Il sale fa male, medici
accusano la lobby dell'I.A.
di Vincenzo VITALE
ANSA - TORINO,
29 MARZO 2001
In
Italia il 65% dell'apporto giornaliero di sale viene dai cibi dell'industria: ridurlo di
poco piu' di un un terzo, da 10 a 6 grammi al giorno, salverebbe 18.000 vite ogni anno.
I medici concordano
su questi dati, ma la lobby dell' industria alimentare ha interesse a non cambiare le
cose.
Lo ha affermato a
Torino l'esperto inglese Graham Mac Gregor, primario alla St. George Hospital Medical
School di Londra, intervenuto al convegno 'Sale e salute' organizzato dall'Ospedale San
Giovanni Bosco: '' l'industria non vuole ridurre l' apporto di sale che usa nelle
preparazioni alimentari per ragioni commerciali''.
Il sale, spiega, ''fa
si' che si possa aggiungere acqua alle carni conservate come prosciutto e pancetta, ma
soprattutto ci rende assetati, cosi' dobbiamo bere piu' bevande''.
Il sodio, avverte
il medico, ''uccide ogni anno piu' gente della Bse'', ma ''cio' che ogni
consumatore puo' fare e' poco, perche' la maggior parte del sale che si assume e' nascosto
nei cibi lavorati, in salse e snack, merendine, e perfino pane e biscotti''.
E' risaputo che un
elevato apporto di sale fa aumentare i rischi per l'apparato cardiovascolare (riducendo l'
apporto a sei grammi gli ictus calerebbero del 16% e gli attacchi di cuore del 22%), e per
quello renale (favorisce la formazione di calcoli renali).
Meno noti sono
invece i rischi legati alla perdita di calcio nelle ossa e alla conseguente possibile
osteoporosi, e perfino al cancro (ricerche hanno dimostrato una correlazione positiva fra
elevato consumo di sale e tumori dello stomaco).
FONTE: www.adieta.it
Vi abbraccio.
Vincenzo
Vitale
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