i segnali di malattia, che
sono le somatizzazioni come lemicrania, la psoriasi ecc..
Bene tra tutte queste categorie bisogna sempre prenderne in considerazione
almeno quattro e poi verificare sempre!
Come vi dicevo è importante prendere in considerazione almeno quattro
delle cinque categorie di cui vi parlavo nellarticolo precedente, anche perché se
ne prendete in considerazione solo una, per esempio le sopracciglia aggrottate, avrete una
maggiore possibilità di errore, questultime infatti sono sia indice di tensione ma
anche di concentrazione.
Iniziamo ad analizzare i
vari segnali:
1. LA VOCE,
si riferisce a tutto ciò che ascoltate del modo in cui il vostro interlocutore parla.
State attenti al tono (la sua voce è acuta o grave), il volume(sussurra o parla ad alta
voce), il timbro (è nasale o parla come se saltellasse), il ritmo (è veloce, dice le
cose tutte in un fiato o è invece lentissimo).
Quando vi vogliono imbrogliare ecco che il tono della voce cambia, così come
il ritmo che generalmente diventa più veloce ma state attenti anche al contenuto dei
discorsi che diventano confusi, fumosi, sgrammaticati, pieni di verbi. Il soggetto
parlante non può essere chiaro perché dovrebbe dire cose che non pensa e
mente sapendo di mentire.
2. POSTURA,
si intende sia l'atteggiamento che l'individuo assume col corpo in un dato momento,
sia i movimenti che ne modificano la
posizione. Molti
segnali emozionali sono espressi dal modo in
cui le persone stanno in piedi, sedute, si fermano, si appoggiano, insomma come sistemano
il loro corpo nello spazio. Se si è consapevoli di questo si può notare come al variare
di uno stato d'animo può variare anche la posizione di chi ci sta di fronte, ad esempio
se la persona che abbiamo di fronte inizia un discorso che non ci piace tendiamo ad
assumere una posizione di chiusura, con braccia incrociate e gambe accavallate, oppure al
contrario, spostare il peso
sporgendosi in avanti dimostra interesse , ecc ... Vi riporto un esempio che ho letto in
qualche articolo ma di cui non ricordo, ahimè, né lautore né largomento: parlava di un politico, che durante una
video-intervista disse, scuotendo la testa, che non cera nessun pericolo per i
militari in Bosnia perché i proiettili alluranio impoverito non facevano male e nel
fare questo abbassò la testa verso il basso. Ebbene con questo movimento stava
dimostrando di non pensare affatto quello che stava dicendo. Mehrabian
" ha identificato due principali categorie posturali che indicherebbero soprattutto
il rapporto gerarchico tra le persone: l'immediatezza (che comprende comportamenti non
verbali volti a ridurre le distanze e a migliorare la visibilità tra due persone, si
manifesta se si interagisce con persone gradite); la rilassatezza (si ha asimmetria della
posizione di braccia e gambe, "scioltezza" delle mani... Si manterrebbe una
postura rilassata se si interagisce con persone di status più basso).
3. MIMICA,
sono tutti i segnali che si possono osservare
sul volto di una persona (movimenti degli occhi, posizione
delle labbra, delle sopracciglia, ...) che può
essere definito come l'area
privilegiata di segnalazione
emozionale. Attraverso queste espressioni si possono distinguere le emozioni fondamentali
(come rabbia, felicità, paura, interesse, sorpresa, tristezza, disgusto e disprezzo) che
sono riconoscibili universalmente. Guardare può contribuire a definire meglio o ciò che
il vostro interlocutore non vi sta dicendo o a rafforzare il contenuto della sua
espressione verbale. Il significato di uno sguardo varia in base alla sua intensità,
direzione e durata. Indici della disposizione verso l'altro possono essere la ricerca
dello sguardo, o il contatto prolungato o al contrario la fuga da esso. Un
altro "veicolo" privilegiato di segnali emozionali sono gli occhi stessi: sono
difficilmente controllabili (ad esempio le pupille si dilatano o si restringono in base
alle emozioni provate) e possono manifestare in modo diretto il tipo di coinvolgimento
emotivo provato.
4.
IL
CONTATTO è la forma primaria di interazione. La pelle è fonte di
informazioni , le sue manifestazioni sono praticamente
incontrollabili, è un indice che può aiutarci a capire se laltro è
autentico, pensate ad un pallore
di paura o al rossore diffuso di una persona imbarazzata.
Ma è anche luogo di incontro con l'altro tramite, appunto, il contatto. Questultimo è la forma più antica di comunicazione
sociale. Dovete sapere che una vasta parte del cervello ha la funzione di ricevere
messaggi dalla superficie del corpo. Il contatto corporeo stimola diversi tipi di
recettori sensibili al tatto, alla pressione, al caldo ,al freddo o al dolore. Per mezzo
del tatto si possono comunicare i principali tipi di atteggiamenti interpersonali. Per
esempio il sudore può essere indice di mancanza di sincerità, così come la freddezza di
paura.
Ricordiamoci che dobbiamo ascoltare con il nostro corpo per
leggere i segnali del corpo altrui.
5. PROSSEMICA:
- Con questo termine si
intende la lontananza o la vicinanza che si assume rispetto agli altri ma anche tutti quei
movimenti che si fanno per modificare tale
distanza
Secondo Argyle le dimensioni generali degli atteggiamenti interpersonali, l'orientamento con la quale le persone si
posizionano nello spazio luna rispetto all'altra può indicare la
natura dei loro rapporti ( di collaborazione, contrapposizione, intimità,
gerarchia...).Provate a cogliere questi messaggi espressi dalle disposizioni delle persone
con le quali interagite (colleghi, utenti, ecc.), vi sarà sicuramente utile per aumentare
la consapevolezza rispetto alla .natura delle
relazioni instaurate all'interno del vostro contesto sia lavorativo che di vita. Alcuni
consigli, considerate che l'immediatezza (che
comprende comportamenti non verbali volti a ridurre le distanze e a migliorare la
visibilità tra due persone) si manifesta se si interagisce con persone gradite. Nel
rapportarsi con l'altro, è importante tener conto che "ciò che per una persona è
un accesso, per un altro può avere il significato di un eccesso".
6. GESTUALITA':
- I gesti possono
esprimere emozioni che verbalmente non si riescono ad esplicitare, cosi può essere
sufficiente un singolo movimento di una parte del corpo per far emergere contenuti emotivi
importanti per una reale comprensione degli stati d'animo dell'altro.
Tutti i gesti delle mani
e delle braccia, come ad esempio lincrocio di questultime (indica una chiusura), toccarsi i capelli
(predisposizione ad affascinare laltro), dare la mano, togliersi gli occhiali,
giocare con gli anelli o con le dite (nervosismo, ansia), ecc., ci chiariscono meglio lo
stato danimo dellaltro. Ma state attenti anche al contrario, cioè a chi non
gesticola affatto, infatti linventore del
Lie Detector, la cosiddetta "macchina della verità", ha scritto in un suo
recente libro che uno dei metodi per vedere se uno sta dicendo una bugia è vedere se sta
comunicando oppure se si rifiuta di farlo. Se vi capita di avere di fronte una persona che non vuol comunicare, che cambia argomento, che non
gesticola quando parla, come alcuni nostri abili politici, sappiate che non vuole essere
tradito dalla metacomunicazione del suo inconscio.
Eh già, perché le bugie sono di due tipi: quelle
consapevolmente dette ad altri e quelle che subconsciamente diciamo a noi stessi.
Il nostro scopo è cercare di capire quando e se quello che il nostro interlocutore ci sta
dicendo sia più o meno coscientemente la verità o una bugia. Come fare ad essere sicuri
del contenuto della testa del nostro interlocutore?
Occorre considerare sia l'insieme dei segnali non
verbali che il contesto allinterno del quale vengono emessi e poi ricordatevi delle
incongruenze, di cui abbiamo già parlato. Inoltre, per una corretta interpretazione dei
messaggi, se è presente per lappunto
un'incongruenza tra segnali verbali e non verbali ricordatevi che si considerano
generalmente più autentici quelli analogici perché meno controllabili razionalmente.
Un ulteriore indicatore di determinati stati emotivi
può essere il modo di vestirsi: quando predomina un certo stato danimo abito
risponde maggiormente alle emozioni provate piuttosto che alle aspettative sociali (dì
moda o di galateo).
Il linguaggio non verbale può fornirci anche
informazioni rispetto ad aspetti più stabili di una persona, come la sua personalità che
ci viene trasmessa dall'aspetto esteriore, dallo stile di comportamento sociale, dalle
espressioni verbali. L'elemento più comunicativo di un individuo sembra essere il suo
aspetto fisico. L'incedere, le sembianze, le posizioni assunte, il modo di parlare di una
persona stimolano in noi una risposta emotiva ed influenzano la nostra definizione della
sua personalità (forte, sicura di se, piacevole, debole.,.).
Questi articoli sono nati per spingervi ad approfondire
la conoscenza delle potenzialità e delle modalità espressive del vostro corpo, e anche
per avvicinarvi ad un suo utilizzo maggiormente intenzionale. Ora avete una più ampia
comprensione della comunicazione non verbale, che vi è daiuto per voi stessi ma anche per poter realmente entrare
in contatto con le altre persone. Ricordatevi
che se riuscirete ad "allenare" i vostri sensi fino ad ascoltare con tutti voi
stessi l'altro nella sua interezza, avrete maggiori possibilità di comprenderlo. Noi
siamo il nostro corpo, è lui che parla della nostra storia, allora a volte,
"chiudete le orecchie" perché solo così potrete ascoltare con il vostro corpo ciò che un altro corpo ha da
raccontarvi.
"Noi non abbiamo un corpo, ma siamo un corpo "