![]() Beppe Grillo |
SONO le sfide, a fare la differenza. Quelle lanciate e affrontate, poco importa se vinte, comunque coraggiose. Le sfide che danno valore alle persone, per l'esattezza a quelle trentasette che Time ha messo in fila sotto il titolo "Gli eroi europei del 2005", una lista che la rivista stila ogni anno. Persone "straordinarie che illuminano e ispirano, perseverano e provocano. Affrontano sfide che gli altri spesso preferiscono evitare, ricordando a tutti quanto una sola persona, persino di fronte alle avversità, possa fare". Fra gli eroi d'Europa, due soli sono gli italiani: la presidente dell'Associazione antiracket San Giovanni per la legalità a Napoli, Silvana Fucito. L'altro, un po' sorprende: è Beppe Grillo. |
"Forse avrebbe dovuto essere un revisore dei conti statali, più
che un comico" esordisce Time nell'articolo dedicato al
cinquantasettenne genovese, che - si legge - "mescola la
fisicità di John Belushi con la coscienza sociale di José Bovè",
il leader dei no-global francesi ed è "uno di quei rari buffoni
della classe che, però, fanno i compiti".
Nella lista, personaggi celebri come Bob Geldof (per
l'organizzazione del Live8) e Placido Domingo (per le iniziative
benefiche alle quali si dedica da anni) ma anche meno noti, come
il conducente del metrò londinese, Jeff Porter, che portò i suoi
passeggeri in salvo quando, il 7 luglio, i terroristi colpirono
il sistema dei trasporti della capitale. O i fratelli Jake e
Aleksis Zarin, che hanno aiutato a ricostruire un villaggio
dello Sri Lanka devastato dallo tsunami.
Ad accomunare gli "eroi", scrive la rivista, "è la loro
infaticabile volontà di fare pressione sui leader politici ed
economici mondiali, per trasformare in realtà la loro retorica
sul commercio libero, la cancellazione del debito e gli aiuti".
In questo senso, Grillo è un eroe "seriously funny" ("seriamente
divertente") per il modo in cui ha usato lo humour pungente per
denunciare, negli anni, mali della società che la classe
politica ed il gotha finanziario non vedevano e non toccavano.
Time ricorda che, quando nel dicembre del 2003 l'Italia
fu scossa dallo scandalo Parmalat, erano già due anni che lui,
nei suoi spettacoli, faceva battute sui poco trasparenti bilanci
della società parmigiana. O come fu "bandito" dal piccolo
schermo quando, durante un programma Rai nel 1987, mise in
dubbio l'onestà dell'allora premier Bettino Craxi.
Grillo commenta la sua presenza nella lista con poche parole:
"E' una cosa che fa piacere...". Lontano, per scelta, dai
riflettori, il comico attualmente è un mattatore del web, ha
scelto di comunicare con il pubblico senza alcuna forma di
mediazione, attraverso il suo
blog,
"del resto - sostiene - non mi sembra che di questi tempi il
mondo dell'informazione goda di ottima salute, soprattutto in
Italia. Basta pensare ai giornali, agli editori, o alle
televisioni in mano agli sponsor".
Meglio allora una "informazione interpersonale" che attraversa
la rete e coinvolge direttamente le persone. Ma, avverte, "la
può sostenere solo chi ha una buona reputazione". Infatti,
sottolinea Grillo, "nessun politico ha mai fatto blog,
evidentemente non hanno le carte in regola".
Lui, comunque, non sembra interessato a trovare uno spazio in
televisione, "non mi attrae più come mezzo, anche perché si ha
l'impressione di essere informati per la pioggia di notizie che
ci riversano addosso, ma è soltanto un'impressione".
E cita l'esempio della censura: "Qualche paletto serve, guai se
ci fosse la libertà totale. Non fa brillare... In Russia, quando
c'era Breznev, si leggeva il Washington Post. In Italia
però, ed è questo il vero problema, si fa finta che la censura
non esista affatto".
Il blog di Grillo è al trentatreesimo posto
fra quelli più frequentati del mondo: "Segno che la gente
guarda, osserva, non ci ha perso di vista". L'ultimo bersaglio,
è il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. E, scrive
il Time, "a volte, quando il corpo politico è malato, una
risata è la miglior medicina".

