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Come fare per difendersi da pollini e gas nocivi. La primavera è arrivata e riesplode la voglia di stare più a contatto con la natura. Si corre, si cammina e si gioca negli spazi aperti. Per molte persone la natura è una grande amica, ma per una non ristretta minoranza può essere una vera e propria matrigna. La primavera, infatti, vuol dire spesso rischio di allergie e ad esserne vittime sono soprattutto i bambini. Se vi trovate per strada ed iniziate ad avere prurito, a starnutire, a lacrimare o peggio a sentire il respiro affannoso allora vuol dire che anche voi fate parte della sempre più nutrita schiera di coloro che sono allergici a qualche pianta. I responsabili di tutti questi fastidiosi disagi (congiuntiviti, asma, dermatiti e orticarie) sono i pollini che circolano in abbondanza nellaria. Capita, però in certe aree urbane che i pollini si uniscano a gas inquinanti e a fumi industriali, in tal caso il mix può risultare esplosivo. Se infatti le mucose del naso sono già infiammate da questi veleni , la sensibilizzazione ai pollini troverà terreno ancora più fertile . Il malcapitato si rifugia allora nel "miraggio-vaccino", ma non sempre questo rimedio si mostra efficace. Prima di iniziare la battaglia contro lallergia ci vuole la diagnosi. Il compito arduo di capire di cosa si tratta spetta al medico che dovrà risalire allagente(i) allergizzante(i) tenendo presente che non tutte le piante possono scatenare allergie. Una volta individuata la causa si dovranno, ovviamente, evitare i luoghi a rischio. Bersaglio delle allergie sono soprattutto gli occhi che inizierano ad arrossarsi e a lacrimare (congiuntiviti) e il naso che fa passare con laria una grande quantità di pollini che possono essere causa di riniti.
La prima regola è cercare di prevenire. Se non
si possono evitare ambienti polverosi, parchi o campi fioriti, esistono in commercio dei
particolari "tappini" spugnosi che consentono di respirare normalmente
trattenendo allesterno polline e polvere evitando il contatto con le mucose
Il Calendario dei pollini Quando sono necessari i test? I test servono per diagnosticare se il paziente è un soggetto sensibile alle allergie, ma servono poi ulteriori esami per capire quale pianta allergenica scatena le crisi. I test più validi sono quelli cutanei e i "Rast-equivalenti". I primi consistono nel porre una goccia dellestratto allergenico sullavambraccio e successivamente sfiorando la pelle con un ago. Se il soggetto è a rischio di allergia dopo circa 20 minuti si noterà sulla pelle un ponfo simile ad una puntura di insetto. I Rast-equivalenti, invece, si effettuano prelevando un po di sangue per ottenere la risposta dal laboratorio. Risultare positivi ad un test non è però sufficiente. Limmunoterapia deve comunque essere specifica in quanto un soggetto può accusare sintomi di allergia ad un determinato polline, ma, magari, abita in una zona dove questa pianta non cè, allora vuol dire che è unaltra sostanza a procurargli fastidi. La più frequente via di somministrazione del vaccino è quella cutanea. Si inocula sotto la pelle del braccio con una frequenza dapprima settimanale, poi diradando gli appuntamenti.Il momento migliore per vaccinarsi resta quello prima della fioritura. E bene precisare che con un buon vaccino si possono ottenere risultati discreti ma una rapida guarigione non sempre è possibile, soprattutto su quegli individui allergici ad un solo allergene
Ma quali sono le ripercussioni generali quando un vaccino non è praticato a regola darte? Le ripercussioni generali vanno dagli starnuti,
al bruciore agli occhi o allintensificazione dellasma.
-crostacei Cibi da assumere con moderazione -formaggi fermentati Asma, rinite e sonno disturbato, possono, nei bambini , compromettere la loro capacità di concentrazione e quindi il loro rendimento scolastico. Nella rinite , il cosiddetto raffreddore da fieno, il continuo gocciolamento del naso, insieme alle secrezioni , favorisce la perdita di zuccheri e proteine e procura spossatezza. Ecco perché i bambini afflitti da questi disturbi finiscono con lessere autoesclusi dalla vita sociale per un periodo dellanno.
Gli ambienti scolastici non sembrano molto idonei per tutelare lo studente allergico, nelle aule spesso non vengono rispettate quelle che sono le semplici norme di igiene. Questi ambienti si trasformano tal volta in induttori o aggravanti della malattia allergica. Le muffe e gli acari sono i principali responsabili di questi disagi e come i pollini e le polveri, possono provocare delle ripetute crisi dasma che fanno diminuire notevolmente la qualità di vita degli interessati, bambini o adulti che siano. Rosario GRECO |
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