Le terapie ed i consigli
per prevenire la malattia
ESPERTI A CONFRONTO
Eugenio E. Müller
Università Statale di Milano (Fonte Alfa 24ORE 5 OTTOBRE 2002)
| MILANO L'osteoporosi necessita di un appropriato trattamento
farmacologico adattato alle necessità individuali e alle abitudini di vita del paziente,
particolarmente perché questa malattia cronica può mettere in pericolo o influenzare
sino un terzo della vita di un paziente. Attualmente, vi è un numero crescente di opzioni
farmacologiche efficaci e sicure. Farmaci che inibiscono il riassorbimento osseo Terapia
ormonale sostitutiva. La terapia ormonale sostitutiva (Tos) rimane il metodo di scelta per
la prevenzione dell'osteoporosi in donne in post-menopausa a rischio di osteoporosi se una
certa perdita di densità ossea è già evidente. Oltre agli effetti benefici sui sintomi
della menopausa (come vampate di calore, sudorazione, tachicardia), la terapia estrogenica
sostitutivarallenta drammaticamente la perdita ossea che si verifica dopo la menopausa.
L'estrogeno è disponibile in compresse, cerotti transdermici o creme e studi clinici
hanno dimostrato risultati positivi anche con la somministrazione dell'estrogeno per via
nasale. In donne che abbiano ancora l'utero, è raccomandata la somministrazione di una
combinazione estrogeno-progestinico, per prevenire lo sviluppo di un cancro dell'utero,
come risultato della sola sostituzione estrogenica, anche se la combinazione dei due
ormoni comporta un maggior rischio di carcinoma della mammella. Le più nuove formulazioni
di estrogeno-progestinico permetteranno una maggiore flessibilità nel dosaggio
permettendo al medico di adattare la terapia secondo le necessità e l'età individuali.
Ulteriori benefici della Tos vengono indagati, inclusa la possibile protezione verso le
cardiopatie e la demenza senile. Analoghi degli estrogeni. I selettivi modulatori dei
recettori estrogeni (Serms) mimano l'azione degli estrogeni in alcuni tessuti e si
comportano da anti-estrogeni in altri, e idealmente mantengono l'azione protettiva del
l'estrogeno sull'osso, senza averne gli effetti indesiderati su altri tessuti (utero,
mammella). Attualmente, l'unico Serm registrato è il raloxifene. Il raloxifene previene
la perdita ossea ed è indicato nella prevenzione e nel trattamento delle fratture
vertebrali in donne in post-menopausa. L'incidenza delle fratture spinali viene ridotta
del 30-50% secondo la dose e l'esistenza di preesistenti fratture vertebrali - sinora non
è stata riferita alcuna significativa riduzione in fratture non vertebrali. Il raloxifene
diminuisce la colesterolemia, non provoca alterazioni a livello del l'utero e diminuisce
l'incidenza del cancro della mammella in donne osteoporotiche. Altri Serms sono ora in
fasi avanzate di sperimentazione clinica. Tibolone. Il tibolone è un analogo sintetico
degli ormoni dell'ovaio e del testicolo che possiede proprietà combinate di estrogeno,
progesterone e androgeno. I suoi effetti sono paragonabili a quelli della Tos.
Bisfosfonati. I bisfosfonati riducono l'assorbimento osseo e sono utilizzati per la cura
di una varietà di disturbi del metabolismo osseo, producendo un aumento della massa ossea
e una diminuzione dell'incidenza di fratture nel l'osteoporosi. Benché rappresentino un
gruppo di composti strettamente correlati, essi differiscono ampiamente nella loro
efficacia, negli effetti collaterali e nelle possibili vie di somministrazione, offrendo
così un ampio ventaglio di opzioni terapeutiche. L'alendronato è stato estesamente
studiato per il trattamento della osteopenia in studi clinici controllati; esso aumenta la
Bmd a livello di ogni sito dello scheletro e riduce di circa il 50% l'incidenza di
fratture delle vertebre e dell'anca. Un nuovo bisfosfonato, il risendronato, è stato pure
dimostrato aumentare la massa ossea in donne in post-menopausa, ridurre il numero delle
fratture vertebrali e non, e il rischio di fratture dell'anca in donne anziane con ridotta
Bmd. Altri bisfosfonati, come l'ibandronato e lo zolendronato sono in stadi avanzati di
sviluppo clinico. Calcitonina. La calcitonina,iniettabile o per via intranasale
rappresenta una alternativa alla Tos o ai bisfosfonati. Uno studio clinico di quattro anni
ha dimostrato che la calcitonina di salmone come spray nasale riduce l'incidenza delle
fratture vertebrali del 25-30 per cento. Benché questo rappresenti una riduzione
inferiore a quella conseguita dai bisfosfonati o dal raloxifene, diretti confronti con
essi non sono stati condotti. Alcuni pazienti possono pure trarre vantaggio dal l'azione
analgesica che la calcitonina intranasale ha sul dolore osseo. I farmaci menzionati sinora
possono solo prevenire il danno allo scheletro che deriva dalla perdita di tessuto osseo,
essi non possono sostituire l'osso perso. Ma sono ora disponibili o in fase di sviluppo
farmaci che agiscono per apposizione di nuovo osso, che agiscono, cioè, a ricostruire lo
scheletro. Farmaci che ricostruiscono l'osso Ormone paratiroideo. Gli effetti sulla
formazione di osso da parte dell'ormone paratiroideo (Pth) erano noti da più di 70 anni,
ma solamente negli ultimi 5-10 anni sono emersi risultati convincenti in questo senso
negli animali e nell'uomo. Il risultato di uno studio multinazionale su un gruppo di quasi
2mila donne in post-menopausa portatrici di fratture vertebrali ha dimostrato che un
frammento del Pth è utile nel trattamento dell'osteoporosi. Il rischio di fratture
vertebrali viene ridotto del 70% entro i primi dieci mesi del trattamento e del 50% quello
di fratture non vertebrali. È prevedibile che un Pth iniettabile sarà disponibile tra
breve in alcuni paesi. Statine. Le statine, farmaci usati per abbassare la colesterolemia,
possiedono pure un'azione sulla formazione ossea. È stato dimostrato che esse conseguono
questo risultato aumentando la differenziazione degli osteoblasti, le cellule che formano
l'osso. Più incerto il loro ruolo sulle fratture osteoporotiche. Trattamenti non
farmacologici Sarebbe sbagliato suggerire che gli unici interventi utili nella prevenzione
e nel trattamento dell'osteoporosi sono quelli farmacologici. Supplementi di calcio
(0,5-1g/giorno) e di vitamina D (500 UI/giorno) riducono il rischio della frattura
dell'anca in donne anziane che vivono in istituti di ricovero, e spesso sono carenti di
vitamina D. Entrambe queste sostanze possono far parte anche del trattamento di donne
osteoporotiche più giovani. Altrettanti importanti sono l'esercizio fisico, la
riabilitazione dopo le fratture, la prevenzione delle cadute, il supporto psicologico e
pratico. La diagnosi precoce della malattia, avvalendosi delle tecnologie più recenti è
un fattore cruciale per un trattamento efficace. Sfortunatamente l'osteoporosi rimane
ancora non diagnosticata e non curata. Nella maggior parte dei paesi del mondo la
percentuale di soggetti con osteoporosi che ricevono trattamenti farmacologici è
inferiore al 30 per cento. Campagne di informazione rivolte ad aumentare la consapevolezza
della osteoporosi, uso appropriato di mezzi diagnostici, e disponibilità della terapia
sono fattori molto importanti e urgentemente necessari. Istituzioni, come la International
osteoporosis foundation sono determinate a colmare le necessità e ridurre le sofferenze
di chi soffre di questa malattia. |
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