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Il Linguaggio del Corpo
della Dr.ssa Monica MARINI

    Salve, vi avevo promesso che avrei dedicato un’ampio spazio al linguaggio del corpo è così eccoci qui.

Noi siamo costituiti da mente e corpo e interagiamo con il mondo esterno anche attraverso quest’ultimo utilizzando la comunicazione non verbale. E’ lei che ci da le informazioni più precise quando ci troviamo di fronte ad un tipo di comunicazione senza parole, come per esempio l’espressione di un’ emozione, proprio perché fa riferimento alla sua spontaneità. Il corpo difficilmente può mentire, il suo linguaggio è più autentico, proprio perché è per lo più automatico e involontario e dunque più affidabile del linguaggio verbale.

Quest’ultimo è facilmente intuibile tanto quanto non lo è quello corporeo, tenere in considerazione entrambe queste sfere significa dare uguale importanza alle due sfere che compongono l’uomo. La conoscenza dei segnali ed un buon allenamento all'osservazione possono ad esempio permetterci di capire se la persona con la quale stiamo comunicando ci sta dicendo una bugia o è in disaccordo con noi, oppure se si sta annoiando o innervosendo. Considerate che la comunicazione non verbale è composta da numerosi elementi come gli atteggiamenti posturali, la mimica, la distanza personale e l’uso dello spazio circostante ma anche dal modo di abbigliarsi e dagli ornamenti che si usano o del tono della voce ecc.. Il messaggio trasmesso non è la somma di queste diverse componenti, ma è un tutt’uno con esse. L’attenzione verso tutto questo ci consente di instaurare un tipo di relazione con il nostro interlocutore libera da pregiudizi, in questo modo rimarremo totalmente aperti al messaggio vero e proprio.

La comunicazione è un contatto, un processo di incontro e di collegamento, in cui le persone utilizzano tutte le modalità espressive che conoscono.

Bisogna infatti considerare che la comunicazione per andare a buon fine, cioè affinché possa esserci il trasferimento delle informazioni dall’uno all’altro, ha bisogno di alcuni elementi basilari che sono:

  • il comunicatore deve conoscere le cose che vuole comunicare e deve usare un linguaggio che sia comprensibile a colui che deve ricevere le informazioni;
  • ovviamente chi le riceve deve essere in grado di decodificarle
  • per fare tutto ciò ci deve essere la volontà da parte di entrambi e di conseguenza un alto grado di attenzione, proprio perché un tipo di rapporto rigido bloccherebbe ogni possibilità di relazione.

Pensate ad un fatto che vi sarà sicuramente capitato, per esempio che una persona vi è antipatica anche se effettivamente non vi ha fatto niente, e di solito si dice "ma non lo so, non mi piace, lo sento a pelle"… Ma la domanda è perché avete questo tipo di percezione?
Perché evidentemente il vostro inconscio capta dei segnali che interpreta come negativi da parte di quella persona, magari per il suo modo di muoversi o per il tono della sua voce. Dato che tutto avviene senza che voi vi accorgiate di aver percepito il lato nascosto, silenzioso della metacomunicazione, di conseguenza, razionalmente, non sapete spiegare i vostri sentimenti verso il soggetto antipatico.

Nella SECONDA parte cercheremo di comprendere meglio il linguaggio del corpo e soprattutto i vari segnali.

                  

Monica Marini
(Psicologa del Lavoro)

 

Alenapoli.net ringrazia la Dott.ssa Monica Marini per la Sua disponibilità e per la cortese collaborazione.

 

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