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Commenti inviati in redazione

From: Vincenzo Nuzzo
To: redazione@alenapoli.net

Sent: Tuesday, September 10, 2002 2:07 PM
Subject: ADHD e psicostimolanti

Gentile Sig. Vitale,

in qualità di Presidente del Gruppo di Lavoro ADHD, nonchè di Pediatra e Psicoterapeuta, Le invio un mio commento all'articolo sull'ADHD e gli psicostimolanti pubblicato nella sua rubrica.

Mi auguro che vorrà pubblicare il mio commento nella sua rubrica, a rettifica delle ahimè molte inesattezze contenute nell'articolo in questione, inesattezze che rischiano di disinformare gravemente l'opinione pubblica, specie i medici ed i genitori dei bambini affetti.

RingraziandoLa per la corstese attenzione,

Distinti Saluti
Vincenzo Nuzzo (nuvens@tin.it)

    Leggi il commento del Dott.Nuzzo

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No all'abuso di farmaci per i ragazzi "vivaci e disattenti"
di Vincenzo VITALE

Ritengo di notevole interesse comune uno stralcio degli articoli pubblicati quest’anno dal Giornale "Proteo Fare Sapere News" dell’Associazione Proteo Fare Sapere (Direttore: Omer Bonezzi - Segretaria di redazione: Silvia Manzoni) Via Leopoldo Serra 31 – 00153 Roma - Tel. 06/587904 Fax 06/5813118.

"Signora, suo figlio è molto intelligente ma non si applica." La vecchia frase preferita dai diplomatici insegnanti italiani potrebbe ben presto trasformarsi in un inquietante "suo figlio soffre di ADHD, lo porti dallo psichiatra", come avviene da tempo negli Stati Uniti.

Anche in Italia arriva il Ritalin e la "moda" dello psicofarmaco ai bambini.

Dal sito del Ministero della Sanità riportiamo questa breve nota a proposito del discusso farmaco commercializzato col nome Ritalin.

< Il metilfenidato (Ritalin) trova indicazione nei bambini con disturbi dell'attenzione con o senza iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ADHD). Anche se in merito esistono pareri non sempre concordanti, le prove cliniche di efficacia sono sufficienti a considerare il metilfenidato tra i farmaci di scelta nel trattamento dello ADHD.

Il metilfenidato è uno stimolante centrale: come tale appartiene ai farmaci d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti. La sua commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa dell'azienda che allora lo produceva. Visto il ruolo del metilfenidato nel trattamento dello ADHD, l'elevata incidenza di questa manifestazione in età pre-adolescenziale e l'assenza dal mercato nazionale di farmaci alternativi, la Commissione Unica del Farmaco e il Dipartimento del Farmaco del Ministero della Sanità, in un incontro, hanno invitato NOVARTIS, attuale titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del farmaco e la sua commercializzazione in Italia. In data 18/10/2000 la Novartis ha comunicato al Dipartimento Valutazione Medicinali e Farmacovigilanza la disponibilità per una rapida registrazione e commercializzazione del farmaco. >

Cos'è l' ADHD?
La sigla significa "Attention Deficit & Hyperactivity Disorder", in italiano "disturbo dell'attenzione e iperattività". In pratica viene diagnosticata questa (presunta) sindrome ai bambini con problemi di rendimento scolastico dovuto alla loro vivacità, alla loro difficoltà nello stare buoni, attenti, ubbidienti ecc.

Negli Stati Uniti l'uso del Ritalin sui bambini è in voga da tempo con incrementi significativi ogni anno e, sebbene l'uso su soggetti di età inferiore ai 6 anni venga sconsigliato dalla stessa casa produttrice, ci sono stati incrementi fortissimi anche nelle prescrizioni a bambini in età prescolare.

Già in un articolo su Repubblica nel 1998 si leggeva: [...]Negli Stati Uniti, l'ADD viene curato con un farmaco, il Ritalin, un leggero stimolante del sistema nervoso centrale non in commercio in Italia, che oggi rappresenta uno dei migliori affari di tutto il mercato farmaceutico. Secondo la Drug Enforcement Agency, dal 1990 al 1995 le ricette del Ritalin sono aumentate del 600 per cento, con un giro d'affari valutato sui due miliardi di dollari.

Troppi, dicono i critici, e testate autorevoli come il "New York Times" hanno affrontato più volte il tema dell'abuso del farmaco, usato, invece che per curare, per migliorare il rendimento scolastico di bambini assolutamente sani ma afflitti da genitori con l'ansia della prestazione.

In più, intorno al Ritalin fiorisce il mercato nero, che inserisce il farmaco tra le cosiddette "smart drugs", le sostanze usate per sovrastimolare il cervello durante gli esami o i periodi di superlavoro: "Jama", la rivista ufficiale dell'associazione medica americana, nel numero di aprile ha smentito che vi sia un eccesso di prescrizioni rispetto alle necessità, analizzando studi e casi dal 1975 al 1997. Dalle indagini epidemiologiche emergerebbe che l'aumento del consumo di Ritalin è la conseguenza del miglioramento delle diagnosi, così come è avvenuto per altri problemi mentali e cognitivi, ad esempio la dislessia.

Ma più in generale, il dibattito sull'ADD e le sue terapie sembra riflettere una questione più vasta e di implicazioni ancora più ampie, che coinvolge le cause, e quindi le cure, del disagio mentale. "La comunità psichiatrica americana", ha dichiarato uno psicoterapeuta al "New York Times" due anni fa, "è passata dal dare la colpa alla madre al dare la colpa al cervello". [...] .

Ad oggi le prescrizioni sono aumentate ancora vorticosamente e con esse le polemiche.

Ma è lo stesso concetto di classificare come malattia mentale, con conseguente terapia farmacologica, le inquietudini dei bambini a far discutere e preoccupare. E mentre negli Stati Uniti impazzano le polemiche la Novartis, in Italia, riesce addirittura a far si che siano gli stessi Commissione Unica del Farmaco e Dipartimento del Farmaco del Ministero della Sanità a richiederne espressamente l'importazione, sollevando così la multinazionale da qualsiasi accusa di pressione per l'allargamento di un businnes così cospicuo.

Il Ritalin , leggero stimolante o vera e propria droga?
Il dibattito in ambito medico sugli effetti a lungo termine di terapie col Ritalin e' tuttora in corso e lungi dal giungere a risultati chiari. Anche per quanto riguarda gli effetti collaterali in generale vengono minimizzati dai medici, ma sono ormai moltissimi i genitori americani che lamentano di aver osservato gravi effetti collaterali durante la terapia sui propri figli.

In ogni caso il fatto che il Ritalin venga spacciato al mercato nero dai tossicodipendenti dovrebbe per lo meno far riflettere...

Ma il Ritalin funziona davvero?
Contrariamente a quanto si potrebbe supporre il Ritalin non è un calmante.

Il suo funzionamento è simile a quello delle anfetamine e quindi è classificato tra gli stimolanti del sistema nervoso. Come possa uno stimolante agire rendendo i bambini più docili e ubbidienti è poco chiaro anche ai medici e ai ricercatori. In pratica non sono ancora perfettamente noti i meccanismi che lo rendono efficace.

In definitiva il farmaco funziona ma non è chiaro come faccia. Un approccio così empirico in una materia tanto delicata come la psiche dei bambini non dovrebbe indurre maggiore cautela?

Al contrario, invece, il fatto che funzioni così bene ha spinto i ricercatori Statunitensi a dichiarare che il numero delle diagnosi non è affatto troppo elevato anzi, secondo molti ricercatori americani, è il resto del mondo a ignorare e trascurare la malattia e la sua cura.

Negli Stati Uniti le diagnosi di ADHD hanno ormai raggiunto i quattro milioni di bambini: un numero straordinariamente elevato, in pratica circa due alunni per classe. Persino Hilary Clinton recentemente si è detta preoccupata per un aumento così vertiginoso delle prescrizioni di psicofarmaci ai bambini.

Secondo molti critici il fatto che il farmaco funzioni ne aumenta il pericolo: l'uso dei farmaci come forma di controllo sociale è da sempre prerogativa dei regimi fortemente dittatoriali come il Nazismo o lo Stalinismo. Una cultura in cui il diverso, l'eccentrico, chi non si uniforma ai comportamenti dettati dalla società è da considerarsi malato rischia di prendere sempre più campo. A partire dai primi anni di vita.

Qual'è l'opinione della comunità scientifica italiana?
I ricercatori italiani in questo delicato campo hanno sempre agito con molta diplomazia. E' ormai posizione comune alla maggior parte dei medici e dei ricercatori che le diagnosi di ADHD negli Stati Uniti siano in numero troppo elevato, ma allo stesso tempo sostengono che, al contrario, in Europa la malattia è sottostimata e sottocurata. In pratica un colpo al cerchio e uno alla botte, da buoni italiani.

Attualmente in Italia impazza il dibattito sugli aiuti alla scuola privata e sui cosiddetti buoni-scuola. Negli Stati Uniti da sempre il sistema scolastico assomiglia molto a quello che, a opinione di molti, si vorrebbe attuare in Italia.

In pratica buona parte delle scuole sono private e quelle pubbliche funzionano con una gestione di tipo manageriale, con finanziamenti legati ai rendimenti degli alunni. Più la scuola è produttiva e più riceverà fondi dal governo.

E' opinione di molti che proprio questo tipo di competitività portata all'estremo abbia favorito la ricerca di metodi sbrigativi per conseguire i risultati. E il Ritalin è uno di questi.

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Per contribuire al dibattito sui rischi legati all'introduzione del Metilfenidato (nome commerciale Ritalin) - anfetamina che appartiene ai farmaci d'abuso ed inclusa nella tabella 1 degli stupefacenti - nelle farmacie italiane (e quindi nelle scuole), quale terapia farmacologica della cosiddetta " Iperattività o sindrome da disturbi dell'attenzione", riteniamo importante spiegare le ragioni pedagogiche e scientifiche della nostra ferma opposizione all'uso di farmaci che alterino pericolosamente la chimica del cervello, quando esistono efficaci teorie e pratiche pedagogico-didattiche in grado di contribuire al superamento di tali difficoltà (tra cui la "Gestione mentale" di A. De La Garanderie), onde evitare la psichiatrizzazione permanente dei bambini.

Infatti, non basta dire al bambino irrequieto e distratto, "Stai fermo, stai attento!" Occorre creare le condizioni affinchè sia motivato e sappia cosa deve fare per prestare attenzione, ( cioè, secondo la teoria e la pratica della gestione mentale, osservare per rivedere mentalmente o ascoltare per riascoltare mentalmente). insegnandogli
ad evocare con maggiore consapevolezza ed efficacia, (richiamare alla mente, uditivamente o visivamente, quanto percepito) Occorre, soprattutto, che apprenda a " muovere il pensiero " per incanalare nella direzione giusta le sue energie, secondo un suo progetto di ricerca di senso, logico o creativo, che lo renda più autonomo e padrone del suo movimento e delle sue relazioni spazio-temporali con l'ambiente circostante.

Con la diffusione delle tecnologie multimediali, il bambino, bombardato da stimoli percettivi e poco "ascoltato" dagli adulti, non ha il tempo di evocare e di memorizzare, non impara a riflettere e non ha il tempo di immaginare già, durante la percezione di un oggetto, le azioni e le possibili conseguenze implicate nel suo uso o nelle sue relazioni con il mondo circostante, cioè non ha il tempo di interiorizzare l'azione.

La stigmatizzazione psichiatrica messa in atto nei confronti delle difficoltà del bambino con la diagnosi di "Iperattività e/o sindrome da disturbi dell'attenzione", in sigla "Adhd", oltre a sottrarre il bambino alle cure parentali dirette, maschera, a nostro parere, un disagio che dovrebbe essere innanzi tutto un problema di pertinenza pedagogica e di pertinenza pediatrico-neurologica solo in quei casi in cui sia scientificamente provata una compromissione neurologica o, comunque, organica.

Crediamo che si possa promuovere una riflessione etica e deontologica ed una nuova ricerca , pratica e teorica che, valorizzandone le competenze professionali, permetta agli insegnanti sia di riappropriarsi delle loro capacità d'ascolto e delle loro capacità "terapeutiche" (terapeutiche nel senso etimologico della parola, cioè "prendersi
cura di...") sia di attrezzarsi di nuovi e più efficaci strumenti pedagogici atti a ridurre l'automatismo della delega ed il rischio di psichiatrizzazione delle difficoltà d'apprendimento e d'integrazione.

La ripresa di una rigorosa ricerca e sperimentazione pedagogico-didattica potrebbe valorizzare la potenziale capacità della scuola di mettere in atto una prevenzione ed una metodologia didattica delle difficoltà d'apprendimento che arricchirebbe l'offerta formativa, della scuola stessa, di una nuova lettura pedagogica di tali difficoltà.
Una lettura che offrirebbe al bambino ed ai suoi genitori maggiori garanzie di correttezza sia nel momento della diagnosi che in quello dell'individuazione degli interventi di recupero e che, anziché mirare alla "stupefacente" stimolazione/immobilizzazione farmacologica dell'attività mentale, miri soprattutto alla "mobilitazione" pedagogica del pensiero logico e creativo del bambino.

Omer Bonezzi,
Presidente Proteo Fare Sapere

Sono certo che sia anche da Voi condivisa la soddisfazione del Prof. Bonezzi, che sul n.17 del 31 ottobre u.s. del Giornale dell’Associazione annuncia che sono state raccolte in Internet 3723 firme in calce all’appello contro l’abuso dei farmaci (Ritalin) sui ragazzi con problemi dell’attenzione.

<Crediamo di aver ottenuto un discreto successo, lanciando tra i primi l’allarme su quanto stava avvenendo in Italia. Un vecchio e discusso farmaco assimilabile alle anfetamine, il Ritalin, è stato introdotto in Italia, nonostante le polemiche che ha suscitato negli Usa, con notevoli problemi. Quando lanciammo questo allarme i motori di ricerca davano in rete pochissimi articoli sul Ritalin, oggi sono circa 1800. La stampa nazionale si è ripetutamente occupata del tema, confermando le nostre tesi.

Questa nostra iniziativa ha contribuito a creare anche orgoglio da parte dei docenti che non sono disposti a delegare supinamente a soluzioni chimiche tematiche pedagogico-didattiche e che vogliono dialogare con altre professioni su un piano di parità scientifica. Riteniamo saggio che il farmaco (è dimostrato che i danni cerebrali sono simili a quelli prodotti dalla cocaina) venga ora ritirato dal mercato. Intendiamo, a questo proposito, inviare al CUF (Comitato Unico del Farmaco) una formale richiesta.>

Omer Bonezzi - Proteo Fare Sapere

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Il sito "http://www.proteofaresapere.it" contiene una piccola ma esauriente documentazione scientifica sul tema dell’abuso del farmaco.

Nel ringraziare "Proteo Fare Sapere News" e la Redazione di AleNapoli.net per l’impegno profuso nelle loro missioni, saluto tutti cordialmente con una raccomandazione: dedichiamo sempre più tempo ai nostri figli, diamogli più amore.

   Vincenzo Vitale

 

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