ROMA Giovani e adolescenti privi di interessi, apatici ed annoiati
oppure irrequieti, agitati ed instabili. In ogni caso gioventù e adolescenza sono
sinomimo di depressione, il "male oscuro" che toglie la gioia di vivere. Ed è
allarme, secondo esperti americani e italiani, che la definiscono ormai, un'epidemia. Non
è un'epidemia, ribatte lo psichiatra Luigi Cancrini. "Non sono d'accordo
dice. Io dietro questi discorsi rintraccio l'avidità di guadagno delle case farmaceutiche
da un parte e dall'altro un modo maldestro di lamentarsi di come vanno le cose nel mondo e
quindi di entrare in contatto con le nuove generazioni". Il disagio giovanile?
"È troppo facile far passare ogni inquietitudine per depressione e quindi per
malattia aggiunge Cancrini. Chi è irrequieto, chi insonne, chi arrabbiato,
comunque depressi ma le cose non stanno affatto così". Eppure la depressione sarebbe
causa dei delitti di cronaca nera. "Spesso si tratta osserva Cancrini
di gravi disturbi di personalità che esplodono all'improvviso e che non danno segni
manifesti della sofferenza: ci vorrebbe un "occhio" clinico diverso nei servizi
territoriali che colga tali disturbi in tempo". La depressione è una malattia seria,
ma non è corretto farne il contenitore di ogni malessere, di ogni disturbo e soprattutto
non bisogna confondere "fatti sociali con fatti tipicamente psichici". La pensa
così lo psichiatra e criminologo Francesco Bruno per il quale "la depressione
difficilmente colpisce giovani ed adolescenti essendo una malattia dell'età adulta: io a
giovani depressi non credo affatto".