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  Home     Menù       Indietro   Prossimaavanti.gif (173 byte)       14.01.2002                    PEDIATRIA


Cattivi CARTOON
da Vincenzo VITALE

da Tempo Medico:

                               Una delle maggiori preoccupazioni dei genitori è che i loro bambini non assistano a film contenenti scene di violenza o sesso; ma che dire delle produzioni cinematografiche a cartoni animati, molto popolari tra i giovanissimi, in cui i protagonisti fumano o bevono sostanze alcoliche? La crescente diffusione del fumo di tabacco e di alcolici, in particolare birra, anche tra i giovanissimi, giustifica il lavoro di Kimberly Thompson e Fumie Yokota, della Harvard School of Public Health di Boston, pubblicato su Pediatrics.

"Da precedenti analisi dei contenuti di film vietati ai minori di 17 anni emerge che in tutti sono presenti numerose scene di fumo o di consumo di alcolici; i fumatori, in particolare, appaiono più sexy e più romantici dei non fumatori. In questo lavoro abbiamo invece focalizzato l’attenzione sui prodotti destinati ai soggetti più a rischio, i bambini" precisano Thompson e Yokota. "Così, abbiamo deciso di sfruttare uno studio recente, volto a quantificare episodi di violenza in lungometraggi a cartoni animati, per raccogliere dati riguardanti anche scene che raffigurano l’uso di alcol, tabacco e altre sostanze".

Attraverso il linguaggio dei cartoni animati possono passare messaggi in grado di influenzare il comportamento futuro dei piccoli spettatori?

Evidentemente sì, se una grande industria del tabacco ha deciso di affidare la sua campagna pubblicitaria a un cartoon creato appositamente. In ogni caso, secondo i due ricercatori nel mondo dei cartoni la sigaretta o il superalcolico sembrano meno dannosi. Anzi, fumare o bere possono sembrare comportamenti normali, se non addirittura desiderabili.

L’analisi è stata condotta su 81 film, proiettati nelle sale cinematografiche tra il 1937 e il 2000, registrati in lingua inglese e disponibili in videocassetta. Tra i titoli più famosi: Fantasia, Pinocchio, Peter Pan, Gli aristogatti, fino ai più recenti Pokemon e Toy story.

Ogni pellicola, ciascuna di almeno 60 minuti, è stata caratterizzata in base alla durata complessiva, all’anno di produzione, al numero e alla lunghezza delle scene in questione, al tipo di personaggio che fumava o beveva (buono, neutro o cattivo), al tipo di bevanda alcolica o derivato del tabacco usato.

Ecco i risultati: degli 81 film, 38 (ossia il 47 per cento) contengono scene in cui si bevono alcolici (tempo di esposizione medio 42 secondi), di questi solo in 15 sono mostrati possibili effetti immediati dell’alcol, come singhiozzo, perdita di equilibrio o viso paonazzo; la bevanda più usata è il vino, a seguire birra, champagne e, ultimi, i

superalcolici. Buoni, neutri o cattivi non importa: le qualità dei personaggi non incidono sulla scelta di bere. Tutti prima o poi sorseggiano un alcolico: 23, 44 e 21 per cento rispettivamente.

Per quanto riguarda il fumo di tabacco, è presente in 35 cartoni (43 per cento) con una durata media di esposizione di 2,1 minuti; anche in questo caso solo pochi film, 13, ne mostrano alcuni effetti dannosi e solo uno contiene un messaggio chiaro sulla sua pericolosità per la salute. I personaggi che fumano, anche qui buoni e cattivi, prediligono soprattutto i sigari, quindi pipa e sigarette.

"Pur considerando le notevoli differenze tra un film e l’altro, abbiamo osservato una lieve diminuzione, nel corso degli anni, dei tempi di esposizione medi sia per il fumo sia per gli alcolici, ma è molto preoccupante l’assenza di messaggi precisi per quanto concerne la salvaguardia della salute" concludono gli autori della ricerca. "Ciò significa che i produttori non si impegnano ancora a sufficienza per eliminare queste scene dai film per bambini". Ben vengano quindi le raccomandazioni che l’American Academy of Pediatrics ha recentemente rivolto a pediatri e genitori affinché collaborino per lo sviluppo precoce dello spirito critico dei bambini.

Angela Tedesco

Ecco, comunque, un sito che potrebbe essere utile visitare prima di andare al cinema: http://www.screenit.com/

                                                                                                                                       Vincenzo Vitale

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