semmai di promuovere un'integrazione sociale armonica ed un'azione di dialogo con i paesi e le nazioni povere, favorendo il loro sviluppo economico sociale, azzerando i debiti contratti con le nazioni ricche, rimuovendo eventuali embarghi che colpiscono soltanto le inermi ed impotenti popolazioni.
Pertanto proponiamo la rivalutazione della Legge Turco-Napolitano supportandola di una migliore concertazione con i paesi vicini, regolarizzando i flussi di entrata; implementando la lotta alla immigrazione clandestina e stabilendo controlli più severi sulle strutture abilitate al rilascio dei visti d'ingresso, allo scopo di garantire il pieno rispetto delle regole e della trasparenza.

          Antonio Di Pietro
-
Presidente Italia dei Valori -
  ( www.antoniodipietro.it )
       


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